Udine, Giulio Regeni, San Marco e la Liberazione...

Il sindaco Honsell con il Fogolâr Civic alla Colonna della Giustizia per ricordare il martire civico friulano d'Egitto a quindici mesi dalla scomparsa e in concomitanza con le celebrazioni del 25 Aprile. Presenti rappresentanze dell'Arengo cittadino e dell'associazionismo locale. Lettera a Papa Francesco e alle massime autorità della Repubblica.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

UDINE, GIULIO REGENI, SAN MARCO E LA LIBERAZIONE... Il sindaco Honsell con il Fogolâr Civic alla Colonna della Giustizia per ricordare il martire civico friulano d'Egitto a quindici mesi dalla scomparsa e in concomitanza con le celebrazioni del 25 Aprile. Presenti rappresentanze dell'Arengo cittadino e dell'associazionismo locale. Lettera a Papa Francesco e alle massime autorità della Repubblica. Il 25 di ogni mese il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic" e il Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl", presieduti dal prof. Alberto Travain, ricordano a Udine Giulio Regeni, presso la Colonna della Giustizia in Piazza Libertà e, nella stessa ricorrenza mensile del dramma del giovane ricercatore friulano, inviano un messaggio commemorativo e rivendicativo, a mezzo Prefettura, indirizzato alle massime autorità della Repubblica Italiana. Il 25 gennaio 2017, nell'anniversario della tragedia anche il Sindaco del capoluogo friulano, prof. Furio Honsell, aveva partecipato personalmente all'omaggio al martire cosmopolita di Fiumicello recando una corona alla sua memoria, accompagnato dalle magistrature del rinnovato Arengo municipale e da qualificate rappresentanze dell'associazionismo. Ora a ridosso del 25 aprile, il Primo Cittadino udinese ha presenziato nuovamente alle onoranze popolari presso la citata colonna forense, plaudendo all'orazione civile tenuta dal prof. Travain di cui ha elogiato l'operato culturale unitamente a quello dei sodalizi presieduti dallo stesso a promozione di una cultura civica radicata nell'esperienza storica del territorio. E Travain si è in particolare soffermato sulle coincidenze ideali suggerite dalla data del 25 aprile in qualche modo in relazione alla figura e alla vicenda di Giulio Regeni: da un lato, memoria dell'evangelista Marco, primo patriarca e martire in Egitto dopo aver toccato la natia regione del ricercatore per diffondervi un nuovo verbo di speranza innanzitutto per gli ultimi; dall'altro, festa di liberazione da una tirannide disumana. Regeni, martire di civiltà, dunque, in terra d'Egitto, proveniente da quello stesso agro aquileiese calcato da San Marco e puro testimone di libertà degno della migliore Resistenza friulana e italiana. Condiviso il sincero auspicio di una prossima "liberazion dai tirans di ca e di là de Aghe Mediteranie", di un Mediterraneo libero da tiranni. "PAPA FRANCESCO IN EGITTO PARLI DEL NOSTRO GIULIO!": LETTERA CIVICA AL SANTO PADRE Alla preoccupazione della famiglia per la minaccia d'oblio del caso manifestata dal Primo Cittadino e alla considerazione di un percettibile calo dell'attenzione sulla vicenda, i due sodalizi hanno dato riscontro con una lettera in friulano e italiano indirizzata a Papa Francesco in procinto di partire per l'Egitto ("Letare vierte par Pape Checo in cont de sô visite jù pal Egjit bagnât dal eroic sanc dal onest furlan Giulio Regeni / Lettera Aperta a Papa Francesco in occasione della sua visita in un Egitto bagnato dal sangue eroico del probo friulano Giulio Regeni"), dove è stato invitato a prendere finalmente una posizione esplicita sul Caso Regeni, di fronte a tanto diffuse incertezza ed ambiguità, facendo sentire il peso della sua autorità morale internazionale ("Almancul cumò, almancul Lui, Santitât, biadelore che Al disi une peraule clare par definî une tragjedie che no dome e à ufindût un nestri paisan meritori e la sô famee ma ancje ben il miôr popul de nestre tiere e di dutis dôs lis rivis mediteraniis / Almeno ora, Santità, almeno Lei, spenda una parola finalmente chiara per definire una tragedia che ha offeso non soltanto un nostro lodevole compatriota e la sua famiglia ma il migliore popolo della nostra terra e di entrambe le sponde del Mediterraneo"). Una lettera datata "Udin (Friûl), ai 25 di Avrîl 2017, Sant Marc, lidrîs des Glesiis di Aquilee e Alessandrie di Egjit / Udine (Friuli), 25 aprile 2017, San Marco, matrice delle Chiese di Aquileia e Alessandria d'Egitto" e conseguentemente costituita sui già rilevati paradigmi "marciani" della vicenda del giovane fiumicellese ("Pari Sant, no nô, ma l'Evangjelist Marc, patriarcje martar jù pal Egjit dopo stât in Friûl a pastanâ la Glesie mari de Mittel-Europe in chel agri di Aquilee, scune dal nestri Giulio Regeni: o volìn dabon crodi che al sedi lui biadelore a soflâ il Vatican pûr in tart a dî fûr alc in cont dal secolâr martueri di chel zovin ricercjadôr furlan, testemoni fin tal ultin di une libertât a servizi de veretât e de civiltât, strafuît, martoriât e copât che a son cuindis mês cumò in chê Tiere dai Faraons che e je sot palese talpe di tirans. Almancul cumò, che la Sô Mission Lu menarà jù in chel Egjit bagnât mighe nome dal sanc inocent di tante sô int ma ancje di chel di un just fi de Mari Aquilee, che la sô bandiere di unitât dai popui e di fedeltât a sacrosants principis Lui le à benedide in Place Sant Pieri, ai 15 di Zenâr 2014, in mans dal vieli nestri capelan sociâl, pre Tarcisio Bordignon / Santo Padre, non noi, ma Marco l'Evangelista, patriarca martire in Egitto dopo avere lasciato il Friuli fondandovi la Chiesa matrice della Mitteleuropa in quello stesso agro aquileiese, culla del nostro Giulio Regeni: vogliamo credere che sia proprio Lui finalmente a ispirare alla Santa Sede una pur tarda ma esplicita posizione in ordine al laico martirio del giovane ricercatore friulano, testimone estremo di libertà al servizio della verità e della civiltà, rapito, torturato e ucciso quindici mesi or sono in un Paese dei Faraoni in preda a conclamata tirannide. Almeno ora, che il Suo Apostolato La porterà a calcare una terra d'Egitto bagnata non solamente dal sangue innocente di tanto suo popolo ma anche da quello di un probo figlio della Madre Aquileia, la cui bandiera di unità delle genti e di fedeltà a sacrosanti valori Lei ha benedetto in Piazza San Pietro, il 15 gennaio 2014, nelle mani dell'anziano nostro cappellano sociale, don Tarcisio Bordignon"). "GIULIO REGENI, ORGOI DAL FRIÛL!" L'effigie di Regeni emergente da uno sfondo tratto da un antico affresco udinese celebrante le proverbiali tenacia e resistenza delle genti locali, effigie campeggiante accanto alla seguente dedica in "marilenghe": "Il miôr popul di Udin e di Furlanie, sot de colone antighe de Justizie, al onore chel so zovin martar di libertât e civiltât dal mont, copât fûr sot dai gnûfs Faraons: Giulio Regeni, orgoi dal Friûl!". Ecco, i contenuti della targa deposta dalle delegazioni ai piedi della Colonna della Giustizia udinese: "giustizia", auspicio primario di un utile approdo della vicenda. Inoltre, una piccola, rustica, corona civica con il motto "Par Giulio Regeni, orgoi dal Friûl!" è stata issata sul dado basale della colonna, nei mesi passati costituitasi veramente come memoriale urbano della tragedia del ricercatore corregionale. È intervenuto anche il presidente dell'assemblea popolare cittadina dell'Arengo nonché del Club per l'Unesco di Udine, prof.ssa Renata Capria D'Aronco, insieme al procuratore arengario oltreché vicario del Fogolâr Civic dott.ssa Maria Luisa Ranzato. "Il mio pensiero è lì con voi alla colonna per il meraviglioso Regeni" ha scritto l'altro procuratore civico, arch. Amerigo Cherici, impossibilitato a partecipare questa volta alle rimembranze. In rappresentanza dei cinque "quintieri" del sodalizio "fogolarista", le cittadine Manuela Bondio, Marisa Celotti, Milvia Cuttini, Luigina Pinzano e Gianna Zuccolo. Tra i convenuti, inoltre, il presidente della Federazione provinciale udinese dell'Istituto del Nastro Azzurro, geom. Sergio Bertini. APPELLO MENSILE ALLE MASSIME AUTORITÀ DELLA REPUBBLICA È seguita la firma dell'ormai usuale nota mensile indirizzata alle massime autorità della Repubblica Italiana attraverso la Prefettura di Udine a sollecito di una seria linea di fermezza nella gestione del Caso Regeni a tutela della dignità umana, civica e nazionale. "Signor Prefetto, la presente per confermare che, a quindici mesi dalla scomparsa, dalla tortura e dall'assassinio in terra d'Egitto del giovane ricercatore universitario friulano Giulio Regeni da Fiumicello, il sodalizio in firma, parte cosciente della società di questo piccolo cuore d'Europa, non diminuisce la propria attenzione nei confronti di quel caso specifico, punto d'onore civile e morale, ribadendo comunque un giudizio d'inadeguatezza sulla sua gestione innanzitutto da parte delle Autorità italiane, inconcludenza che rinnova i dubbi sull'efficacia delle vie legali come approdo alla giustizia in Paesi soggetti a tirannide conclamata". Così il Fogolâr Civic, a firma del presidente prof. Alberto Travain. Bilingue friulano-italiano il messaggio inviato dall'"Academie dal Friûl": "Sâr Prefet, vint iniment che a son juscj cuindis mês vuê che lu àn strafuît e netât po in Egjit chel nestri zovin ricercjadôr furlan di Flumisel, chel Giulio Regeni, cheste note ca, fie di fote tremende, che e sedi un avôt par un prossim trionf de justizie, legâl e politiche, e ancje tant di riscat di dignitât dal singul e de comunitât tibiade cence remission e che e clame sigûr soluzions di spieli. Il miôr dal Friûl nol dismentearà e nol ametarà finâi levantins. Si sburtin, alore, lis Istituzions a fâ in mût che il sanc di chê tiere culì nol resti ancjemò masse timp scuintiât. Al è di mieç il credit dal Stât talian. Sperant di jessi scoltâts tal just / Signor Prefetto, nel ricordare come alla data odierna risultino trascorsi ben quindici mesi dalla scomparsa e dalla susseguente tragica fine in Egitto del giovane ricercatore Giulio Regeni da Fiumicello, nostro friulano, la presente nota, figlia di un'indignazione furente, valga come auspicio di trionfo prossimo della giustizia, legale e politica, nonché di riscatto di una dignità individuale e collettiva irreparabilmente oltraggiata e invocante soluzione esemplare. Il migliore Friuli non dimenticherà e non accetterà accomodamenti bizantini. Un sollecito, quindi, alle Istituzioni, affinché il sangue di questa terra non resti a lungo impunemente offeso. Ne va della stessa credibilità dello Stato italiano. Nella speranza di debita attenzione". "Signor Prefetto, nel rappresentare i voti dell'assembla civica popolare udinese detta storicamente ARENGUM o Arengo / Renc, a quindici mesi dalla scomparsa di Giulio Regeni, eroico giovane ricercatore figlio del Friuli, sequestrato, torturato e ucciso in una terra d'Egitto in preda a conclamata tirannide cui accennano anche documenti dello stesso Parlamento Europeo, con la presente sono ad avanzare presso le massime Istituzioni della Repubblica Italiana la più ferma istanza di azione decisa e risolutiva, a garanzia vera della dignità della Persona e del Cittadino nonché di un popolo imperdonabilmente oltraggiato e irriducibile a codardo silenzio. Rinnovo altresì, in allegato alla presente, copia di deliberazione assembleare in ordine al tema in oggetto, documento morale sovrano della cittadinanza udinese. Auspicando moti conseguenti...". Così l'Arengo partecipativo della Capitale del Friuli Storico, presieduto dalla prof.ssa Renata Capria D'Aronco. Voti analoghi sono stati espressi dal Club per l'Unesco di Udine: "Signor Prefetto, quindici mesi or sono in terra d'Egitto veniva rapito, seviziato e ucciso un nostro valente giovane studioso: Giulio Regeni da Fiumicello. Unitamente a tanta società civile del Friuli, d'Italia e d'Europa ma anche certamente del resto del mondo, il Club per l'UNESCO di Udine rivendica prontamente implacabile giustizia per il compianto corregionale, per la sua famiglia, per il suo popolo e la civiltà. Alle Autorità italiane, l'onere e l'onore d'imporre esemplarmente un argine a certa tirannide ultramarina. Presidieremo con friulana tenacia". Si è rinnovato anche messaggio mensile della Federazione provinciale udinese dell'Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valor Militare, presieduta dal geom. Sergio Bertini: "Signor Prefetto, a quindici mesi dalla tragica scomparsa in Egitto del nostro probo Giulio Regeni, nel rendere omaggio al valore limpido di un coraggioso giovane friulano, conclamato figlio delle più gloriose virtù dell'antica Madre Aquileia, la Federazione Provinciale di Udine dell'Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valor Militare, fedele al culto dei benemeriti, sacri alla patria e alla civiltà, caldamente sollecita le Autorità governative italiane a voler riscattare con ogni mezzo l'oltraggiata dignità del singolo e dell'intera Nazione". Non sarà, insomma, facile sopire le coscienze e i sentimenti offesi della Friulanità più irriducibile...

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