Per ospitare i profughi a Villa Lovaria è necessario un cambio di destinazione d'uso

Il procedimento deve essere avallato dalla Soprintendenza. In sostanza è questo quello che dovrebbe succedere perché all'interno di un'ala della storica villa possano essere ospitati 38 profughi com'era nelle intenzioni di uno dei proprietari

Ospitare i 38 profughi a Villa Lovaria rappresenterebbe un cambio di destinazione d'uso che, per legge, deve essere concesso, ove possibile, dalla Sovrintendenza al termine di un'istruttoria. È in sostanza questo il concetto espresso ieri in Procura a Udine dalla responsabile di zona della Soprintendenza per i beni storici e artistici del Friuli Venezia Giulia, ascoltata come persona informata sui fatti dal pubblico ministero che si sta occupando del caso specifico. 

La Procura, che ha aperto un'indagine a seguito dell'esposto presentato dagli eredi del conte Lovaria per violazione della norma del codice dei beni culturali che ne vieta l'uso non compatibile con il carattere storico, aveva preso fin da subito contatti con la Soprintendenza per avere una sorta di "parere" sulla vicenda.

La soprintendente di zona - come riporta l'Ansa- è rimasta a colloquio con il pubblico ministero per circa un'ora. La situazione, al momento, resta dunque in stand by, con la Croce rossa che aveva già precisato di non procedere al trasferimento degli ospiti fino a una pronuncia dell'autorità competente in materia. 

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