Illegio è il primo dei grandi eventi regionali a tornare in scena

Dal 4 luglio al 13 dicembre 2020 ci sarà una sorprendente esposizione d’arte, in totale sicurezza

Don Alessio Geretti

A un mese dalla sua inaugurazione – fissata per il prossimo sabato 4 luglio –, è ufficiale: la mostra di Illegio c’è, anche in questo 2020 tormentato dalla dolorosa vicenda della pandemia da Covid-19. Il borgo alpino vuole così essere in prima linea nel grande sforzo di rinascita del Friuli Venezia Giulia e dell’Italia dopo la fase più acuta del contrasto alla diffusione del contagio. La mostra, che si estenderà fino al 13 dicembre 2020, sarà sorprendente, per il messaggio e per la bellezza, ma anche per l’impostazione. I particolari verranno svelati nella conferenza stampa programmata alle 11.00 del prossimo 5 giugno. La mostra per questo 2020 era in realtà un’altra, già quasi del tutto pronta, ma la situazione epidemica di diversi paesi esteri, da cui sarebbero venuti non pochi capolavori attesi in essa, ha reso necessario rinviare quel progetto al prossimo anno, provocando l’organizzazione delle mostre di Illegio ad inventare un progetto radicalmente diverso, adatto a questo momento e capace di sorprendere.

Le cifre

Un po’ di numeri: 340 abitanti ad Illegio, più di mezzo milione di visitatori in que-sti anni (45 mila visitatori soltanto la mostra dell’anno scorso, “Maestri”), 21 mostre a Illegio con 1.100 opere d’arte esposte, 150 restauri di tesori del patri-monio pubblico, 500 prestatori internazionali (Louvre e D’Orsay di Parigi, National Gallery di Londra, Tret’jakov di Mosca, Hermitage di San Pietroburgo, Prado e Thyssen-Bornemisza di Madrid, Gemäldegalerie di Berlino, Kunsthistorisches e Belvedere di Vienna, Musei Vaticani, il Quirinale, gli Uffizi di Firenze, la Pinacoteca di Brera, il Museo Nazionale di Capodimonte, le Gallerie dell’Accademia di Venezia), centinaia di artisti (Caravaggio, Bernini, Botticelli, Rubens, Canova, Tiepolo, Lorenzo Monaco, Bellini, Signorelli, El Greco, Veronese, Guercino, Dal, Picasso).

Don Geretti

«Ci sono momenti della storia – dichiara il curatore della mostra, Don Alessio Geretti – nei quali ci è chiesto di prendere posizione, di reagire alle circostanze e di affrontare le prove della vita personale e collettiva con piglio deciso e capacità di rinnovarsi: Illegio sente di doverlo fare, nel suo piccolo, sia per una ragione spirituale e ideale, sia per una ragione strategica e sociale. Anzitutto, tra gli investimenti strategici che in questo momento potranno sostenere la salute interiore e integrale di tante persone e alimentare il coraggio di risollevarsi, vogliamo indicare la terapia della bellezza perché, specialmente se congiunta alla forza di suscitare la ricerca del senso dell’esistenza e di incitare le migliori virtù, essa viene incontro al profondo bisogno di speranza, pensiero, motivazioni, incoraggiamento, e sopra tutto ciò al radicale bisogno di infinito che arde nel cuore umano. 
In secondo luogo, un evento di alta qualità culturale e di grande interesse turistico è anche fonte di lavoro, di coinvolgimento di professionisti e di fornitori di beni e servizi, uno stimolo alla creatività, il veicolo di un’immagine del Friuli Venezia Giulia confortante ed attraente, un catalizzatore di promozione sociale ed economica per il territorio regionale: e quanto ne abbiamo bisogno in questa difficile ora! Vogliamo reagire da parte nostra e ispirare molti a farlo da parte loro».

Sicurezza

Illegio ha studiato così un nuovo incontro con la bellezza, da vivere in sicurezza. Il contesto delle misure di prevenzione contro la pandemia e la necessità di offrire perfette garanzie di salute ai visitatori chiedevano infatti di mettere a punto modalità ine-dite per poter gustare serenamente la grande arte esposta ad Illegio. Nelle sale della Casa delle Esposizioni verranno applicate quattro scelte fondamentali: una sola opera per stanza, adeguatamente valorizzata e di grande impatto; un flusso regolato che vedrà entrare ogni 6 minuti due visitatori (potranno, chiaramente, entrare più di due persone se vivono insieme e dunque non sono tenute al distanziamento reciproco); l’audioguida a disposizione di ogni visitatore, accompagnato di sala in sala e con tempi rigorosi dal commento del curatore della mostra; la sanificazione continua dell’atmosfera delle sale con un sistema di alta tecnologia, senza immettere alcuna so-stanza nell’aria e dunque perfettamente compatibile con la salute delle persone e con quella delle opere d’arte. Accanto a questi accorgimenti decisivi, gli altri normali protocolli – distanze interpersonali, presidi di protezione tanto dei visitatori quanto del personale al servizio di essi, sanificazioni continue di tutto ciò che può entrare in contatto con le persone – garantiscono un’organizzazione complessiva della mostra che le permetterà di accogliere a rischio zero oltre 30mila ospiti. Inoltre verrà misurata la temperatura corporea attraverso un termoscanner. Per i gruppi sarà possibile accedere in orari specifici, riservati, ma comunque suddi-videndo la compagnia in microgruppi compatibili con le dimensioni delle sale. Ai gruppi sarà offerta la possibilità delle visita accompagnata dalle giovani guide di Illegio, sem-pre apprezzate per competenza e passione. Per evitare ogni assembramento e garantirsi la visita sicura in uno dei 100 ingressi quotidiani tra le 9.00 e le 19.00 di ogni giorno, certamente sarà sempre necessaria la prenotazione (sarà accettata anche con preavviso minimo se ci sono posti disponibili), attraverso la mail (mostra@illegio.it) o il telefono (0433.44445). 

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Gibelli

«L’emergenza legata a Covid-19 ha messo sicuramente a dura prova l’intero comparto culturale della nostra regione – rileva l’Assessore Regionale alla Cultura e allo Sport Tiziana Gibelli – ma le nostre imprese e le nostre associazioni non si sono mai fermate cercando forme alternative ed innovative per poter realizzare i loro eventi. La nuova mostra di Illegio rappresenta un’ulteriore importante tappa in quello che è un percorso di ripartenza e di rinascita, perché il bello delle opere d’arte contribuisce ad arricchire lo spirito, ma rappresenta, allo stesso tempo, anche un elemento di attrattività per il nostro territorio».

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