La "villa da salvare" tramite il Fai non può più essere salvata

Villa Cernazai - Pontoni non può partecipare alla domanda di contributo, dopo essere stato il più votato tra i luoghi del cuore friulani. Secondo il Comitato a non voler modificare la situazione sarebbe il proprietario della villa, cioè il Comune di Cividale

Il Comitato “Ipplis da ritrovare”, che ha promosso e sostenuto il recupero di Villa Cernazai-Pontoni di Ipplis di Premariacco nell’ambito della campagna “I Luoghi del Cuore” 2014 del Fai, ha comunicato «l’impossibilità a partecipare al bando promosso dal fondo “Linee Guida per la definizione degli interventi a favore dei Luoghi segnalati al censimento 2014”. Accedervi avrebbe significato concorrere ai contributi messi a disposizione dal Fondo Ambiente Italiano e dai sui sponsor per la tutela o valorizzazione di tutti i luoghi con almeno 1000 segnalazioni (la villa ne ha raccolte oltre 9mila)».

LE ACCUSE DI “IMMOBILISMO”. «La proprietà della Villa Cernazai-Pontoni - fanno sapere dal Comitato - è attualmente in capo al Comune di Cividale del Friuli, che ha assunto nei confronti del bene un atteggiamento di assoluto immobilismo da oltre un decennio, posizione all’origine dell’attuale stato di grave degrado del bene e della sua prossima totale rovina. In effetti, la situazione giuridica della villa è complessa, ma rimane comunque deludente la scelta di fatto anche se non dichiarata di votare alla rovina una villa veneta del seicento soprattutto da parte di un Comune che rappresenta una città patrimonio dell’Unesco». 

I REQUISITI. «Il requisito minimo di base richiesto per partecipare al bando indetto dal Fai è l’accordo con la proprietà o il detentore del bene segalato nella campagna “Luoghi del Cuore” e non potendo contare su questo requisito null’altro si può fare».

LA DELUSIONE DEI SOSTENITORI. «Il dispiacere nasce soprattutto dal vedere deluso l’accorato appello di tutela che continuamente ci viene ricordato e richiesto: veramente non manca giorno senza domande, incitamenti, idee o rammarichi relativi alla sorte della Villa, del suo giardino e delle sue colline da parte dei tanti amici che si sono impegnati nella raccolta delle segnalazioni nel corso della campagna, istanze che esprimono una sincera passione e volontà di tutela per ciò che  rappresenta il proprio passato, il proprio presente, ma anche il proprio futuro». 

UNA BATTAGLIA CHE PROSEGUE. Il Comitato non demorde.«Non verrà comunque meno la determinazione e l’impegno dei “fans” di Villa Cernazai-Pontoni e il comitato “Ipplis da ritrovare” ha individuato i prossimi obbiettivi:  far giungere alla Corte di Cassazione “il disperato grido per la sopravvivenza della Villa”; il riordino del giardino-broilo per la sua fruibilità pubblica (un’azione che - come correttamente proposto dal Comune di Premariacco in linea con le direttive della Sovrintendenza di Udine - si può facilmente realizzare e manca solo il nulla osta del Comune di Cividale); infine la verifica dei corretti comportamenti nei confronti di un immobile sottoposto a tutela quale “bene culturale” ai sensi del Decreto Legge n. 42 del 2004, che prevede precisi obblighi per proprietari e detentori.

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