Crisi Mercatone Uno, il Ministero non si presenta al tavolo delle trattative

Incontro a Roma tra le sigle sindacali. C'è tempo fino al 31 ottobre per la presentazione delle offerte vincolanti per l’acquisto dell’intero o di parte del perimetro del compendio aziendale

Una delle prime proteste dei lavoratori all'esterno del Mercatone Uno di Reana

Resta alta l’attenzione dei sindacati nella complessa vertenza dei lavoratori ex Mercatone Uno, che nella nostra regione vedeva impiegati 67 lavoratori. Si è svolto al Mise l’incontro che ha avuto solo carattere informativo tra le federazioni di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs e i Commissari straordinari. Delusione da parte dei sindacati per l'assenza del Mise, che continuano a ritenere indispensabile, e a cui più volte è stata richiesta la convocazione del tavolo di crisi. Sul tavolo la necessaria attività di ricognizione effettuata dall’organo collegiale sorteggiato un mese fa e il bando per la cessione pubblicato. C’è tempo fino al 31 ottobre per la presentazione delle offerte vincolanti per l’acquisto dell’intero o di parte del perimetro del compendio aziendale mentre le operazioni di cessione dovranno chiudersi perentoriamente entro il 31 dicembre 2019. Nei prossimi giorni verrà definita la data room dove saranno inseriti tutti i dati finanziari del complesso aziendale in vendita.

I commissari hanno informato i sindacati della sottoscrizione di due accordi quadro con la curatela fallimentare Shernon Holding rispetto alle figure professionali dedicate alle attività di ricognizione amministrativa e sugli assets aziendali del perimetro oggetto dell’operazione. Emblematico il passaggio in cui la triade incaricata dal Mise ha riferito che per i mesi di maggio e giugno, ha dovuto pagare 400mila euro di stipendi per coloro i quali sono stati comandati dalla curatela a prestare servizio; una cifra esagerata se si tiene presente che i lavoratori comandati sono 20 circa. I sindacati hanno chiesto massima trasparenza anche su questo.

I sindacati hanno espresso tutta la preoccupazione per quello che potrà essere l'esito del bando di vendita, ed hanno ribadito la necessità di affrontare il percorso con la massima trasparenza. Per questo motivo Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno sollecitato i Commissari ad avviare una interlocuzione diretta e una giusta e corretta relazione tra le parti, stigmatizzando le recenti fughe di notizie relativamente al bando di vendita. A fronte delle ripetute richieste di incontro rivolte dai sindacati anche al Ministero del Lavoro, per affrontare la grave condizione reddituale dei lavoratori, i Commissari hanno informato le organizzazioni sindacali che stanno valutando di inviare un interpello all'Inps.

È stata intanto avviata una procedura di mobilità che potrà prevedere esclusivamente la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con la non opposizione al licenziamento. È perciò rivolta esclusivamente ai lavoratori che manifesteranno tale volontà, perché in vista della pensione o di altra occupazione. Il tavolo è aggiornato al 16 settembre a Roma; i sindacati chiedono che la sede del confronto sia istituzionale per assicurare maggiori garanzie di trasparenza, confidando nella supervisione del ministero dello Sviluppo Economico che finora non risponde a pieno a quanto auspicato. I sindacati sollecitano inoltre la convocazione di più tavoli di confronto con la volontà di individuare entro la scadenza dei termini le soluzioni più idonee a salvaguardare tutta la platea occupazionale. 
 

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