Rimborsi ai risparmiatori truffati: una svolta positiva in attesa di verifica

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Si avvicina finalmente la fase decisionale dei rimborsi ai risparmiatori truffati dalle banche. Il giorno 8 aprile si sono tenuti due incontri, uno presso la Prefettura di Udine ed uno presso la Presidenza del Consiglio a Roma. Nel primo una delegazione della Federconsumatori regionale ha espresso al Prefetto di Udine, anche consegnando un documento scritto, le riserve della Federconsumatori rispetto alla disciplina dei rimborsi contenuta nella legge finanziaria; tali riserve fanno riferimento alle difficoltà connesse alla prova delle “violazioni massive” che dovrebbe essere esibita da ogni singolo risparmiatore; all’ulteriore difficoltà derivante dal reperimento della documentazione di operazioni di acquisto anteriori al 2008; alla circostanza che buona parte dei pacchetti azionari in possesso degli azionisti friulani deriva da acquisti effettuati prima del 1999 per i quali è ancor più dubbia l’assoggettabilità alla disciplina della vendita abusiva (“misselling”). Il Prefetto, nel garantire una pronta trasmissione all’autorità di Governo delle nostre osservazioni, ha mostrato grande attenzione verso le stesse anche chiedendo ulteriori approfondimenti nel merito. Nel secondo, alla presenza di tutte le Associazioni, è stato comunicato che il Consiglio dei Ministri discuterà due decreti conformemente a quanto concordato in sede europea. Nel primo decreto verranno disciplinati i rimborsi automatici, senza il pronunciamento di un arbitro, condizionati all’esistenza di una di queste due condizioni: reddito personale non superiore a 35.000 Euro lordi o patrimonio mobiliare non superiore a 100.000 Euro. Nel secondo decreto verranno individuati due gruppi di fattispecie: nel primo saranno comprese quelle che danno diritto al rimborso automatico senza intervento di un collegio arbitrale; nel secondo quelle che richiedono il ricorso a tale collegio: in quest’ultimo caso, al fine di favorire una trattazione più veloce delle singole posizioni, in base ad elementi soggettivi ed oggettivi, verranno previste tipologie di ricorso standardizzate. Secondo le previsioni del Governo le fattispecie così delineate dovrebbero riguardare – stima che ci appare troppo ottimistica - circa il 90% dei risparmiatori; nei casi restanti rimarrebbe comunque la possibilità di rivolgersi al collegio arbitrale per far valere i propri diritti. Si tratta di un risultato importante che risponde alle richieste avanzate dalla Federconsumatori già da gennaio. Federconsumatori ha comunque sottolineato l’esigenza di procedere celermente al ristoro dei risparmiatori da troppo tempo in attesa precisando che le priorità di intervento devono riguardare i soggetti in condizione di disagio economico e le azioni acquistate attraverso prestiti o in occasione della concessione di mutui. Federconsumatori si aspetta che il Governo, nel momento in cui ha dovuto prender atto dell’impossibilità di rimborsare totalmente tutti i risparmiatori, dia almeno seguito coerente alle promesse fatte alle associazioni dei risparmiatori.

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