“Il futuro per la cura degli infortuni ai legamenti"

Carmine Naccari Carlizzi ci illustra il futuro per gli infortuni ai legamenti

Un’alta percentuale di atleti, in particolare calciatori e sciatori, capita che s’infortuni ai legamenti del ginocchio, un problema ormai che caratterizza questi sport. La tecnologia applicata alla medicina oggi sta facendo davvero passi da gigante e per questo oggi questo problema è transitorio e si risolve nel migliore dei casi. Vediamo i dettagli sulle terapie per curare gli infortuni ai legamenti spiegati dal Dott. Carmine Naccari Carlizzi.

Rottura dei legamenti, il cruccio degli atleti

Un movimento brusco, una rotazione innaturale del ginocchio, il trauma laterale, il rumore, la caduta, il dolore. Chi ha già subito un infortunio conosce bene queste sensazioni e di certo non le associa a nulla di piacevole o passeggero. Questo genere di lesioni purtroppo costringe a riposo per lungo tempo, anche se bisogna dire che fortunatamente grazie alle moderne tecniche d’intervento il problema è assolutamente risolvibile e non definitivamente debilitante.

Il Dott. Carmine Naccari Carlizzi, Ortopedico e Specialista in Medicina dello Sport, ci spiega che le modalità di intervento possono essere diverse, da una parte c’è la chirurgia di ricostruzione e dall’altra la medicina rigenerativa che si sostituisce (se il danno è lieve e solo in alcuni casi) o si affianca alla chirurgia per accelerare i tempi di recupero e garantire maggiore stabilità delle strutture.

I legamenti crociati sono sia anteriori che posteriori e hanno il compito di mettere in collegamento il femore con la tibia. Nella maggior parte dei casi a lesionarsi è il crociato anteriore, che si lacera di norma in caso di movimenti bruschi o movimenti innaturali della gamba. Quando si rompe il crociato posteriore di solito è perché c’è l’intervento di una forza esterna o un trauma fisico. Di rado la rottura riguarda entrambi e, quando questo avviene, sono talvolta coinvolte altre strutture del ginocchio anche i menischi.

Sintomatologia e diagnosi dei crociati lesionati o rotti

Quando un crociato si rompe la persona lo sente forte e chiaro e i dolori sono subito molto intensi. Il ginocchio si gonfia rapidamente, presentando anche spesso ematoma (che se non arriva subito emerge poco dopo) e la persona risulta instabile, non essendo in grado né di estendere, né di piegare la gamba. Tentando di camminare è evidente che il ginocchio cede, a meno che la struttura muscolare non sia tale da compensare il deficit dei legamenti (ma sono casi isolati). In attesa di una diagnosi medica è opportuno stabilizzare la situazione con un bendaggio, del ghiaccio e il posizionamento dell’arto affetto in alto.

Una visita medica è sufficiente a stabilire la condizione del paziente, anche se occorrono test specifici fatti da un Ortopedico specializzato per determinare quale o quali crociati siano coinvolti e il grado di lesione. Una risonanza magnetica RM mostrerà comunque in modo chiaro il problema e se ci sono per caso altri danni a livello del ginocchio. Una volta stabilita l’entità e il genere d’infortunio specifico si procede stabilendo la migliore terapia.

Terapia per i legamenti crociati

Come ci suggerisce il Dott. Naccari, la scelta sul tipo di terapia da intraprendere è complessa perché il Medico deve tenere in considerazione diversi elementi. In particolare bisognerà valutare il genere di problema: se riguarda solo i crociati o anche altri elementi, come menisco, cartilagini, legamenti; l’età del paziente, il grado di lesione, il livello di attività motoria che pratica. Ogni paziente è un caso a sé stante, quindi, ed è indispensabile dedicare totale attenzione e riflettere bene sul singolo caso.

Chirurgia mini-invasiva

La chirurgia di ricostruzione prevede di “riparare” il legamento danneggiato con parti di tendine prelevate dal paziente stesso (nella maggior parte dei casi), cosa che dà ottimi risultati in termini di funzionalità. Si possono usare i tendini del semitendinoso combinato al gracile (o solo il primo), il tendine rotuleo. In alcuni casi, quando si deve intervenire su più legamenti, si utilizzano tendini allograft, cioè provenienti da donatori esterni. In alcuni casi solo selezionati si possono usare legamenti artificiali che possono dare una ripresa immediata, poi ci sono delle sperimentazioni di utilizzo di tendini di altra derivazione, ma ancora si tratta solo di sperimentazioni.

La chirurgia sui legamenti oggi è fatta con una moderna tecnica mini-invasiva che consente di fare la riparazione attraverso dei fori praticati sul ginocchio lavorando grazie all’ausilio di una particolare telecamera. Grazie all’intervento in artroscopia è possibile operare senza grande invasività, questo consente: innanzitutto di avere meno possibilità di complicazioni e anche un conseguente recupero più rapido dopo l’operazione. Grazie alle moderne tecnologie, insomma, questo genere di interventi sono sempre più semplici e garantiscono risultati migliori.

La moderna ricerca sta lavorando oggi in direzione di un futuro in cui i legamenti del corpo si auto-riparino. A oggi tali sperimentazioni, però, sono state effettuate solo sugli animali, ma hanno dato tempistiche molto lunghe, quindi ancora oggi non vengono prese in considerazione.

Terapie conservative: medicina rigenerativa

Quando la lesione non è troppo grave è sempre tuttavia consigliato intervenire in modo conservativo, senza intestardirsi necessariamente con il ricorso alla chirurgia. Se c’è la possibilità, infatti, di mantenere la struttura ossea senza integrazioni o modifiche è bene farlo. A questo proposito il Dott. Naccari Carlizzi propone di solito terapie rigenerative con cellule staminali prelevate da tessuto adiposo.

Ovviamente la terapia conservativa viene messa in atto se consente di riprendere la propria vita normalmente, se così non fosse si ricorre alla tradizionale chirurgia. Tali interventi possono anche essere utilizzati in associazione a un intervento chirurgico per accelerare il recupero della mobilità e rinforzare gli elementi lesionati che così saranno meno propensi a ri-danneggiarsi.

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