Mario Biondi al Palmanova Outlet Village, «contento di tornare in Friuli»

Il re italiano del soul canterà sabato 16 giugno 2018. Il legame con la nostra terra dura da molti anni. «La prima parola che dirò - racconta - sarà cemût!»

Mario Biondi (foto Marcos Hermes)

Mario Biondi, all'anagrafe Mario Ranno, simbolo della musica soul italiana nel mondo, sarà in concerto al Palmanova Outlet Village di Aiello il prossimo 16 giugno, per aprire l'estate del centro commerciale. Nato a Catania con un padre che faceva il suo stesso mestiere, appassionato di canto già dalla tenera età, con impegno studia la lingua inglese, e i primi successi non tardano ad arrivare. Con molte collaborazioni con artisti italiani e stranieri, Biondi è riuscito a sfondare nella musica, e a essere riconosciuto oltre i confini nazionali. 

Il padre era cantante, che musica si ascoltava a casa vostra?

«Sono cresciuto nell'ambiente grazie a mio padre, che era un onnivoro di musica, di tutti i generi, dal soul americano alla grande tradizione italiana, che tra l'altro adoro ancora. Mi sono avvicinato alla musica grazie anche a mia nonna, che faceva la cantante a Torino negli anni quaranta. Mi faceva ascoltare i grandi artisti come Perry Como e Frank Sinatra. Più che ascoltare me le cantava lei stessa.»

Come fa a destreggiarsi tra album, concerti e otto figli?

«È un bel impegno! Però è la benzina della mia vita. L'amore per i miei figli e per la musica sono il mio carburante. Tutti i miei figli poi sono appassionati, anche perché sono cresciuti vicino a me. Sono molto legati alla musica e tutti o producono o studiano musica."

Ha collaborato con molti artisti italiani e internazionali, qual è l'esperienza che ha regalato maggior emozione?

«Farei un torto a qualcuno citandone una in particolare. Ognuno dei grandi artisti italiani e internazionali per me è stato un primato, una grande soddisfazione, un arrivo meraviglioso.»

Lei è il rappresentante italiano della musica soul nel mondo, come la fa sentire questo?

«L'altro giorno stavo spiegando alla mia compagna il fenomeno del blue-eyed soul, il soul bianco, degli uomini bianchi, e mentre cercavo su Wikipedia, leggo il nome Mario Biondi come riferimento del soul bianco. Questo per me è un grande privilegio e sono onorato di essere accostato ad altri artisti meravigliosi.»

Che rapporto ha con la nostra regione?

«Sono molto fortunato, ho girato tanto la regione, da Pordenone a Sacile, e anche qualche zona di Udine. Ho frequentato la regione quando ero molto giovane durante le mie serate, e ho mantenuto molti bei rapporti con molte persone friulane, e sono quindi contento di tornare. La prima parola che dirò sarà "cemût"!»

Preferisce cantare in inglese o in italiano?

«Adoro entrambe le lingue. L'italiano è la mia lingua madre, che adoro, fa parte della mia vita e della mia crescita in tutti i sensi. L'inglese me lo sono trovato addosso dai dodici anni, mi piaceva e poi l'ho coltivato. È diventato una seconda lingua. Non preferisco una lingua all'altra, anche se quando canto alcune canzoni in inglese ho qualche soddisfazione in più.»

Dopo l'uscita dell'ultimo album "Brasil", ha altri lavori in cantiere?

«Sempre. Sono sempre in movimento, ho sempre idee, e assieme ai miei collaboratori piano piano riuscirò a realizzare qualcosa in più, di nuovo, sono abbastanza indomito.»

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Minorenne al volante per un giro con sette amici si schianta e muore a 15 anni

  • Chi era Daniele Burelli: aveva una passione profonda per le auto e i motori

  • Incidente all'alba, muore una mamma mentre accompagna la figlia a scuola

  • Taylor Mega ubriaca in diretta tv: "sono friulana, l'alcol dovrei reggerlo"

  • "Non fate il suo stesso errore", così la famiglia Burelli ricorda il ragazzo e lancia un appello

  • Incidente mortale in piazzale D'Annunzio, perde la vita una donna

Torna su
UdineToday è in caricamento