Mogol ospite a Udine: "Più si parla e meno si dice"

Con le parole del libro “Le ciliegie e le amarene” di Mogol si sono celebrati i 25 anni nella comunicazione di Pietro Lucchese, fondatore dell’agenzia udinese Gruppo Rem. “Un alfiere del buon dire”, ha commentato il maestro

Pietro Lucchese e Mogol

“Non basta parlare, bisogna dire”: con questo suo aforisma, il celebre Mogol ha suggellato venerdì sera l'evento al Castello di Udine, dedicato ai 25 anni nel mondo della comunicazione di Pietro Lucchese, presidente e fondatore del Gruppo Rem di Udine. Un pensiero contenuto nel suo libro “Le ciliegie e le amarene”, presentato proprio in questa occasione nella cornice del Salone del Parlamento, e iscritto nella targa commemorativa donata dall’autore allo stesso Lucchese, considerato da Mogol “un vero alfiere che incarna in senso positivo lo spirito di questo aforisma”.

“Mi piacciono gli scritti e i discorsi brevi, perché di solito, più si parla, meno si dice”, ha esordito Mogol, intervistato dal giornalista e critico del Messaggero Veneto Gian Paolo Polesini. Un suggerimento per il mondo della comunicazione, ma anche per il mondo dell’impresa e per tutto il Paese. “Gli italiani – ha proseguito l’autore citando un altro dei suoi aforismi – alla ricerca del meno peggio si stanno consumando gli occhi”. E anche nella musica, si assiste a un deterioramento, “perché le canzoni non sono più scelte in base ai gusti e alla qualità, ma in base ad altri meccanismi in cui l’arte e la cultura non c’entrano nulla”.

Personaggio della comunicazione artistica conosciuto soprattutto per il lungo sodalizio con Lucio Battisti, così come per i contributi per Adriano Celentano, Riccardo Cocciante, Mina ed altri protagonisti assoluti della musica leggera, Giulio Rapetti in arte Mogol è stato accolto da Lucchese, che gli ha fatto dono di un ottimo vino friulano con etichetta disegnata dall’artista Fabio Comelli, da Rita Aucella, procuratore delegato alle relazione istituzionali di Gruppo Rem, e da un folto parterre di autorità e di esponenti del mondo della comunicazione, dell’economia e della cultura.

Un saluto iniziale della città è stato portato dal sindaco di Udine Furio Honsell. “Il Gruppo Rem ha saputo trasformare un luogo comune, il green – ha detto – in un messaggio autentico che mira ad incidere sugli stili di vita. Questa agenzia – ha aggiunto – è una ricchezza per il nostro territorio”. Presenti in sala anche l’assessore comunale all’Ambiente e alla Mobilità Enrico Pizza, l’onorevole Roberto Menia, coordinatore nazionale di FLI, l’ex presidente degli Industriali friulani Adriano Luci, il commendator Enrico Zoppas, presidente di Acqua Minerale San Benedetto e numerosi altri imprenditori italiani e della regione.

Ospite d’onore della serata, il volto del Tg2 Maria Leitner, di origine friulana. Tra un racconto di vita e l’altro, Mogol ha anche fatto il punto sulla polemica scatenata dalla presunta bocciatura dell’inno della Lombardia commissionato a Mogol dal presidente della Regione Roberto Maroni. “Non è successo niente – ha fatto presente l’autore -, anzi quando abbiamo aggiunto una chitarra elettrica Maroni ha detto che l’inno era davvero perfetto”.

Racconti, riflessioni e aneddoti di Mogol hanno incontrato i ricordi dei presenti e in particolare quelli di Pietro Lucchese, che nel 1988 comincia la propria avventura professionale nel mondo della comunicazione e nel 1997 fonda a Udine l’agenzia Rem. “La nostra agenzia ha saputo trasformarsi grazie alla sua professionalità e alla sua competenza per  intercettare la rivoluzione green – ha sottolineato - che anche nel campo della comunicazione è diventata un importantissimo fattore di competitività”.

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