Liszt, Prometeo tra virtù e virtuosismo

Ultimo appuntamento con i colloqui di approfondimento della Stagione Sinfonica della Mitteleuropa Orchestra Conversando con Psiche, proseguono Lunedì 4 dicembre, alle ore 18, presso la Polveriera Garzoni di Palmanova, con un appuntamento imperdibile a ingresso libero intitolato Liszt– Prometeo tra virtù e virtuosismo. L’incontro vedrà protagonisti il Professore di Storia ed Estetica della Musica del Conservatorio “G. Tartini” di Trieste, Marco Maria Tosolini, come relatore e il celebre psicologo di fama internazionale Giorgio Nardone, come ospite. Nardone è fondatore insieme a Paul Watzlawick, di cui è l’unico diretto allievo ed erede, del Centro di Terapia Strategica di Arezzo (ove svolge la sua attività di Psicoterapeuta e coach) è considerato la figura di maggior spicco della tradizione della scuola di Palo Alto. È internazionalmente riconosciuto tanto per la sua creatività che per il suo rigore metodologico. Sintesi questa tra “l’artista” e lo “scienziato” che gli ha permesso di creare innovative tecniche terapeutiche apprezzate in tutto il mondo.
Il colloquio sarà arricchito da suggestivi interventi musicali dal vivo a cura degli studenti del Conservatorio di Musica “G. Tartini” di Trieste.
In programma: F. Liszt Lied e Lieder per soprano e pianoforte con Serena Arnò come soprano e Federico Forti al pianoforte seguiti dal celebre Mephisto Valtz per pianoforte S 514 n. 1 di F. Liszt con Andrej Shaklev al pianoforte.
La serie di colloqui si conclude quindi nel segno del prometeico, dove potenza creativa ed artistica furia esistenziale si fondono in una personalità veramente straordinaria, capace di far nascere la figura della pop star della musica colta. Liszt sbaraglia ogni visione conformista e offre con la sua vita e la sua musica un esempio di titanismo plausibile in quanto esistito dove la forza della mente scandaglia ogni ambito artistico e filosofico, mistico e politico, per far diventare tutto suono di poesia e poesia di suono. Spirito romantico, Liszt fu animato dalle stesse contraddizioni proprie di questo movimento intellettuale. L’ultima fase della sua creatività è dominata dalla solitudine, dall’isolamento e dall’angoscia. Una depressione disincantata, quasi anestetizzata dalla consapevolezza oramai raggiunta circa l’ineluttabilità del male e il conseguente fatale pessimismo, che diviene leopardianamente cosmico, come accenna con il suo “Mephisto Walzer”.

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