Allarme processionaria: completata nuova sessione di trattamenti a Udine

Con un investimento di 12 mila euro, l'amministrazione comunale ha trattato 351 alberi in 53 aree verdi della città. Pizza: «Un'attività preventiva che punta a tutelare sia le nostre conifere sia soprattutto le persone, che proprio in città rischiano di essere maggiormente esposte»

Un tecnico fitoiatrico all'opera presso il Complesso Sportivo Clocchiatti di via delle Fornaci

Ben 351 alberi trattati in 53 aree verdi e parchi della città, con un investimento complessivo di circa 12 mila euro. Di fronte all'allarme processionaria, lepidottero che negli ultimi anni sta causando grossi problemi alla sopravvivenza delle piante e delle colture, il Comune di Udine già da tempo è particolarmente attivo con un capillare piano di trattamenti preventivi in tutti gli spazi verdi della città. «Abbiamo programmato questi interventi inserendo a suo tempo i fondi a bilancio – sottolinea l'assessore all'Ambiente, Enrico Pizza –. Anche se in città il rischio per le nostre conifere è più basso rispetto alle zone di campagna, proprio qui la processionaria può causare maggiori problemi alle persone. Ecco perché, grazie alla professionalità dei tecnici comunali, abbiamo avviato da qualche anno un ampio piano di trattamenti preventivi». A fine 2016 l'amministrazione comunale ha completato un programma di 351 interventi, che ha interessato le conifere di 53 siti tra parchi, giardini e aree verdi. Questa attività di prevenzione, per la quale il Comune ha investito circa 12 mila euro, ha riguardato 146 pini domestici, 171 cedri, 20 pini neri, 5 pini silvestri e 9 pini strobi.

La lotta alla processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) in Italia è obbligatoria nei siti in cui le strutture regionali competenti per territorio hanno stabilito che la presenza dell'insetto minacci seriamente la produzione o la sopravvivenza del popolamento arboreo. L'ambito urbano non rientra in questa fattispecie, ma se da un lato la minaccia per la sopravvivenza dei pini è molto relativa è proprio qui che l'insetto può risultare dannoso alla popolazione. Le larve infatti rilasciano dei peli urticanti che se vengono a contatto con le mucose possono provocare irritazioni e ulcerazioni tanto che spesso è necessario recarsi al pronto soccorso per le cure del caso soprattutto se vengono interessati gli occhi. Casi di pericoli per la salute erano emersi lo scorso anno anche in regione, a Maniago, dove questi parassiti avevano causato gravi lesioni a cani e provocato problemi fisici e lesioni allergiche ad alcune persone.

Per prevenire tali eventi il Comune di Udine da diversi anni conduce un'attività preventiva sulle conifere di sua competenza mediante l'utilizzo di appropriati insetticidi che vengono introdotti direttamente nel tronco delle piante e che in breve tempo raggiungono gli apici dove solitamente sono posizionati i nidi dell'insetto il quale, cibandosi delle foglie, ingerisce il veleno. Per queste operazioni il Comune si affida a ditte specializzate di comprovata professionalità. Va notato che il metodo adottato esclude in assoluto che particelle del prodotto insetticida, che già di per sé ha un indice di tossicità molto basso per i mammiferi, venga disperso nell'ambiente. I trattamenti hanno validità minima di due anni e possono arrivare fino quattro anni prima dell'insorgere di nuove infestazioni.

«Per questo motivo il Comune di Udine effettua questi trattamenti con cadenza triennale e in questo modo riesce a mantenere il controllo pressoché totale – spiega Pizza – . Particolare attenzione viene prestata alle aree scolastiche dove notevole è la presenza di conifere, in particolare pini e  cedri, che possono venire attaccate dal patogeno e dove le larve potenzialmente possono provocare i danni maggiori. Un ulteriore piano di interventi che interesserà tutte le aree scolastiche di competenza del Comune è stato programmato per il 2017. Invitiamo comunque anche i cittadini a monitorare le alberature pubbliche e private e a segnalare al Verde pubblico del Comune eventuali nidi».
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