La proposta: «il pignarûl duri pochi minuti o non venga fatto proprio»

Il suggerimento arriva da diverse associazioni, tra cui Legambiente, mediante un documento: «bruciare biomasse all’aperto produce particolato atmosferico che sappiamo essere cancerogeno»

«L’ Associazione Alpi - Allergie e Pneumopatie Infantili, l’Isde Fvg - Associazione Italiana Medici per l'Ambiente e Legambiente Fvg propongono di rinnovare i tradizionali falò epifanici ad iniziare dal 2016».

Inizia così la missiva da parte delle tre associazioni che, nella logica della tutela ambientale, vorrebbero che il tradizionale falò epifanico del pignarûl venisse modificato. Come?  La proposta è quella di «realizzare solo fuochi simbolici di pochi minuti con legna non trattata, spiegando alle persone le motivazioni che hanno condotto a tale scelta, oppure, come ha deciso la Pro Loco di Sacile, non fare il pignarûl. Perché mai? Perché bruciare biomasse all’aperto produce particolato atmosferico che sappiamo essere cancerogeno. L’esposizione a tali polveri aumenta qualora si utilizzino i residui di potatura delle viti normalmente trattate, di sempreverdi, nel caso di ristagno d’aria o di non completo spegnimento dei fuochi».

I DATI. Nel documento vengono citati dei numeri che dovrebbero allarmare: «l’aumento delle polveri sottili in concomitanza del pignarûl è stato registrato sia dall’Arpa Fvg con campagne effettuate nel 2014 a Sacile e nel 2011 a Udine, sia dall’Associazione Allergie e Pneumopatie Infantili che già due anni fa aveva rilevato picchi importanti di PM 2,5. L’Associazione attualmente, sta conducendo studi sull’inquinamento atmosferico, rientranti in progetti dell’Unione Europea e del Ministero della Salute con attenzione particolare all’impatto sui bambini».

IN MANCANZA DEL PIGNARÛL. Il mancato falò - secondo quanto comunicato - «potrà diventare l’occasione per accendere l’interesse anche su temi e problemi di portata generale quali la qualità dell’aria, le patologie correlate e il cambiamento climatico. È un modo intelligente di declinare la tradizione al futuro. Insomma una tradizione che promuove cultura.Una lettera in proposito è stata inoltrata anche alla Presidente Seracchiani».

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