Pronto il decreto per il Fondo che indennizza i risparmiatori, ma non la sua emanazione

Approvato a dicembre con il maxiemendamento, il decreto di attuazione del fondo voluto da Consumatori attivi non è ancora applicato

La riunione tra le associazioni dei risparmiatori

Era stato approvato nel maxiemendamento di dicembre, ma il decreto per l’attuazione del Fondo di indennizzo per i risparmiatori, fortemente voluto dall’associazione friulana Consumatori Attivi, non è stato ancora emanato.

Il Fondo Indennizzo Risparmiatori

Frutto di una mediazione tra le associazioni dei risparmiatori che si erano recate a Roma il 20 dicembre scorso, il testo prevede che al Fondo possano accedere tutti coloro che hanno subito un pregiudizio ingiusto dalle banche e loro controllate messe in liquidazione tra il 16 novembre del 2015 e il primo febbraio del 2018, quindi anche i vecchi azionisti di Banca Popolare Udinese.

L'ammontare

Il ristoro sarà pari al 30% del prezzo di acquisto delle azioni, detratti i dividendi e non supererà, ad azionista, i 100.000 euro ma il 30% potrà essere aumentato se ci saranno ulteriori risorse disponibili.

Il decreto

Il decreto avrebbe i contorni di un risultato epocale, perché mai prima d’ora era stato istituito un Fondo per ristorare i risparmiatori dalle crisi bancarie.

La risposta del Ministero

Da parte sua il ministero dell’economia e della finanza ha ribadito la volontà di dar corso all’attuazione del fondo, non senza nascondere alcune problematiche tecniche che devono essere risolte per giungere alla fase applicativa. Il decreto atteso dunque per la fine di gennaio 2019 (così come previsto dalla legge di bilancio) non verrà emanato se non tra un paio di mesi. Solo da quel momento sarà possibile presentare la domanda di accesso al fondo per ottenere il ristoro del 30%.

L'appello

Consumatori attivi ha sottolineato come questo sia un primo passo ma occorre concretezza, e dunque far arrivare gli indennizzi, trovando una soluzione nei confronti dei risparmiatori esposti anche finanziariamente verso le banche. La proposta è quella dunque di creare un tavolo, con la regia del ministero, tra i vari soggetti coinvolti per giungere alla compensazione.
Il governo ha accolto le nostre richieste. «Confidiamo dunque che alle parole conseguano i fatti», ha dichiarato Barbara Puschiasis di Consumatori Attivi.

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