Smascherato traffico di finte domiciliazioni per ottenere il permesso di soggiorno

La Squadra Mobile della Questura di Udine ha denunciato per falso ideologico 75 cittadini stranieri, per tre di questi le finte ospitalità erano diventate un business

La Polizia di Stato della Questura di Udine ha denunciato per falso ideologico alla Procura cittadina 75 cittadini stranieri per aver predisposto ed utilizzato fittizie comunicazioni di ospitalità al fine di rinnovare il permesso di soggiorno.

L'operazione

La Squadra Mobile, unitamente all'Ufficio Immigrazione, ha denunciato alla locale Procura della  Repubblica 72  cittadini stranieri, di nazionalità pakistana (60), nepalese (11) ed afgana (2), tutti richiedenti asilo tra i  20 e i 40 anni, che hanno allegato alle loro istanze di rinnovo del permesso di soggiorno fittizie comunicazioni di ospitalità finalizzate al rinnovo del titolo. Gli accertamenti effettuati avevano lo scopo di appurare la genuinità di dette comunicazioni presentate  prevalentemente dai soggetti di origine asiatica, presenti prevalentemente in questa provincia e giunti in  Italia fra il 2017 ed il 2019 con il noto flusso migratorio. Questi, attualmente, sono in attesa delle determinazioni della Commissione territoriale per il riconoscimento  dello status di rifugiato o degli esiti del ricorso presso il Tribunale di Trieste. I richiedenti asilo in questione non si trovano collocati presso strutture di accoglienza e, di fatto, non  hanno una fissa dimora.
Al fine di ottenere il rinnovo, per alcuni, nonché per radicare l'istanza presso la Questura di Udine, per altri migranti che avevano ottenuto il primo permesso di soggiorno in altre province, risulta fondamentale  documentare una dimora, dando conto, attraverso la comunicazione di ospitalità, di essere domiciliati in questo ambito territoriale. 

Il business

Oltre ai 72 migranti, sono stati segnalati alla Procura anche 2 soggetti di nazionalità ghanese ed un altro cittadino pachistano che avrebbero predisposto la modulistica falsamente attestante l'ospitalità.  I migranti ottenevano la fittizia comunicazione di ospitalità pagando una cifra variabile tra i 50 ai 100/150  euro. Fra i 72 denunciati, 6 risultano deferiti anche per circonvenzione di incapace in quanto avrebbero indotto una cittadina italiana, certificata per incapacità, a firmare la dichiarazione di ospitalità.

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