Ok del Consorzio del Prosciutto di San Daniele al Ceta

Parere favorevole da parte delle 31 aziende che tutelano e proteggono il marchio "Prosciutto di San Daniele" all'accordo economico tra Unione Europea e Canada approvato dal Parlamento Europeo

Il Consorzio del prosciutto di San Daniele esprime una valutazione positiva relativamente ai risultati ottenuti con il CETA, accordo economico e commerciale globale tra Unione Europea e Canada approvato dal Parlamento Europeo, con l’obiettivo di proteggere i prodotti agricoli e gli standard sociali, aumentare il commercio in beni e servizi, incrementare gli investimenti, tra i due paesi
 
Il Ceta, infatti, riconosce il diritto di commercializzare sul mercato canadese i prodotti agroalimentari europei oggetto dell’accordo, utilizzando i rispettivi nomi in quanto contenenti le indicazioni geografiche di origine e provenienza. 
 
Grazie a tale accordo, dopo oltre 30 anni, sarà finalmente possibile commercializzare sul mercato canadese il prosciutto friulano utilizzando il proprio nome e il proprio marchio. In Canada, come in molti altri paesi del mondo, non esisteva un sistema di riconoscimento e protezione di prodotti agroalimentari con denominazione d’origine territoriale. Questo ha fatto sì che, negli anni ’70 la registrazione del marchio “San Daniele” avvenisse da parte di un’azienda canadese (la Mastro Food Ltd), bloccando di fatto la registrazione dell’originale prodotto friulano che nel paese americano è stato costretto per anni ad essere esportato sotto il nome di Authentic Italian Prosciutto. 
 
Con la sua entrata in vigore, l’accordo consentirà la coesistenza dei marchi canadesi e italiani su quel mercato ma, in questo modo, il Prosciutto di San Daniele originale, con il proprio nome e con i relativi simboli di identificazione sulle confezioni, avrà una riconoscibilità più immeditata a completa tutela del consumatore canadese per il quale sarà più facile scegliere il prodotto desiderato.  
 
Sul fronte della tutela internazionale, infatti, molto c’è ancora da fare. Il Consorzio ha registrato il marchio Prosciutto di San Daniele in oltre 50 Paesi nel mondo e ha attivato un monitoraggio costante a livello mondiale, sul deposito di marchi in contrasto con la denominazione di origine “Prosciutto di San Daniele” e a difesa del marchio. Tuttora sono in corso alcune cause nel Sud America (ad esempio in Colombia), contro aziende che hanno abusato della denominazione e contro le quali il Consorzio ha riportato significativi successi. 
 
Più in generale sul fronte dell’export il 2016 è stato un buon anno con una crescita del +6%. Le esportazioni di prosciutto di San Daniele hanno avuto infatti un peso pari al 17% delle vendite totali del prodotto. La quota nei Paesi della UE vale il 60% delle esportazioni, con Francia, Germania, Belgio, Svizzera, Austria e Regno Unito principali mercati di riferimento in Europa. Per quanto riguarda i mercati extra comunitari, il valore dell’export è pari al 40%, con Stati Uniti, Australia e Giappone come principali aree di vendita. Le esportazioni del pre-affettato in vaschetta hanno fatto registrare una crescita del +16%, con un valore del 21% sul totale export. 
 
Lo schema alla base dell’accordo tra UE e Canada pone quindi un nuovo punto a difesa dei prodotti ad indicazione geografica europei che almeno oggi - a differenza di un anno fa - potranno essere esportati con il loro nome, con la possibilità di enfatizzare l’origine italiana degli stessi. L’auspicio è che venga allargata la tutela anche in altre aree geografiche.

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