Il concerto di Vasco infiamma lo stadio Teghil di Lignano

Il ritorno di Vasco in Friuli è stato un successo incredibile. L'ultima apparizione a Lignano risale al 1989

Conti alla rovescia, giorni di attesa e appostamenti, strade intasate. Questo è quello che comporta un concerto di Vasco: un raduno collettivo di più generazioni pronte a cantare a squarciagola canzoni che hanno segnato la storia della musica italiana. 

Tutto ciò fa sì che un concerto del Blasco non diventi un semplice show ma un qualcosa che va al di là della musica. Emozioni e scene che puoi provare solo ad un suo live, ieri in formato piccolo (e si fa per dire) per la capienza dell'impianto e il numero di partecipanti, circa 22 mila persone. Un' anteprima delle quattro date romane allo Stadio Olimpico ma soprattutto un regalo voluto fare al Friuli e a Lignano, e lo si è intuito anche dalla parole con cui il rocker ha salutato il pubblico a inizio concerto: "Finalmente a Lignano, ben ritrovati!" 

Pubblico che ha iniziato a riempire le tribune e il prato dello stadio dalle 15, formando interminabili code, continuate fino a poco prima dell'inzio del concerto in un clima comunque tranquillo e una situazione ben controllata dalla sicurezza posta fuori e dentro allo stadio. 

Il Vasco che torna sul palco è un Vasco in perfetta forma, che continua a sfoggiare tutto il suo stile inimitabile nel look, nelle pose, nei gesti e nelle parole che usa per 'caricare' il suo pubblico. I musicisti lo seguono e a tratti diventano loro i veri protagonisti, mostrando ai fan tutta la loro bravura,  come nel momento dell'assolo di Stef Burns sulle note di "Anima Fragile", che si guadagna i meritatissimi applausi del pubblico. Da sempre Vasco ci tiene a questa cosa, come anche a presentare uno spettacolo variegato che sappia spaziare dai brani rock, alle ballate più intime, al giusto mix tra brani vecchi e nuovi. 33 brani in scaletta, compresi anche dei medlay, alcuni davvero emozionanti come il filotto che ha compreso "Una canzone per te/Dormi dormi/L'una per te/La noia". Canzoni che hanno riempito quasi tre ore di show, tre ore di puro rock. 

Un concerto come quello di ieri dimostra come a 64 anni Vasco sappia essere più avanti di molti altri suoi colleghi e delle tante persone che l'hanno sempre odiato, fregandosene di tutti, di etichette e di bandiere, diventando un simbolo senza per forza dover essere accostato a qualcuno o qualcos'altro. Un concerto così dimostra poi una cosa: che il Komandante non ha assolutamente voglia di abbandonare la nave e che avrà sicuramente altre sorprese da regalare ai suoi fan nel futuro prossimo. 

"Non abbiate paura, il vero nemico non è l'odio, è la paura. Non dovete avere paura. Ciao!" 

Così si è chiusa la 'festa' del Blasco, con queste parole d'incoraggiamento per i suoi fan e i coriandoli e il fumo sparati in aria, sulle note di Albachiara. Pelle d'oca!

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