Abitazione in via Zilli occupata dai profughi

A denunciare lo stato di degrado in cui versa l'area è il coordinatore cittadino di Forza Italia Udine Stefano Cecotti

Un edificio abbandonato collocato in via Zilli è stato occupato da alcuni richiedenti asilo. E così, a una settimana da quanto riscontrato in via Calatafimi, in città arriva una nuova zona utilizzata dai profughi come dimora. Si tratta di un cantiere, probabilmente aperto per la realizzazione di un condominio e mai portato a termine, ma sufficiente per prestare riparo ad almeno quattro richiedenti asilo. 
E così dopo le numerose segnalazioni avvenute per la zona circostante parco Moretti e la denuncia da parte del coordinatore cittadino di Forza Italia Udine, Stefano Cecotti in merito all'occupazione di uno stabile in via Calatafimi, disagi si registrano in via Zilli sita nella zona di via Riccardo di Giusto. 
Anche questa volta a segnalare l'occupazione abusiva è Stefano Cecotti allertato da alcuni cittadini della zona preoccupati del continuo viavai all'interno della palazzina abbandonata. Il movimento non è passato inosservato vista anche la vicinanza al campo sportivo del quartiere frequentato da mamme e bambini. 


Cecotti, munito di macchina fotografica, ha raggiunto lo stabile immortalando le condizioni precarie in cui vivono i richiedenti asilo: materassi poggiati a terra, pentole utilizzate per preparare pietanze in una cucina improvvisata in una terrazza all'aperto, biancheria e vestiti stesi al sole. Chiari segni che dimostrano che la struttura è abitata. 
"I residenti della zona parlano di almeno quattro richiedenti asilo - commenta Cecotti - che si muoverebbero a piedi o in bici. Ora, visto anche quanto accaduto in via Calatafimi, mi domando se l'amministrazione comunale e le forze di polizia non conoscono adeguatamente il territorio e quanto accade nei vari quartieri di Udine o se, pur essendo informati, non si adoperano attivamente per risolvere un problema divenuto oramai da troppo tempo insopportabile". 
"Dopo le parole di denuncia del prefetto Zappalorto, dopo la segnalazione di via Calatafimi, - ha concluso Cecotti - scopriamo un' altra occupazione abusiva in un'altra zona di Udine. Si tratta dell'ennesima conferma che la situazione immigrazione a Udine è fuori controllo e che chi dovrebbe risolvere questi problemi non sa come agire. 

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