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Soldi sventolati, spaccio e vita da intoccabili: grossisti della droga a poco più di 18 anni

I carabinieri della Compagnia di Cividale hanno messo in ginocchio un'organizzazione che riforniva Udine, Cividale e la Carnia con droga in arrivo dalla Slovenia

 

Quattro arresti in flagranza di reato, altre cinque persone indagate, sequestrati quasi tre chili di stupefacente (ma sono circa 40 quelli già spacciati) oltre a 55mila euro in contanti e due automobili del valore complessivo di 40mila euro. Un giro d'affari che è stato valutato in centinaia di migliaia di euro, attivo dal febbraio del 2015, che veniva "promosso" anche con dei video sulle app di messaggistica istantanea. Sono questi gli estremi dell'operazione "Sly", originata da un controllo dei carabinieri della Compagnia di Cividale – comandati dalla capitano Rossella Pozzebon –, che ha permesso di ricostruire un giro di grossisti della droga attivi nella cittadina ducale, a Udine e in Carnia. Lo stupefacente proveniva dalla vicina Slovenia. L'inchiesta è stata condotta dal sostituto procuratore udinese Giorgio Milillo.

Le sostanze sequestrate

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Gli arresti

In manette sono finiti quattro uomini. Il primo è stato il 23enne udinese Simone Salin, arrestato nel febbraio del 2018 dopo che i militari avevano sequestrato una modica quantità di marijuana e hashish a un suo cliente. Poi, ad agosto 2018, è stato il turno del 22enne cividalese Riccardo Picotti e del 43enne sloveno Damijan Kovacevic – il "corriere" del gruppo –. Infine, nel febbraio 2019, è stata la volta del 23enne tolmezzino Giulio Frezza. Complessivamente, nei loro confronti, sono state già emesse sentenze di condanna per 9 anni, in riferimento ai reati commessi individualmente. Restano da quantificare le pene per le violazioni di legge in concorso tra loro. Elementi pesanti sono stati raccolti nei confronti di altri cinque soggetti. 

Da sinistra verso destra e dall'alto verso il basso Kovacevic, Salin, Picotti e Frezza

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L'atteggiamento

Gli investigatori sono rimasti colpiti dall’atteggiamento “maturo” – dal punto di vista criminale – dei ragazzi. Hanno iniziato la loro attività poco più che maggiorenni, dimostrando una confidenza profonda nelle loro capacità, convinzione, una discreta dose di presunzione e un atteggiamento che ricorda, in parte e con le dovute proporzioni, gli spacciatori delle serie televisive on demand. Picotti, in particolare, si sarebbe ritenuto un “intoccabile”, al di sopra di ogni sospetto, con un atteggiamento manageriale (anche se non è considerato come un leader della gang).

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