"Angiolino": Villa Manin inaugura la prima mostra post-covid

  • Dove
    Villa Manin di Passariano
    SP65, 38
    Codroipo
  • Quando
    Dal 27/06/2020 al 27/09/2020
    Da martedì a venerdì 15-18; sabato, domenica e festivi 10-13 e 13.30-19; lunedì chiuso
  • Prezzo
    Gratis
  • Altre Informazioni

"Angiolino. La guerra di un pittore cantastorie" è la prima mostra post-covid ospitata dalla Villa Manin di Passariano. Dal 27 giugno al 27 settembre 2020, si potranno osservare le tempere del pittore autodidatta del Novecento friulano.

La mostra

A cura dell'Erpac - Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia -, la mostra vede la collaborazione del Comune di San Giorgio di Nogaro e presenta le tempere di Angiolino, imbianchino, ferroviere, pittore così appassionato da accompagnare ogni suo dipinto con una storia. Le sue opere costituiscono un grande affresco che racconta gli orrori della guerra e come questi siano stati vissuti da un giovane che ha voluto trasferire sulla carta le sue emozioni e la sua adesione agli ideali di libertà e democrazia. Un caso speciale e unico a livello nazionale per l'energia creativa e la passione sottese alla realizzazione di queste opere che rappresentano un inno alla pace.

L'estate 2020 a Villa Manin

Le opere

Le opere proposte sono state da alcuni paragonate a degli ex-voto: certamente si possono ascrivere ad un’arte autenticamente popolare, ma se si osserva con attenzione il disegno, l’uso dei colori fa percepire un grande movimento delle forme, che riescono persino a far sentire le urla dei naufraghi, il crepitare delle mitragliatrici, l’assordante boato di un bombardamento. Sono tavole che riescono a non lasciare indifferenti chi le guarda. A illustrare le opere saranno mantenute le didascalie originali, compilate dallo stesso Angiolino, che raccontano di battaglie sul mare, di bombardamenti di paesi e città e di vari episodi della lotta partigiana in Friuli. Nella sua fantasia, le letture di romanzi di avventure si mescolano con i racconti dei marinai e con episodi da lui vissuti personalmente: le immagini proposte, ricche di inventiva e di grande immediatezza espressiva, si possono leggere come una grande storia collettiva a fumetti, una sorta di originale graphic novel. La mostra non vuole essere una storia illustrata della Seconda Guerra Mondiale, ma una testimonianza straordinaria sul modo in cui la guerra venne vissuta e raffigurata da un giovane friulano interprete, a suo modo, di sentimenti popolari, vivi e diffusi.

L'artista

Angiolino è solo un soprannome, un vezzeggiativo con cui la madre Anna Fabbri, levatrice di San Giorgio di Nogaro, originaria di Pianoro in provincia di Bologna, era solita chiamarlo in ricordo del fratello, pittore e scultore, oltre che famoso burattinaio. Col passare del tempo, però, il nome vero, Alfonsino Filiputti, viene dimenticato e per tutti rimane solo Angiolino. Fin da piccolo disegna di tutto usando i supporti più vari. Dopo le elementari è costretto ad abbandonare gli studi per le difficoltà finanziarie della sua famiglia, ma continua a dipingere con passione. Durante il secondo conflitto mondiale dipinge la guerra sul mare grazie ai racconti del padre e dello zio Arturo, entrambi marinai; successivamente, le principali vicende belliche sui vari fronti e infine la lotta partigiana in Friuli, per un totale di 364 tempere. Filiputti è oggi considerato un “pittore-cantastorie” per le precise, anche se sgrammaticate, didascalie che accompagnano ogni suo lavoro: non si tratta di semplici descrizioni, ma di racconti stringati che racchiudono impressioni, sensazioni, idee e fantasie. Imbianchino e successivamente ferroviere, Angiolino continuerà a dipingere anche nel dopoguerra: con le sue immagini racconterà l’alluvione del Polesine e la piena del Tagliamento, il terremoto del 1976 in Friuli e la storia della squadra di calcio della Sangiorgina, in cui ha militato in C1 come ala sinistra. Morirà nel 1999, confortato dall’amicizia di pochi.

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