In Friuli le donne guadagnano meno dei maschi e faticano di più a far carriera

Solo il 12% di "quote rosa" nei ruoli dirigenziali. La retribuzione media è del 20,8% più bassa rispetto agli uomini. Gruarin (coordinamento pari opportunità Uil Fvg): «Promuovere partecipazione e ripensare modalità organizzative del lavoro»

Non è di certo una novità quella che arriva dalla Uil del Friuli Venezia Giulia in riferimento alla nostra regione, ma una conferma della tendenza italiana anche sul nostro territorio. Le donne faticano a scalare le gerarchie e guadagnano meno dei colleghi uomini; si evidenziano dati negativi sul differenziale retributivo di genere, ed una scarsa capacità di valorizzare i talenti femminili da parte del mercato del lavoro.

LE DISPARITÀ. È forte la preoccupazione manifestata in occasione della giornata internazionale della donna dal coordinamento delle pari opportunità della Uil del Friuli Venezia Giulia per la disparità di genere ancora così presente sia nel mondo del lavoro sia tra le pensionate anche nella nostra Regione. Continua a sussistere la forte sotto rappresentazione di genere nei ruoli dirigenziali (le donne sono solo il 12%) e la disparità nei livelli di qualifica dove le donne rappresentano circa un quarto dei quadri (24,2). La retribuzione media giornaliera in Friuli Venezia Giulia dei lavoratori dipendenti è di 104 euro per gli uomini e 85 per le donne e, nel dettaglio delle qualifiche, a parità di inquadramento, le dirigenti percepiscono il 20,8% in meno rispetto ai maschi. Dall’osservatorio Inps e dal Bilancio sociale emerge poi, un significativo e allarmante divario tra le pensioni erogate agli uomini e alle donne.

LE SOLUZIONI. In un recente incontro coordinato da Magda Gruarin, le componenti del coordinamento per le pari opportunità della Uil, nell’evidenziare le difficoltà che permangono nei diversi settori del lavoro, hanno sostenuto che, oltre a promuovere la partecipazione femminile con un costante monitoraggio dei differenziali retributivi, va fatto un profondo ripensamento sulle modalità organizzative del lavoro. Il modello ancora in atto va rivoluzionato: i tempi pensati per esigenze maschili sono poco funzionali alla conciliazione. Le donne, nel complesso, lavorano di più poiché oltre al lavoro svolto fuori dall’ambito familiare, si trovano ad assolvere gran parte dei lavori domestici e di cura dei figli. Il coordinamento delle pari opportunità del Friuli Venezia Giulia si associa quindi alle iniziative degli altri coordinamenti regionali della Uil per lanciare una campagna di attenzione e sensibilizzazione contro il persistere di una diffusa discriminazione salariale a danno delle donne e per una concreta attuazione dei tempi di conciliazione lavoro e famiglia.
 

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