Continuano le polemiche a Majano per l'arrivo dei migranti e il futuro della famiglia sfrattata

Oggi alle 19 corteo di protesta tra le strade della città. Appuntamento sotto il municipio

Un corteo di protesta sfilerà questa sera a partire dalle 19 per le strade di Majano per ribadire il proprio no all'arrivo dei migranti e per sostenere la famiglia majanese che fra qualche settimana dovrà abbandonare la propria casa a causa di uno sfratto esecutivo. Quattro persone, tra cui due minori, dovranno lasciare la propria abitazione entro il 26 settembre. Una lotta contro il tempo per questa famiglia colpita dalle difficoltà economiche e che, proprio per questo, aveva chiesto al parroco   don Emmanuel Runditse, di poter alloggiare nella canonica di Comerzo, una frazione del paese collinare, vedendosi però negata questa possibilità. La struttura, infatti, ospiterà una quindicina di migranti richiedenti asilo.

Richiedenti asilo in arrivo a Majano, pronta la "vendetta" contro le campane

Rizzetto: «Pago io i prossimi 6 mesi di affitto»

La notizia nel frattempo ha suscitato scalpore sia a livello locale che nazionale e non sono mancate le manifestazioni di solidarietà da parte di gente comune ma anche di esponenti politici come l'onorevole Walter Rizzetto: "Se necessario pagherò io per i prossimi sei mesi l'affitto di 300 euro per poter dare un tetto ad una famiglia in difficoltà. Mi chiedo poi se sia necessario arrivare a questo per poter ridare un minimo di dignità agli italiani che farebbero meglio, a questo punto, a sbarcare a Lampedusa". Nel frattempo l'amministrazione comuanle fa sapere che la famiglia è già stata presa in carico dai servizi sociali, che verrà aiutata a superare questo momento e che non sarà abbandonata né ora né in futuro. 

Lega: «Precedenza a migranti non è novità»

«A Majano i migranti hanno la precedenza sulle famiglie del posto? Non succede solo lì». A dirlo è Mario Pittoni, presidente regionale della Lega Nord con un'esperienza in Commissione politiche Ue del Senato che si occupa specificamente di flussi migratori. «Situazioni simili vengono segnalate un po' dappertutto e si ripetono semplicemente perché per le comunità locali i nostri poveri rappresentano solo un costo, mentre per l'accoglienza degli immigrati lo Stato mette a disposizione risorse che a livello nazionale sfiorano ormai i 5 miliardi. Quindi non solo è in atto un'invasione, ma questa viene addirittura pianificata da chi ci governa, imponendo di fatto richiedenti asilo anche a piccole realtà sguarnite di forze dell'ordine e servizi, non in grado cioè di gestire numeri anche contenuti di migranti, “ingolosendole” con corposi stanziamenti (21 milioni l'ultimo bando, solo per la provincia di Udine) assegnati a enti e associazioni accreditate per la gestione dei Centri di accoglienza straordinaria (Cas)». 

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