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Caprioli, installazioni artistiche e passeggiate nella natura: il nuovo volto del parco del Torre

Si è svolto questa mattina un sopralluogo nell'area del Comprensorio Ifim all’interno del Parco del Torre nel quartiere di San Gottardo

 

Quello che bisogna fare è immaginare. Letteralmente sognare ad occhi aperti. Entrando nella proprietà Ifim, che si estende per 40 ettari all'interno del Parco del Torre, oggi si vedono prati, strade bianche che incrociano terreni incolti, fabbricati industriali abbandonati e una piccola palazzina con qualche ufficio ancora attivo. E un'immensa area dove una volta sorgeva la cava Midolini e dove oggi corrono indisturbate famiglie di caprioli e vivono molte altre specie di animali e piante. L'area, infatti, comprende diverse zone: l'ex cava per l'estrazione di inerti, la discarica di rifiuti non pericolosi e l’area degli uffici e degli impianti dismessi di lavorazione degli inerti. È qui, in questa vasta zona alle porte di Udine che tra qualche anno si dovrebbe poter godere di una nuova zona di verde cittadino, fruibile a tutti. 

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Il progetto

L’intero progetto, ideato per tappe, prevede la riqualificazione del comprensorio di proprietà Ifim a San Gottardo. Primo step tecnico, la costituzione di un impianto fotovoltaico. Primo step di apertura alla cittadinanza, l'esposizione di alcune opere di Land art dedicate alla memoria di Lino Midolini, mecenate e filantropo, che saranno visibili all'ingresso dell'area industriale da giugno. Poi l'attesa di alcuni necessari passaggi burocratici e i lavori di riqualificazione, che renderanno fruibile al pubblico una vastissima area privata attraverso un'operazione di archeologia industriale. Scopo aggiuntivo, oltre alla restituzione alla cittadinanza di un luogo non fruito dal pubblico, anche una restaurazione in grado di far riemergere la naturalità del posto pur mantenendo viva l'identità industriale acquisita. Tempo stimato per i primi risultati concreti: una decina d'anni.

ifim edificio-2

Prime tappe

Dal sopralluogo tra proprietà e Comune di Udine che si è svolto nella mattinata di oggi, lunedì 3 febbraio, sono emersi i primi fondamentali passaggi di questa grande opera di riqualificazione. «Le tempistiche non le decidiamo noi, ma sicuramente a giugno ci sarà il primo step riguardante le installazioni artistiche. Anche quello del fotovoltaico è partito. Ora abbiamo avanzato una proposta al Comune per la riqualificazione dell'ingresso nord della proprietà, dove c'è già un accesso pubblico al Parco del Torre», commenta l'ingegner Andrea Pittolo. In questa zona si apre un ampio prato delimitato su due lati da strade comunali, al momento lasciato all'abbandono. Dopo l'approvazione dell'ufficio tecnico comunale dovrebbero essere allestite panchine, giochi e un percorso ciclopedonale nel giro di pochi mesi.  

ifim prato-2

Le prospettive

Se il primo step riguarda soltanto due aree del vasto comprensorio Ifim: l'ingresso sud, dove svettano ancora i vecchi edifici industriali destinati a un risanamento architettonico e nel cui prato antistante troveranno posto le opere degli artisti friulani, e l'ingresso nord, dove c'è il prato accanto all'accesso comunale al parco del Torre, da via Emilia. Poi sarà la volta della procedura per la realizzazione dell'impianto fotovoltaico e infine l'attesa per la variante al piano regolatore che permetterà di riportare al piano campagna l'ex cava. «La variante - ha commentato l'ingegner Dazzan - con la conseguente realizzazione dell'impianto di geoscambio che porterebbe al riempimento della cava potrebbe compiersi in 8/10 anni. Non volendo né potendo riempire con rifiuti, il materiale (rocce da scavo e terra, come ad esempio dal cantiere dell'ospedale di Udine n.d.a.) deve essere garantito dall'Università». Una volta riempita la cava, si penserà alla piantumazione e alla realizzazione di percorsi ciclopedonali. 

ifim cava-2

La conclusione dell'intero, mastodontico progetto non ha una data certa, ma si parla comunque di diversi passaggi che porteranno a una fruizione integrale dell'area solo tra diversi anni. «Un anno fa tutto ci sembrava impossibile, invece abbiamo cominciato a lavorarci duramente e diversi risultati li abbiamo già raggiunti. Ora si tratta di aspettare - ha dichiarato durante il sopralluogo Raffaella Midolini a nome del gruppo Ifim - sia le varianti che i tempi di lavoro. Intanto a giugno partiamo con il progetto di Land art e poi sarà un passo alla volta».

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