FAI Marathon, i luoghi visitabili in città

Appuntamento anche a Udine con la quinta edizione di “FAImarathon – Partecipa alla Giornata FAI d’Autunno e scopri centinaia di luoghi in tutta Italia con visite a tema”, evento nazionale ideato cinque anni e realizzato dai Gruppi FAI Giovani a sostegno della campagna di raccolta fondi “Ricordiamoci di salvare l’Italia”, attiva fino al 31 ottobre.

Una passeggiata culturale nell’Italia più bella che, grazie ai 150 itinerari tematici proposti dai giovani del FAI - da percorrere liberamente, senza punti di partenza o arrivo, per intero o solo in parte, da soli o in compagnia - e alle visite a contributo libero a cura dei volontari della Fondazione, permetterà di vivere una giornata da “turisti a casa nostra”, emozionante e imprevedibile, alla scoperta di più di 600 luoghi di interesse artistico, paesaggistico e sociale che rappresentano l’identità, la storia e le tradizioni delle nostre città.

Partecipare il 16 ottobre a questa Giornata FAI d’Autunno consentirà agli italiani di riappropriarsi del loro patrimonio in modo spontaneo e coinvolgente. Palazzi, chiese, castelli, teatri, parchi, cortili, ma anche quartieri e interi borghi, luoghi dello sport e della produzione industriale, spesso inaccessibili al pubblico, a volte poco conosciuti oppure appena restaurati o ancora in costruzione, apriranno le loro porte e si sveleranno agli occhi del pubblico.

STORIE DI FAMIGLIE E PALAZZI LUNGO LE ROGGE DI UDINE

Palazzo Clabassi ora sede della Soprintendenza

Via Zanon

Palazzo Antonini Mangilli del Torso

Via del Sale

Porta Torriani

Via Zanon

Palazzo Lovaria

Via Zanon, 18

Museo etnografico del Friuli, Palazzo Giacomelli

Via Grazzano, 1

Per tutti questi luoghi: domenica 16 ottobre ore 10.00 – 17.00

UDINE

Storie di famiglie e palazzi lungo le rogge di Udine

L'itinerario si snoderà fra antiche dimore gentilizie e contrade della Città di Udine. Il tema che legherà queste architetture saranno le rogge, corsi d'acqua che hanno da sempre rivestito un'importanza notevole per la città. Si toccheranno sia edifici a carattere difensivo e di controllo come una delle ultime porte della città di Udine, porta Torriani, sia antichi palazzi segno tangibile della sensibilità culturale dei committenti. Tra le aperture dell’itinerario:

Palazzo Antonini Mangilli del Torso è situato fuori porta Grazzano, dove a metà del XV secolo, sorgevano alcune case tra le quali due del Nobile Erasmo degli Erasmi e una del fratello Antonio. Quest’ultima poi sarebbe passata in eredità alla famiglia di Giovanni Ricamatore (Giovanni da Udine), che qui vide la luce il 15 ottobre 1487. Questa era anche contrada in cui sorgevano il maggior numero di tintorie cittadine, grazie anche alla presenza della roggia che attraversava (e attraversa ancora, benché coperta) il borgo. A partire dal Cinquecento Udine rinnovò il suo volto; in questo luogo sorsero palazzi aristocratici e di famiglie arricchitesi con le attività commerciali. È proprio verso la metà del XVI secolo che un altro ramo della nobile famiglia Antonini acquistò la proprietà degli Erasmi. L’ultima discendente di questo ramo degli Antonini, Caterina, vendette il palazzo nel 1746 alla nobile famiglia Mangilli. Nel 1924 il palazzo fu acquistato dal Conte Alessandro del Torso e poi ceduto nel 1968 al Comune dalla famiglia del Torso.

Palazzo Lovaria, fu Niccolò Soldanieri a volerne la costruzione. La famiglia ne rimase proprietaria fino al 1526, quando, il Nobile Giovanni Soldanieri decise di venderla per 1200 ducati al Nobile Antonio Arrigoni. Nel 1534 gli eredi divisero la proprietà in due parti. Successivamente la proprietà rimase agli Arrigoni fino all’inizio del Settecento. Il palazzo venne poi ereditato dai nobili Beltrame; nel 1677, la proprietà venne alienata al Nobile Carlo Tartagna. L'edificio rimase dei Tartagna sino a quando una discendente, sposò nel 1822 il Conte Giuseppe Lovaria. Restaurata di recente dall’architetto Missio, la facciata risale ad un periodo successivo al 1723; originale è il portale rettangolare con stipiti in grosse bugne lisce e il mascherone in pietra. Nel cortile, una vera da pozzo cinquecentesca porta ancora lo stemma degli Arrigoni. Sempre nell’Ottocento, Domenico Paghini dipinse gli spazi interni del primo piano nobile.

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