Serracchiani e Honsell al presidio della Bob Martin

Secondo la Presidente, l'azienda di Sant'Osvaldo deve restare aperta a nuove proposte per riuscire a superare la crisi. Intanto è atteso per lunedì l'incontro con i sindacati

La Presidente Serracchiani in visita al presidio dei lavoratori

Mentre prosegue il presidio dei lavoratori della Bob Martin di Sant'Osvaldo, stamani la visita della Presidente Debora Serracchiani annuncia che la stessa impresa si è dimostrata aperta alle discussioni e che la regione attiverà tutte le azioni possibili per trovare delle soluzioni e acquirenti per poter così dare una mano alla difficile situazione dei lavoratori. Intanto si spera per l'incontro di lunedì con i sindacati ma Serracchiani ribadisce l'importanza di mantenersi aperti a tutte le proposte. A fare eco alle dichiarazioni della Presidente, anche la visita del Sindaco Furio Honsell.

La Bob Martin conferma la chiusura alla Regione: nessun passo indietro

Appena appresa la notizia della volontà della proprietà inglese della Bob Martin di Sant'Osvaldo (Ud) di cessare l'attività, la Regione Friuli Venezia Giulia, con il vicepresidente e assessore alle Attività produttive, Sergio Bolzonello, e l'assessore al Lavoro, Loredana Panariti, si è immediatamente attivata per individuare una possibile soluzione a tutela dei 72 lavoratori. Già ieri pomeriggio i due esponenti del governo regionale hanno voluto incontrare i rappresentanti della proprietà.

Nessun passo indietro: si chiude

Nell'occasione la BM, pur dichiarandosi consapevole delle pesanti conseguenze in termini di ricaduta economica ed occupazionale sul territorio,ha confermato di non ritenere possibile la prosecuzione dell'attività. motivi della decisione, è stato spiegato, sono derivati da una serie di problemi legati alle non più favorevoli condizioni di mercato, aggravate dalla prospettiva della Brexit.

Le uniche vie d'uscita

In ogni caso la Bob Martin, su sollecitazione della Regione, ha anche manifestato la propria disponibilità ad agevolare, ove se ne creassero le condizioni, soluzioni che favoriscano una prospettiva di continuità almeno parziale del sito friulano. Di conseguenza la Regione ha già convocato per lunedì pomeriggio a Trieste una riunione alla quale, oltre all'azienda, sono stati invitati anche i rappresentanti delle organizzazioni  sindacali. La precisa volontà, espressa da Bolzonello e Panariti al termine dell'incontro odierno, è di provare ad individuare soluzioni che, con il concorso di tutte le parti coinvolte, consentano di delineare una prospettiva concreta e credibile. Alla luce infatti della evidente impossibilità di far recedere l'azienda dalla sua decisione, l'impegno della Regione è di affrontare questa crisi mettendo in campo tutte le più opportune misure, per tentare di mantenere quel sito produttivo cercando un eventuale acquirente. Siamo a fianco dei lavoratori, hanno assicurato Bolzonello e Panariti, per salvaguardare la loro esperienza e competenza e proteggere il loro posto di lavoro.

La condanna del sindaco Honsell

Intanto tuona il sindaco di Udine Furio Honsell accusando la dirigenza della Bob Martin di aver disatteso le promesse risalenti ad un anno e mezzo fa di un imminente sviluppo della sede di Udine.

"Trovo assolutamente vergognoso il comportamento tenuto dall'azienda Bob Martin nei confronti dei lavoratori della sede di Udine - ha dichiarato il sindaco Furio Honsell che ,assieme all'assessore alla Cultura,  Federico Pirone, ha fatto visita ai dipendenti in mobilitazione davanti alla fabbrica-. Ritengo quindi che sia assolutamente indispensabile intervenire a tutti i livelli per bloccare la messa in mobilità degli addetti, e mi metto a disposizione sia della Regione che delle organizzazioni sindacali per tutelare i diritti dei lavoratori. Sono particolarmente colpito da questa vicenda perché meno di due anni fa l'allora proprietaria dello stabilimento, Nestlè, aveva garantito che ci sarebbe stato un importante sviluppo della sede di Udine, una rassicurazione che invece è stata disattesa, e in un modo assolutamente ingiustificato e improvviso. Quella di S. Osvaldo è un'azienda molto importante nella storia di Udine, ma sono soprattutto i diritti dei lavoratori che non possono venire calpestati. Sono infatti assolutamente scandalizzato che nel XXI secolo possano ancora esserci aziende che non tengono conto del futuro dei loro lavoratori, e soprattutto che non abbiano piani industriali sostenibili a meno di due anni dall'avvio della loro gestione".


 

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