Nel giorno di "Aquileia fracta" ricordati dal Fogolâr Civic gli eroi di tutte le resistenze contro ogni barbarie

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Dediche sociali al Mausoleo Candia ad Aquileia e alla tomba di Giulio Regeni a Fiumicello. Un appello alla condivisione indirizzato a tutte le Amministrazioni comunali del Friuli Venezia Giulia nonché a Presidenza, Giunta e Consiglio della Regione: primi indirizzi di saluto dal “sindaco/župan” di Doberdò del Lago, dr. Fabio Vizintin, e dalla consigliera regionale Elena Bianchi... UN APPELLO ALLA CONDIVISIONE TERRITORIALE “Omaggio civico all'Aquileiese Ignoto ossia alla resistenza della Madre Aquileia contro il barbaro devastatore Attila nel 1565° anniversario della caduta dell'antica metropoli regionale (18 luglio 452). Privata deposizione floreale, martedì 18 luglio 2017, ad Aquileia, presso Mausoleo Candia, angolo vie Giulia Augusta - XXIV Maggio, ore 10”. Ecco l'“oggetto” di una pregnante e singolare lettera indirizzata “Alla cortese attenzione delle Amministrazioni civiche del territorio storico dell'antica città di Aquileia e dell'odierna regione Friuli Venezia Giulia” e recante la firma del “prof. Alberto Travain, Coordinatore Generale del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico 'Fogolâr Civic', Presidente del Circolo Universitario Friulano 'Academie dal Friûl', Delegato Presidenziale alla Formazione Civica e alla Cittadinanza Attiva del Club per l'Unesco di Udine”, inviata ai 216 Comuni forogiuliani nonché a Presidente, Assessori e Consiglieri regionali. Eccone il testo. “Pregiatissime Autorità, un caloroso invito a voler condividere le rimembranze che le sottoscritte organizzazioni si accingono a vivere in semplicità nella cornice delle proprie private attività sociali ma anche a proporre come costume volto a rinsaldare annualmente il legame tra genti del Friuli Venezia Giulia e la Madre Aquileia, matrice comune di civiltà. La ricorrenza della “distruzione” dell'antica metropoli regionale da parte di Attila, che tradizione fa risalire alla data funesta del 18 luglio 452, pare deputata a un omaggio di sintesi ai padri caduti nel corso dei secoli e dei millenni nella difesa della comunità in questo nostro angolo di mondo, cuore d'Europa e cerniera tra popoli e continenti. Ecco lo spirito con cui, il prossimo 18 luglio, alle ore 10, una delegazione dei sodalizi in firma, privatamente deporrà una dedica floreale commemorativa, ad Aquileia, presso il Mausoleo Candia, sorta di monumento all'Aquileiese Ignoto, alla confluenza delle vie Giulia Augusta e XXIV Maggio, registrandosi segnatamente la partecipazione delle magistrature popolari elette dal rinnovato Arengo cittadino udinese e del Club per l'Unesco di Udine. Riconoscere nella tragedia ma anche nell'epica resistenza della grande Aquileia di un tempo quelle di ogni comunità della nostra terra contro la barbarie variamente intesa per noi significa ricavare un senso comune ed alto di unità regionale fondata su valori radicati e universali in grado d'includere chiunque sia animato da positivi intenti. Omaggiando, quindi, quei nostri padri, siamo ad onorare ovviamente, in simbolo, tutti i caduti, i combattenti, i martiri contro ogni barbarie nel mondo! Con sinceri voti”. Quindi non per forza un sollecito a presenziare, bensì a condividere idealmente il senso e lo scopo del gesto proposto. Primo tra i sindaci a formulare positivo indirizzo di saluto, lo “župan” carsico di Doberdò del Lago, dr. Fabio Vizintin, mentre per la Regione il primato di un riscontro va riconosciuto senza dubbio alla consigliera Elena Bianchi. Il giorno, quindi, di “Aquileia fracta”, come ebbero a scrivere le cronache dell'epoca, ossia di Aquileia distrutta, anniversario di unità regionale nel mesto ricordo di un dramma epocale vissuto localmente nonché occasione di celebrazione di ogni resistenza contro la barbarie. Ricorrenza locale ed universale mai riproposta in Età Contemporanea come scadenza calendariale significativa sul piano civico prima che il prof. Alberto Travain, alla guida del Fogolâr Civic, la rilanciasse su più livelli nei termini attuali. OMAGGIO ALL'AQUILEIESE IGNOTO PRESSO IL MAUSOLEO CANDIA Un mazzo di fiori di laguna con i colori civici aquileiesi e romani antichi nonché una dedica latina “Agli avi contro la barbarie” (“Patribus contra barbaritatem”): questo l'omaggio che, il 18 luglio 2017, 1565° anniversario della “distruzione” dell'antica metropoli regionale di Aquileia da parte di Attila, delegazioni socioculturali, giunte da Udine sotto la guida del prof. Alberto Travain, hanno, dunque, deposto nella storica località, presso l'imponente Mausoleo Candia, “monumento all'Aquileiese Ignoto”, come l'ha definito l'insegnante, leader del fogolarismo civico friulano, accompagnato dall'arch. Amerigo Cherici, procuratore dell'Arengo udinese contemporaneo nonché progettista del Parco Archeologico di Aquileia e da delegazione del Fogolâr Civic, costituita dallo scrittore Maurizio Di Fant, vicepresidente, dalla segretaria Jolanda Deana e da rappresentanza di sodali formata dalla maestra Manuela Bondio e dai collaboratori Milvia Cuttini ed Eugenio Pidutti. “Questo è un gesto morale che vogliamo compiere contro l'oblio di un passato remoto in cui può specchiarsi l'intera vicenda delle nostre terre e delle nostre genti. Una storia vissuta nell'anternanza o nella non semplice coesistenza di identità di frontiera e cerniera tra diversità. Siamo qui innanzitutto come cittadini di questa regione complessa e divisa non solamente nella politica ma anche nell'anima. E ciò non perché regione composita bensì incapace – forse resa tale – di individuare nella propria storia radici reali e ideali comuni. Una regione i cui simboli, pur maldestramente interpretati, rimandano ad Aquileia, cuore di popoli e città pertinace, riferimento oltre al quale null'altro di radicato parrebbe oggi unire le popolazioni tra Carnia e Adriatico, Carso e Livenza. Ecco, allora, che rendere omaggio ai 'padri' aquileiesi che, sfortunati ma tenacissimi e valorosi, si batterono strenuamente contro la barbarica tirannia di Attila, per noi significa qui celebrare un paradigma di comunità dal cui mito trarre positiva linfa da condividere nel presente e anche nel futuro. Un mito che non appartiene soltanto al Friuli Venezia Giulia bensì quanto meno alla Mitteleuropa di cui Aquileia in tempi diversi e per vari aspetti fu 'madre e reina', tanto per citare l''Attila' di Verdi. Di quel mito il Friuli Venezia Giulia è, però, indiscutibilmente cuore e primo custode. Sarebbe assurdo Siamo, inoltre, qui, gran parte di noi, sicuramente come Udinesi, cittadini di una delle poche comunità che storicamente vantarono il titolo di “nuova Aquileia” e che in un lontano 18 luglio del secolo XV, 1495, si 'gemellò' con l'antica Madre, 'prima civitas hujus Patriae et mater aliarum civitatum' ovvero 'la prima città del Friuli e la madre di tutte le altre': un legame che Udine celebrò sempre e non con mero riferimento alla circostanza della sua leggendaria fondazione attilana ma nella più ampia condivisione dell'epica civica aquileiese: dal mito lealista e resistenziale della lotta contro il tiranno Massimino il Trace alla pretesa origine troiana reclamante autonomistico rispetto se non persino pari dignità con Roma. Una ragione in più, insomma, per non mancare...”. Così, il prof. Travain, nella sua allocuzione, cui ha fatto seguito lo scrittore Di Fant sottolineando come ad Aquileia siano le pietre a parlare: “un cippo, un capitello, una stele, un busto, una testa di pietra ci narrano i fasti del rapporto con l'antica Roma nonché le origini antenoriane, ma noi, smemorati, ci guardiamo intorno senza comprendere e soppesare il loro messaggio”. UNA CONFERENZA PER RICONOSCERE LE TANTE AQUILEIA DELLA STORIA L'arch. Cherici ha poi tenuto un'applaudita conferenza “en plein air” in località “Lis Puartis”, presso la medievale Porta Udine, soffermandosi sulla costituzione urbanistica e paesaggistica aquileiese, con illustrazione d'interessanti carte e documenti. “Aquileia è una città stratificata i cui abitanti vivono sulle vestigia degli antenati: insediamenti preromani, susseguenti città romane, la città patriarcale e quelle moderna e contemporanea, fasi con proprio valore distinto. Insomma, Attila per Aquileia non fu certo come il Vesuvio per Pompei!” ha argomentato il noto professionista, promotore della salvaguardia dei beni culturali e ambientali. AL MUSEO, SULLE ORME DELL'IDENTITÀ CIVICA AQUILEIESE ANTICA Guidate dal prof. Alberto Travain, le delegazioni giunte ad Aquileia per la ricorrenza del 18 luglio hanno visitato il Museo Archeologico Nazionale, ospitante per l'occasione la mostra “Volti di Palmira ad Aquileia”, apprezzata per il richiamo al respiro intercontinentale del mondo romano che 1565 anni addietro inorridiva alla tragica notizia “Aquileia fracta est”, “Aquileia è distrutta”. Ma Travain ha in particolare indirizzato la comitiva su quelli che ha definito come “principali documenti identitari aquileiesi dal punto di vista civico” esposti al Museo, innanzitutto riferiti ai miti di fondazione troiana e romana della città e alle locali rinomate glorie resistenziali: “oggetti cui la stessa struttura museale, anche su sollecito di un'Amministrazione comunale attenta ai valori attuali del passato della propria comunità, farebbe bene a riservare collocazione e descrizione più consone” ha rimarcato il presidente del Fogolâr Civic. OMAGGIO ALL'EROE FRIULANO DELLA RESISTENZA EGIZIANA ODIERNA Se un tempo da tutta l'Europa si giungeva ad Aquileia e dintorni per onorare importanti reliquie di martiri del primo Cristianesimo, tra cui quelle di tanti giovani testimoni di una grande fede liberatoria, oggi a queste s'aggiungono certo quelle di un ragazzo contemporaneo laicamente spesosi, attraverso il mezzo della cultura e dell'informazione, contro le tirannidi nell'attuale Egitto, sino alla più atroce morte sotto tortura. Nella data in cui proprio in Friuli Venezia Giulia si consumò una delle più sconcertanti tragedie dell'antico mondo romano sotto pressante minaccia di tirannia da parte dei Barbari, nell'anniversario della peggior disfatta dei valorosi “padri” aquileiesi, travolti dalla violenza del re unno Attila dopo epica resistenza, Fogolâr Civic e Academie dal Friûl, unitamente a rappresentanze dell'Arengo udinese, in visita in quella che fu la prima metropoli alpino-adriatica, non potevano affatto tralasciare di recarsi al vicino cimitero di Fiumicello per rendere omaggio ad un “eroico resistente” dei giorni nostri contro inaccettabili barbarie d'Oltremare. Sulla tomba del probo dott. Giulio Regeni s'è, quindi, deposta una dedica floreale con i colori di Aquileia e del Friuli e una doppia epigrafe: in latino, “Pertinaci filio Aquileiensis agri contra pharaones” ovvero “al figlio tenace dell'agro aquileiese avverso ai faraoni/tiranni”, ed in “marilenghe”, “Al eroic Regeni, orgoi dal Friûl”, all'eroico ragazzo, orgoglio di tutta la Friulanità. Fortemente commossa la “laudatio” del giovane ricercatore friulano, tenuta dal prof. Alberto Travain, che ha ribadito il suo fermo intento, come persona e come presidente di due agguerriti sodalizi civisti, di procedere senz'altro ad oltranza nel ricordo del benemerito e della sua tragica fine, con dediche memoriali ogni 25 del mese a Udine, presso la Colonna della Giustizia del capoluogo del Friuli Storico e note mensili commemorative e rivendicative alle Autorità indirizzate alla Prefettura di Udine. “Chi malauguratamente sperasse nell'oblio di questa vicenda deve sapere che certa pasta di Friulani non cede nemmeno di fronte alle cannonate!” ha assicurato, deciso, il leader del Fogolâr Civic. TRA SAN MARCO E LA BASILICA, ALLE SORGENTI DELLA CIVILTÀ MITTELEUROPEA Non potevano affatto mancare nell'itinerario identitario aquileiese del Fogolâr Civic i principali luoghi-simbolo delle origini della caratterizzata civiltà cristiana mitteleuropea ossia la Pianeta di San Marco e la Basilica Patriarcale, dove, con l'accensione di un lume all'altare del “Crist da Ploia”, crocifisso caro alla tradizione locale, le insalutate rappresentanze ospiti si sono congedate dalla Madre Aquileia formulando auspici di proficuo futuro per l'odierna comunità del luogo... “Un'esperienza, una testimonianza di cultura civica spontanea da ripetere tenacemente ed ampliare!” ha concluso Travain, al termine della visita nella “splendidissima” – si diceva un tempo – località storica in capo all'Adriatico.

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