Confindustria e ANCE: " con la Soprintendenza la misura è colma"

Le due associazioni di categoria manifestano il loro disagio nei confronti dell'esagerata burocrazia e dei ritardi che stanno condizionando negativamente il mercato dell'attività edilizia

Adriano Luci, presidente di Confindustria

‘La misura è colma’ anche per gli industriali friulani che condividono ‘senza se e senza ma’ la richiesta della Regione FVG di ottenere il trasferimento delle competenze della Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici.

In una nota, Adriano Luci e Ugo Frata, presidenti, rispettivamente, di Confindustria Udine e di ANCE Udine, evidenziano come si sia aggravata in questi ultimi mesi la situazione che è venuta a determinarsi con la Soprintendenza per quanto riguarda l’evasione delle procedure autorizzative per progetti di investimento pubblico e privato in materia di tutela paesaggistico-ambientale.

LA BUROCRAZIA STRITOLA INDUSTRIALI E AGRICOLTORI

Il problema concerne non tanto la normativa o la sua applicazione, ovvero l’operatività degli uffici nel loro complesso, quanto piuttosto il rapporto della Soprintendenza con il territorio e la continuità nell’esercizio dell’attività amministrativa. Questo rapporto ‘precario’ comporta notevoli ritardi nella realizzazione di opere ed investimenti, con grave nocumento per lo sviluppo dell’economia e per l’attività delle imprese.

‘Con la burocrazia ‘cattiva’ non si può andare avanti” sottolinea il presidente Luci, mentre il presidente ANCE Frata rimarca “le ripercussioni negative sull’attività edile del non decidere anche di fronte a pratiche già istruite dagli uffici”.

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Relativamente a questa situazione viene accolta con favore da Luci e Frata la volontà della Regione di sviluppare una forte iniziativa nei confronti del Governo per il trasferimento delle competenze. “Ci sembra fondamentale – concludono i due esponenti di Confindustria Udine - che su aspetti di tale rilevanza imprese ed enti pubblici possano contare su un interlocutore presente stabilmente sul territorio e aperto al dialogo costruttivo con gli operatori”.
 

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