"Decreto crescita" beffa, gli artigiani del Fvg costretti a rinunciare al lavoro

Il presidente di Confartigianato Fvg Graziano Tilatti: "Siamo in pressing su Roma"

«L’attenzione di Confartigianato Fvg sul problema è massima e il raccordo con Confartigianato nazionale è continuo per far intervenire il legislatore su una norma che rischia di far perdere lavoro alle piccole e medie imprese. Confermiamo l’impegno a segnalare il caso all’Autorità della concorrenza e del mercato». 

Il presidente di Confartigianato Fvg, Graziano Tilatti, continua a raccogliere grande preoccupazione della aziende regionali del «sistema casa», costrette dal decreto Crescita ora convertito in legge a dover praticare lo «sconto» immediato in fattura al cliente che chiede di usufruire immediatamente dei benefici per lavori dedicati al risparmio energetico (ecobonus) e antisimici (sismabonus), anziché usufruire di una detrazione fiscale dal 50 all’85% spalmata su 10 anni. Sono già molte le segnalazioni arrivate a Confartigianato Fvg di essere messe nelle condizioni di rifiutare commesse. 

«È un modello che penalizza proprio le migliaia di piccole imprese del ‘sistema casa’ che non dispongono della capacità finanziaria per ‘anticipare’ lo sconto al cliente e non sono in grado di sopportare l’onerosità dell’operazione di cessione del credito. Di fatto, con la misura del Decreto crescita rischiano di essere tagliate fuori dal mercato», sottolinea Tilatti, che assicura «l’impegno nostro e del livello nazionale per capire come si è potuti arrivare a una norma che, se intendeva dare delle possibilità alle piccole imprese, di fatto le mette in scacco».

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Il nodo su cui sta Confartigianato sta insistendo con Governo e Parlamento è che la norma «rischia di creare una distorsione del mercato, in cui soltanto i fornitori più strutturati e dotati di elevata capacità organizzativa e finanziaria potranno anticipare ai clienti la liquidità necessari per ottenere lo sconto», conclude Tilatti. 

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