48° Palio teatrale studentesco ‘Città di Udine’

Il Palio Teatrale Studentesco è la più antica manifestazione teatrale cittadina. Esiste da prima che fosse costruito il Teatro Nuovo Giovanni da Udine, da prima che molte delle strutture udinesi che oggi si muovono a livello regionale e nazionale fossero fondate. Da prima. Possiamo dire che dal Palio ha preso avvio tutta la cultura teatrale cittadina di oggi? Forse sì, possiamo dirlo. Il Palio Teatrale ha ‘cambiato la vita’ a decine di giovani friulani e friulane che sul palcoscenico del Palio hanno mosso i primi passi della loro vita di artisti e artiste, (attori, attrici, registi e registe, sceneggiatori e sceneggiatrici, certo), ma non solo, anche di direttori di scuole e di compagnie, organizzatori teatrali, tecnici, operatori della cultura. Persone che nella cultura udinese e friulana ancora operano, rappresentando l’ossatura della civiltà culturale cittadina.

Voluta da Rodolfo Castiglione e Ciro Nigris, rispettivamente direttore e presidente allora del Teatro Club Udine, gestita direttamente da loro per i primi trent’anni, con la direzione tecnica di Paolo Baron, la manifestazione è stata diretta poi per altri diciassette anni da Angela Felice, anima culturale e grande cuore del teatro giovanile udinese, prematuramente scomparsa proprio all’apertura dell’edizione 2018.

Il Palio Teatrale Studentesco apre da quest’anno una nuova stagione di sperimentazione e innovazione culturale, coinvolgendo nuovi e vecchi interlocutori con i quali aprire nuove strade di ricerca per la città, ripartendo dall’investimento culturale, civile e teatrale sui giovani, vocazione primaria della gestione del Teatro Club impostata dai ‘padri fondatori’ e proseguita da Angela Felice, puntando fin d’ora a quelle che saranno le celebrazioni dei 50 anni di vita di questa straordinaria manifestazione.

Il lavoro del Palio Teatrale quest’anno non si limita alla realizzazione del ‘festival’ che come tutti gli anni nei mesi di aprile – maggio vedrà gruppi teatrali studenteschi in scena quasi ogni sera al Teatro Palamostre, da sempre sede della manifestazione, ma inizierà (anzi è già iniziato) a novembre, non solo con le attività interne ai gruppi scolastici, che cominciano a scegliere i testi, a formarsi come gruppi, a individuare orari e modalità per le prove, a distribuirsi i ruoli e le parti, (coordinati in questo dai loro operatori, vera spina dorsale del Palio, che sono insegnanti, attori, registi, drammaturghi, formatisi in anni di esperienza e perlopiù a loro volta usciti dal Palio, segnando una formidabile continuità di lavoro e presenza che segna le generazioni e contribuisce così all’identità culturale della manifestazione e della città), ma anche con tutta una attività organizzativa e formativa (la prima riunione operatori del Palio quest’anno data 17 settembre – una settimana dopo l’inizio dell’anno scolastico).

IL PALIO: LA RASSEGNA

Quanti saranno quest’anno i gruppi studenteschi che prenderanno parte al Palio Teatrale? Ancora non si sa con esattezza. Il Palio ha come fondamento la libertà assoluta da parte degli studenti di creare gruppi, partecipare o no, scegliere in piena libertà. E’ questo da sempre lo spirito fondativo del Palio Teatrale Studentesco, una caratteristica che ha fatto sì che la manifestazione seguisse negli anni l’andamento della società giovanile, con periodi in cui i gruppi ed i partecipanti erano numerosissimi sia in sala che sul palco, (è successo che qualche spettacolo dovesse essere replicato due volte nella stessa sera per soddisfare la richiesta del foltissimo pubblico) ed altri in cui i gruppi partecipanti erano pochi (gli anni ’90 e l’epoca del ‘riflusso’) sebbene tenaci e irriducibili.

L’organizzazione ha sempre rispettato questa modalità libera e autonoma degli studenti. Possiamo per quest’anno riferirci ai dati dell’ultima edizione 2018: 23 gruppi scolastici e 4 ospitalità di gruppi di studenti che seppure usciti dalla scuola superiore, tenacemente insistono a voler continuare a lavorare insieme, a sperimentare il teatro in una dimensione più di ricerca, autonoma ed autogestita.

NUOVI PROGETTI: I LABORATORI

Da quest’anno il Teatro Club intende fornire agli studenti partecipanti al Palio Teatrale Studentesco alcune possibilità di approfondimento del fatto teatrale e di crescita tecnica e culturale, al fine di vivere con maggiore consapevolezza l’esperienza della scena ed affinare gli strumenti di base della scena, in un’ottica di sostegno al lavoro dei gruppi e dei coordinatori. L’intenzione è di proporre laboratori differenti per ogni edizione. Quest’anno i laboratori attivati saranno tre:

LABORATORIO INTRODUTTIVO

Viene recuperata, per esempio, una buona abitudine di passate edizioni del Palio, e cioè il laboratorio introduttivo, che per anni è stato coordinato e tenuto personalmente da Claudio DeMaglio, (che ora è direttore della Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe e che insegna in giro per l’Europa), partecipante da studente alla primissima edizione del Palio. E’ un appuntamento importante che si è voluto ripristinare per la sua fondamentale carica di motivazione e condivisione che porta con sé.

Gli studenti provengono da tutti i gruppi in totale libertà ed attraverso gli esercizi proposti cominciano a capire le relazioni sulla scena, gli spazi teatrali, la condizione della presenza dell’attore, e condividono l’esperienza tra tutti i gruppi mescolati tra loro, formando così una base per quella che diventerà la ‘tribù’ del Palio Teatrale Studentesco, che (va ricordato) è da sempre una manifestazione non competitiva, dove non ci sono premi o riconoscimenti. Una scelta educativa fondamentale di democrazia e partecipazione, decisamente controcorrente, in un’epoca in cui i premi e i concorsi si sprecano, dividendo sempre più il mondo in vincitori e vinti.

La conduzione del laboratorio è affidata quest’anno a Ornella Luppi, operatrice culturale e animatrice stimata, e Aida Talliente, attrice diplomata alla Accademia Nazionale ‘Silvio D’Amico’ e partecipante da studentessa al Palio Teatrale. Anche la scelta di due donne non è casuale.

Per questa attività si è rivelata fondamentale la collaborazione con il Teatro Nuovo Giovanni da Udine, che ha messo a disposizione del laboratorio la sua ‘sala danza’, segnando così l’inizio di una bellissima collaborazione che dimostra la sensibilità nei confronti del teatro studentesco da parte del Teatro Nuovo Giovanni da Udine (e del suo direttore prosa Giuseppe Bevilacqua, anche lui partecipante alla prima edizione del Palio) e l’apertura della più prestigiosa istituzione teatrale cittadina al Palio Teatrale Studentesco.

LABORATORIO SUL MOVIMENTO

La prima vera sperimentazione: un laboratorio sul movimento, che si differenzia completamente da quello che normalmente è una ‘classe di danza’. Studenti di scuola superiore, spesso disabituati al rapporto armonico con il loro corpo, che si mettono alla prova studiando le componenti fondamentali del movimento del corpo umano, misurandosi con il suo linguaggio, con i suoi limiti e con le sue possibilità espressive.

Per la sperimentazione artistica era necessario incontrare dei veri ricercatori, e questi sono stati trovati nei danzatori della compagnia di danza contemporanea Arearea, vera eccellenza artistica della città di Udine, che grazie alla disponibilità delle sue danzatrici e coreografe Marta Bevilacqua e Valentina Saggin (due donne, anche qui) ospiterà presso la sede della compagnia un ciclo di otto incontri dedicato ai partecipanti al Palio, anche in questo caso senza divisioni di gruppi d’appartenenza, in un incontro libero fra espressività artistiche, sotto lo sguardo vigile di maestre competenti e capaci.

LABORATORIO DI IMPROVVISAZIONE TEATRALE

Collaborazione Andrea Mitri / Compagnia GianTeatro Firenze. Terzo laboratorio proposto per quest’anno, si pone l’obiettivo di avvicinare gli studenti del Palio all’arte dell’improvvisazione, solitamente considerata solo come ‘rimedio agli errori’ e da qualche tempo invece divenuta, anche in Italia, forma di spettacolo vero e proprio.

Attraverso esercizi specifici (principalmente di gruppo), i ragazzi verranno stimolati a divenire autori del loro agire in scena, creatori di storie e di personaggi all’impronta, tenendo sempre presente però, che è il collaborare con l’altro e non l’imporre a forza la propria idea, il motore del funzionamento di una scena improvvisata. Anche qui, i termini educativi della questione sono lontanissimi dalla prassi dei rapporti tra persone che la società oggi ci mostra. In questo laboratorio al termine del lavoro sarà prevista una restituzione al pubblico, sotto forma di prova spettacolo aperta di una quarantina di minuti. Il laboratorio sarà tenuto da Andrea Mitri, attore triestino trapiantato a Firenze, con più di vent’anni di esperienza nel campo dell’improvvisazione, di cui a coronamento della sua presenza il Palio ospiterà anche uno spettacolo di improvvisazione a due, con la partecipazione dell’attrice Gila Manetti, intitolato “Improbabili amori”, conferenza/spettacolo improvvisata sul tema dell’amore, in cui due strampalati professori cercano di convincere il pubblico con le loro tesi, portando ad esempio scene da film, canzoni, poesie, pezzi di teatro ed altro tutti completamente improvvisati sulle indicazioni fornite dagli spettatori prima dell’inizio dello spettacolo.

TAVOLA ROTONDA: L’OPERATORE TEATRALE

Collaborazione Ente Regionale Teatrale del FVG / Teatroescuola. Ma che figura professionale è esattamente il coordinatore dei gruppi del Palio Teatrale Studentesco? Tra loro ci sono insegnanti, ex-insegnanti, attori, ex-attori, animatori, ex-paliensi, coordinatori di gruppi teatrali amatoriali, e spesso non si sa bene quali siano effettivamente le loro competenze e i loro compiti, artistici, educativi, burocratici.

Una volta il coordinatore non c’era e il Palio si faceva lo stesso, eppure è innegabile che l’era dei coordinatori abbia portato una crescita indiscutibile alla qualità dei lavori e al percorso dei gruppi. Come si debba formare, quali siano i suoi limiti d’azione e le sue effettive competenze e professionalità è però materia di dibattito interno al Palio da decenni. Il Teatro Club quest’anno desidera vedere più a fondo, capire meglio, forse fornire agli stessi coordinatori degli strumenti di studio e di formazione ulteriore.

Sarà quindi organizzato un convegno – tavola rotonda nella giornata di sabato 11 maggio, intorno alla figura dell’Operatore Teatrale che lavora con gli adolescenti – studenti della scuola superiore (gli operatori del Palio, per intendersi), con un occhio particolare allo sguardo artistico, quello pedagogico e quello tecnico, attraverso la partecipazione di esperti nazionali e di operatori che da tempo lavorano sul territorio. Una tavola rotonda che provi a rispondere ad alcune domande relative alla formazione e agli strumenti di questi operatori, ed eventualmente alla loro identità professionale, anche nello scontro sempre più arduo con la struttura scolastica che impone sempre più paletti e regolamenti alla gestione di un’attività che di suo dovrebbe essere libera e creativa.

Domande come: quale formazione è necessaria per l’operatore teatrale? Quali sono i suoi requisiti fondamentali? Chi sono i destinatari delle sue attività? Quale il mercato che li accoglie? Quali sono i punti di contatto fra l’educatore e l’artista, dove comincia l’uno e finisce l’altro? Inoltre in un più specifico tavolo di lavoro cui sarà dedicata la sessione pomeridiana della giornata di convegno cercheremo di tracciare le tre (almeno tre) ‘leggi fondamentali del coordinatore’, che fungano da piano di riferimento per la difficile arte del coordinamento dei gruppi.

Il convegno sarà realizzato in stretta collaborazione con il progetto Teatroescuola dell’ERT Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giuliae si prevede la pubblicazione degli atti, nonché la condivisione dei risultati con le strutture nazionali che dello stesso argomento si occupano.

PROGETTO SOSTEGNO BORSA DI STUDIO DRAMMATURGIA MATEARIUM

Collaborazione Associazione Matearium. All’interno della 47^ edizione del Palio Teatrale Studentesco, Angela Felice aveva voluto e coordinato con l’Associazione Matearium (Alessandro Di Pauli, Anna Gubiani, Giulia Tollis, Stefania Ursella, Alessandra Giacomello, Veronica Cumaro, Dario Paolo D’antoni) un laboratorio di drammaturgia che si è svolto nell’inverno – primavera 2018, ospitato negli spazi della Cjanive di Palazzo Mantica, e che il Teatro Club già annuncia di voler riproporre per l’edizione 2020 e il cui esito (una decina di studi per altrettante drammaturgie, presentati all’interno della scorsa manifestazione) Angela non ha fatto in tempo a vedere. Partendo dal principio che ogni progetto, così come ogni azione scenica, così come la vita, evolve necessariamente in qualcos’altro e non muore, tra i lavori realizzati dai partecipanti al laboratorio 2017 il progetto della stelliniana Veronica Coianiz è stato giudicato meritevole di una borsa di studio che l’Associazione Matearium ha deciso di attribuirle, seguendo il suo percorso per un ulteriore intero anno di lavoro.

Il Teatro Club Udine ha deciso di aderire a questa borsa di studio e contribuire: gli operatori del Palio diventeranno per l’occasione una ‘compagnia teatrale’ che si metterà a disposizione della giovane drammaturga in due week-end di lavoro scenico (a gennaio ed a marzo), in cui, a seconda delle esigenze di copione, mettere alla prova del palcoscenico la scrittura drammaturgica, con lo scopo di fornire elementi concreti per la valutazione da parte dell’autrice stessa del lavoro e delle sue caratteristiche e potenzialità. Un’occasione e una modalità che si verifica raramente anche per i professionisti del settore. Innovazione e sperimentazione. Se del caso, il lavoro potrà trovare una prima, embrionale messinscena a maggio, durante il Palio.

PROGETTO COMPAGNIA MADRINA

Collaborazione Compagnia Eco di Fondo di Milano. Si tratta di consegnare ai ragazzi del Palio ed ai loro colleghi leggermente più grandi ma che non hanno intenzione di rinunciare al sogno del teatro, una nuova ‘visione’. L’idea è quella di individuare nel panorama nazionale ogni anno una compagnia teatrale già formata, ma estremamente giovane, che abbia una forte identità artistica, con la quale i ragazzi del Palio si possano confrontare, e che accetti di assumere il ruolo di ‘Compagnia Madrina’, e cioè un progetto composito di rapporto a tappe successive che li impegni per un tempo lungo, che produca residenze, prove aperte, incontri e ospitalità di spettacoli, che contenga scambi di idee ed esperienze, confronto da parte della tribù del Palio con loro quasi coetanei che hanno abbracciato sì il professionismo, ma in una forma particolare, scegliendo cioè la costituzione di una compagnia, un gruppo di persone che lavorano e investono insieme, assumendosi la libertà, ma anche i rischi di una impresa fondata sulla condivisione artistica e creativa, esattamente come possiamo leggere il percorso di tre – quattro, a volte cinque anni di esperienza di Palio. Per questa prima edizione la scelta è caduta su una delle più accreditate ed interessanti compagnie giovani milanesi, la compagnia ‘Eco di Fondo’, che nasce da Giacomo Ferraù e Giulia Viana, attori diplomati alla Accademia dei Filodrammatici di Milano nel 2007 e che festeggia nel 2019 i suoi dieci anni di vita. “Eco di Fondo” si segnala nel panorama nazionale per la fortissima impronta artistica caratteristica e innovativa, legata fortemente a temi sociali e di attualità riletti attraverso i miti.

La sua presenza al Palio si realizzerà attraverso una presenza – residenza durante il mese di marzo con incontri con i gruppi e la possibilità di seguire il lavoro della compagnia da parte dei giovani più interessati, e con l’ospitalità nella rassegna di tre sue produzioni: ‘La Sirenetta’, sul tema dell’identità sessuale, ‘Rotaie della memoria’, sulla Resistenza al fascismo, (serata organizzata con la collaborazione dell’ANPI di Udine) e ‘Orfeo ed Euridice’, che interroga sulla forza e sulla grandezza del sentimento d’amore davanti alla morte.

PROGJET PALIO FURLÀN

Colaborazion Societât Filologjiche Furlane. Chest progjet che cumò o lin a presentâ al si pant come un altri vêr esperiment. La intenzion a sarès chê di fâ-su e meti adun un grop teatrâl di students ch’al rivi prin o dopo a presentâ al Palio spetacui in lenghe furlane.

Pal 2019 l’obietîf al sarès almancul di verificâ une ipotesi di fatibilitât. La robe a ûl pensade biel planc e tacant di lontan, parcé che o savìn che no son tancj i fantàts di scuele che vedin dutis dôs lis carateristichis che a coventin: chê di doprà in famèe e di fûr la lenghe furlane e chê di vê voe di fa teatri. Il prin pas duncje al sarà chel di meti in vore doi piçui laboratoris teatrâls par furlan tignûts di Carlo Tolazzi, filolic e scritôr, Marta Riservato, atore e scritore dal Friûl ocidentâl, e Massimo Somaglino, regjist e atôr, par fâ une sorte di censiment dai students interessâts, mediant il coinvolgiment dai insegnants de rêt “scuele furlane” de Societât Filologjiche Furlane e dai operatôrs interessâts à la lenghe furlane.

La sperance e jé che la idee, pandude jenfri i students, dal Palio come esperience cetant formative e coinvolgent a sedi une strade pussibil par tirâ dongje i fantats interessâts. Il laboratori si davuelzarà te Cjànive de  Filologjiche a Udin in Palaç Mantica, tal periodo di feriis de scuele, jenfri la fin dal 2018 e i prins dal 2019. Par chest la colaborazion inmaniade cu la Societât Filologjiche Furlane e jé cetant preseade e fondamentâl.

RASSEGNA OLTREPALIO

Rassegna di teatro studentesco e ‘under’. Già da qualche anno all’interno del Palio Teatrale Studentesco comparivano quelle che Angela Felice aveva definito ‘ospitalità’, e cioè questo fenomeno che possiamo definire ‘nuovo’ da un certo punto di vista, perché una decina di anni fa non esisteva, dei gruppi del Palio che all’interno del loro percorso sviluppano un grado di condivisione ed amicizia tale che una volta usciti dalla scuola superiore (e quindi di fatto dal Palio Teatrale Studentesco, perché non hanno più i requisiti di partecipazione) continuano la loro esperienza teatrale, sfidando le difficoltà derivanti dal fatto di frequentare università fuori sede, o magari di prendere strade anche professionali diverse.

Rimangono insieme, e continuano l’esperienza come gruppo. Ma per quanto il Teatro Club Udine ritenga giusto accoglierli e sostenerli, non possono rimanere nel Palio per sempre…. ‘Crescete e andate per la vostra strada’…., che naturalmente ci auguriamo lastricata d’oro e costellata di successi. Quindi anche qui bisognava inventare qualcosa di nuovo. E anche qui l’innovazione c’è. Accanto al Palio, nello stesso periodo e nello stesso spazio, ‘dentro’ il Palio in un certo modo, ma anche riconoscendo a questi gruppi caratteristiche artistiche e modalità lavorative diverse e diverse identità, si svolgerà una piccola rassegna specifica per questi gruppi, per questo ‘humus’ culturale giovanile che chiede spazi per esprimersi e che non sempre trova risposte. Proviamo a

dargliele. La rassegna si chiamerà Oltrepalio e ospiterà questi gruppi. Forse addirittura saranno in numero tale che non ci sarà spazio per tutti. Vedremo. Gli spettacoli si svolgeranno nella piccola sala ricavata sotto il palco del Palamostre, felicissima intuizione del CSS, e che verrà temporaneamente (e cioè per la durata del Palio) intitolata ad Angela Felice e quindi sarà la sala ‘Angela Felice’. Con questo il Teatro Club Udine intende dare immediato riscontro e appoggio alla proposta lanciata da Daniela Zorzini, operatrice del Palio, nella serata organizzata dal Teatro Club Udine in onore di Angela, di intitolarle una sala quale riconoscimento del fondamentale ruolo da lei sostenuto per la formazione dei giovani e la cultura teatrale udinese.

PROGETTO CCFT

Il giovane Leonardo. Il primo dei gruppi usciti dal Palio Teatrale Studentesco che ha inteso proseguire la sua attività è stato in ordine di tempo il gruppo CCFT, ora diventato Associazione Culturale. Per loro il Teatro Club Udine ha fin dagli inizi riservato una serata all’interno della manifestazione, che poi è diventata la serata finale, fino a inserire il loro nome nel bando di partecipazione al Palio inviato alle scuole. Da quest’anno i CCFT hanno un incarico ufficiale da svolgere per conto del Teatro Club  Udine. Il loro compito è di accogliere per un massimo di tre anni quei giovani che escono dal Palio Studentesco per ragioni di termine scolastico e desiderano proseguire l’esperienza teatrale ma non hanno già un proprio gruppo di riferimento.

Una specie di ‘ascolto attivo e raccoglimento personale in azione’ di ciascun giovane in attesa di capire cosa si vuole fare della propria esperienza e vocazione artistica, una zona franca in cui fare degli esperimenti artistici assieme ad altre persone, sotto una guida più esperta, per decidere se tentare il grande salto verso una scuola professionale (una Accademia di recitazione, per esempio) o abbracciare altre vie per la propria vocazione o, succede, abbandonare e seguire altri desideri. CCFT lavorerà assieme a questi giovani realizzando uno spettacolo ogni anno, che avrà caratteristiche di sperimentazione artistica e tecnologica più spiccate, dove la ricerca di nuove vie e nuove forme sarà più accentuata, e il rischio (in positivo e in negativo) maggiore.

L’occasione di lavoro per questa edizione nasce dall’invito fornito attraverso i bandi cultura dalla Regione Friuli Venezia Giulia ad occuparsi della figura di Leonardo da Vinci nel cinquecentesimo della morte. Il progetto CCFT di quest’anno avrà il giovane Leonardo come protagonista della sua ricerca, cercando un parallelo con la gioventù contemporanea, in un’identità di carattere, attitudine, vocazione. Una storia di oggi, che ha per protagonista un giovane giunto in città da un piccolo paesino di campagna, figlio illegittimo, dall’identità sessuale incerta, dal carattere ombroso e fragile, che scrive alla rovescia per non essere svelato, ma dotato di una mente geniale e sorprendentemente fuori dagli schemi. Il giovane Leonardo.

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