A cinque secoli dal suo assassinio a Villaco, ricordato a Udine il “Chirubin”

Fogolâr Civic e Academie dal Friûl commemorano l'ultimo capo del primo partito popolare friulano moderno, Nicolò Savorgnan, ucciso 500 anni fa nella città carinziana da vendicativa mano aristocratica armata da Venezia

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Lunedì 2 aprile 2018, una delegazione del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic” e del Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl”, di buon mattino, ha sostato, in segno di omaggio, ed accesso un lume a Udine, nel Duomo, presso l'altare di San Marco, in ricordo di quello che fu l'ultimo pur controverso capo del primo partito popolare friulano moderno ovvero Nicolò Savorgnan detto il “Chirubin”, nel quinto centenario del suo assassinio a Villaco presso la chiesa campestre di San Marco. “Egli cadde trafitto da tre giovani aristocratici suoi compatrioti armati da Venezia che volevano vendicarsi delle violenze della “Joibe Grasse” 1511 contro la nobiltà regionale, violenze in cui Nicolò fu certamente implicato. Canonico aquileiese e decano del duomo di Udine senza essere prete, Nicolò, figlio naturale di Antonio Savorgnan, il “Che Guevara friulano” del Rinascimento, come lo definiva di questi tempi un suo lontano parente, l'intellettuale Detalmo Pirzio-Biroli, portava il nome glorioso del nonno, comandante delle truppe contadine del Friuli alla celeberrima battaglia di Fornovo. Dopo l'assassinio del padre a Villaco, località evidentemente importante per la storia friulana, Nicolò dovette assumere la guida della fazione degli 'zamberlani' ossia del partito popolare del Friuli contrapposto a quello della casta nobiliarie, partito che un tempo si appoggiava a Venezia ma che era passato sotto le insegne austriache. Quando quattro anni prima, egli, bandito, rientrò a Udine con le truppe asburgiche, fu accolto dal popolo con moti di giubilo e dal grido di battaglia 'Savorgnan! Savorgnan!'. Figura inquietante non più di altre, laiche e ecclesiastiche, del Rinascimento italiano ed europeo. Certamente tutt'altro che un santo, ma, in mezzo a tanti diavoli, un fautore del popolo calpestato dalle Istituzioni del tempo. All'azione degli 'zamberlani' in fondo il Friuli deve l'unico tribunato della plebe moderno della storia d'Europa, la Contadinanza, a tutela degli interessi delle popolazioni angariate dai dominanti”. Così ha ricordato il personaggio e il suo tempo il prof. Alberto Travain, presidente del Fogolâr Civic e dell'Academie dal Friûl, che nel 2012 rintracciò a Villaco il luogo in cui venne assassinato Nicolò, contrassegnato da un'ancona marciana.

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