"Sole", il primo pastificio artigianale di Udine festeggia il suo primo anno

Bruno Lupieri: “Ho sempre nutrito un amore speciale per la pasta. Mi piace stupire i miei clienti. Sono loro che mi spingono a innovare il ripieno dei ravioli e gli altri prodotti”

Tra tanti negozi ed esercizi commerciali che in centro chiudono quotidianamente i battenti, c’è chi ha scommesso su una nuova attività e ha appena spento la sua prima candelina. E’ il caso di “Sole – la mia pasta!”, il primo pastificio artigianale aperto un anno fa, il 21 marzo 2018, in via Aquileia a Udine dallo chef Bruno Lupieri. 

“I clienti cominciano a fidarsi, cominciano a rivolgersi a noi anche alcuni ristoranti – traccia un bilancio del primo anno di attività -. La pasta sta andando bene. C’è anche molta richiesta degli altri prodotti, come lasagne, cannelloni e sughi, che realizziamo nel nostro laboratorio a vista. E’ tutto trasparente. Alla gente piace vedere il prodotto che esce dalla macchina. Si fermano a guardare dalla finestra. E’ una cosa molto bella anche per me”. 

Cosa l’ha spinta, dodici mesi fa, a mettersi in proprio e ad aprire un pastificio? 

“Ho sempre nutrito un amore speciale per la cucina, in particolare per la pasta. Era da anni che nutrivo questa idea. Mi sembrava avvincente, visto che siamo in Italia che è la culla della pasta, e allo stesso tempo anche originale. Quando ho deciso di aprire a Udine non c’era nessun pastificio. La gente ha sempre meno tempo o voglia di cucinare. Trovare un cibo pronto solo da cuocere, fatto come a casa, con amore e con prodotti selezionati e di qualità, è un toccasana. I clienti sono sempre più attenti a cosa mangiano e alla qualità del cibo”. 

La scelta di via Aquileia non è stata casuale, ma fortemente voluta. Perché?

“La via mi piace molto. Ancor di più la fratellanza che si instaura tra i commercianti della zona. In via Aquileia ci sono dei negozi alimentari di eccellenza. Ci sono un’ottima macelleria, un’ottima latteria. Lo stesso si può dire per la pescheria, il panificio, la pasticceria. Sono tutti negozi di qualità nel centro di Udine. Volevo inserirmi tra questi negozi di eccellenza. La potenzialità della via è grande. L’aiuto e l’appoggio del Comune sono fondamentali. Manifestazioni come Friuli doc sono senz’altro indispensabili. Sarebbe bello pensare anche ad altre iniziative”. 

Quali sono i tipi di pasta più richiesti?

“Tra la pasta ‘tirata’, senza dubbio le tagliatelle. Sono un must. Piacciono molto anche i ravioli. Avendo fatto per lungo periodo il cuoco, mi piace provare a proporre sempre qualcosa di nuovo per stupire i clienti. Come al ristorante sono loro che i spingono a innovare in continuazione il ripieno, sperimentando nuove farciture. In questi mesi ho scoperto che ai friulani piace molto il pesce, più di quanto immaginassi. I ravioli che ho creato per le occasioni speciali, Natale, Capodanno, adesso Pasqua, sono molto apprezzati. Mi fa molto piacere”.

C’è qualche altro prodotto particolare che si sta facendo strada tra i clienti? 

“Le ‘empanadas’. Sono dei fagottini di pasta ripieni tipici argentini. Assomigliano un po’ ai panzerotti italiani. Sono simili ma con un sapore particolare. Cominciano a scoprirle anche i clienti italiani, non solo quelli latino-americani”. 

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