2016 in Fvg: meno assunzioni a tempo indeterminato e più voucher

I dati forniti dalla nuova ricerca Ires. In regione, rispetto al 2015, nuove assunzioni a tempo indeterminato in calo del 36,8%, in crescita le assunzioni a termine. Lavoro accessorio a quota 5,4 milioni, + 27%

Nei primi dieci mesi del 2016 le nuove assunzioni a tempo indeterminato risultano in calo del 36,8% in Friuli Venezia Giulia rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (da 22.842 a 14.436), una flessione più marcata rispetto a quella nazionale (-32%). Lo rileva una rielaborazione del ricercatore dell’Ires Fvg Alessandro Russo su dati Inps relativi al settore privato esclusi agricoltura e lavoro domestico. Sempre nei primi dieci mesi del 2016 risultano comunque in crescita in regione le assunzioni a termine (+7,5% contro il +4,9% nazionale) e in sensibile aumento quelle degli apprendisti (+21,2%, in Italia +24,5%) dopo un anno contrassegnato da una dinamica negativa. Quest’ultima tipologia contrattuale, a seguito del ridimensionamento degli sgravi contributivi, torna ad essere evidentemente più conveniente per le imprese che intendono assumere dei giovani lavoratori. Sempre su base tendenziale (gennaio-ottobre 2015-2016) sono in netto aumento anche le trasformazioni a tempo indeterminato dei rapporti di apprendistato (complessivamente +13,1% in regione, a livello italiano sono invece in calo, -4,2%) mentre diminuiscono quelle dei tempi determinati (-31,4% in linea con la variazione nazionale pari a -34,1%). Il numero delle cessazioni registra una flessione nei primi dieci mesi dell’anno in regione, in particolare per quanto concerne gli apprendisti (-9,9%); la variazione complessiva è pari a -1,8%. La diminuzione delle interruzioni dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, in calo del 3,6%, non è sufficiente a bilanciare quella delle assunzioni e delle trasformazioni; il saldo risulta pertanto negativo e pari a -335 unità. A livello nazionale il saldo risulta invece ancora positivo (+61.640 unità), sebbene in decisa diminuzione nel tempo. Le stime fornite dall’Istat, comunque, fanno prevedere un probabile aumento dell’occupazione anche nel 2016, evidentemente non più trainata dalle assunzioni a tempo indeterminato come è avvenuto nel 2015, ma dalla crescita di altre tipologie contrattuali a termine. Si può infine osservare che le assunzioni a tempo indeterminato che hanno usufruito dell'esonero contributivo nei primi dieci mesi dell'anno sono state in regione circa 5.200 (pari al 36,1% del totale), le trasformazioni di rapporti a termine sono state quasi 3.000 (il 47,2% del totale). 

Il lavoro accessorio (gennaio-ottobre):  Nei primi dieci mesi del 2016 prosegue la crescita del ricorso al lavoro accessorio sia in regione, sia con ritmi ancora più sostenuti a livello nazionale. Il numero di voucher venduti in Fvg nei primi dieci mesi del 2016 ha sfiorato i 5,4 milioni, con una crescita del 27% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso (1,1 milioni in più). Si può comunque osservare che la velocità di espansione di questo fenomeno in regione si è progressivamente attenuata, in quanto nei primi cinque mesi dell’anno l’aumento era pari al 35%. A livello nazionale l’incremento è stato percentualmente maggiore, pari al 32,3% (al primo posto la Campania con +51,1%, all’ultimo la Valle d’Aosta con +21,5%), nell’insieme delle regioni del Nordest al 28,8%. Per comprendere meglio l’evoluzione di questo fenomeno nell’ultimo biennio si può osservare che, sempre su scala nazionale, il numero di voucher venduti da gennaio 2015 a oggi (236,6 milioni) è stato nettamente superiore al numero di buoni lavoro totalizzati nei sette anni precedenti (162,1 milioni). In regione gli ultimi due anni hanno fatto totalizzare un numero di buoni lavoro pari a 10,7 milioni, quasi equivalente agli 11,1 venduti dal 2008 al 2014.

Approfondimento:  La dinamica negativa di quest’anno, che si conferma anche nel mese di ottobre, è consolidata e in parte conseguenza della forte accelerazione delle assunzioni a tempo indeterminato che si è verificata alla fine del 2015, determinata dalla possibilità per le imprese di usufruire di una decontribuzione più vantaggiosa di quella che sarebbe entrata in vigore a partire da gennaio 2016. Con la legge di stabilità 2016 è stata infatti introdotta una nuova forma di incentivo rivolta alle assunzioni a tempo indeterminato e alle trasformazioni di rapporti a termine di lavoratori che, nei sei mesi precedenti, non hanno avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato. La misura dell’agevolazione prevede per il 2016 l’abbattimento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (esclusi i premi Inail) in misura pari al 40% (entro il limite annuo di 3.250 euro, contro gli 8.060 euro dell’anno precedente) per un biennio dalla data di assunzione (nel 2015 la durata era pari ad un triennio). Bisogna inoltre ricordare che da marzo 2015, con il Jobs Act, è entrato in vigore il cosiddetto contratto a tutele crescenti, con cui si è introdotta una nuova regolamentazione dei licenziamenti individuali e collettivi. È dunque probabile che alla fine del 2016 si registrerà un divario ancora maggiore rispetto all’anno scorso, che era stato contrassegnato da un picco delle assunzioni a tempo indeterminato a dicembre (in un solo mese a livello nazionale si era concentrato il 16,5% delle assunzioni dell’intero anno).
 

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