Un fiume di Alpini ha invaso Piacenza, tra loro tantissimi i friulani

Le Penne nere hanno sfilato lungo le vie della città emiliana chiudendo come da tradizione la loro festa. Tra gli striscioni uno era dedicato a Papa Francesco: "Gli Alpini salutano Papa Francesco come uno di noi"

E' iniziata a Piacenza alle 9 di domenica la sfilata che ha concluso la tre giorni dell'86esima adunata degli Alpini. Ad aprire lo sfilamento il Reggimento Artiglieri di montagna, con la loro bandiera di guerra, da poco tornati dalla missione in Afghanistan. Ma a sorpresa nelle prime file del corteo anche uno striscione: "Gli Alpini salutano Papa Francesco come uno di noi", in ricordo del fatto che un cugino del Papa, Giovanni Bergoglio, era sopravvissuto all'affondamento del piroscafo Galilea, affondato nel Canale di Otranto nel '42.

Gli Alpini, in armi e in congedo, hanno sfilato tutta la giornata lungo un percorso di circa un chilometro e mezzo. Tra loro tanti friulani, capitanati dai rappresentanti della Brigata alpina Julia. Sulla tribuna di onore presenti, tra gli altri, il presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani. Nel messaggio portato dagli alpini della sezione estera argentina si leggeva: "Gli alpini salutano Papa Francesco, Pontefice dal gesto semplice... Praticamente alpino".

«Gli alpini e l'Associazione Nazionale Alpini 'sono' la Protezione Civile, nel senso che sono un asset fondamentale del nostro sistema». Cosi' il prefetto Franco Gabrielli, capo della Protezione Civile, a chi gli ha chiesto quale sia il contributo dei militari alla Protezione Civile. «Lo sono stati nel territorio emiliano per il terremoto e prima per il 'nevone', come lo sono in ogni parte del territorio nazionale e non solo. Se pensiamo che in questo momento l'ospedale da campo dell'Ana sta operando in Giordania per assistere i profughi siriani si può comprendere quanto è importante il ruolo dell'associazione».

Intorno alle 11.20 il ministro della Difesa, Mario Mauro, è arrivato scortato dai carabinieri del Nucleo radiomobille di Piacenza per presenziare alla sfilata. Mauro, dopo aver ricevuto gli onori militari, si è subito voluto recare vicino alle tribune per salutare il maresciallo Luca Barisonzi, ferito nel 2011 in Afghanistan e rimasto tetraplegico. Mauro gli si è avvicinato e gli ha parlato: 'Mi ha detto che verrà a trovarmi', ha spiegato il militare. Dopo aver reso onore al Labaro dell'Associazione Nazionale Alpini, il ministro è salito in tribuna per assistere alla parata con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli.

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