Al via stasera su Sky la mini serie dedicata al Mostro di Udine

Per quattro settimane, ogni mercoledì su Crime Investigation andrà in onda la storia degli omicidi che hanno sconvolto il Friuli dal 1971 al 1989

Una scena della serie girata in Friuli

Comincia oggi l'avventura su Sky della mini serie di real investigation dedicata al Mostro di Udine. La prima puntata andrà infatti in onda questa sera alle 22 su Crime+Investigation (canale 109 su Sky). Per quattro settimane sarà così ricostruita la scia di omicidi di donne avvenuta tra il 1971 e il 1989, sconvolgendo il Friuli. 

La storia

Dal 1971 al 1989 nove donne furono uccise nella zona di Udine, ma nessun colpevole è mai stato trovato per questa lunga serie di omicidi. Per almeno quattro di essi si è ipotizzato che la mano fosse la medesima: stessa tipologie di vittime, stesso modus pperandi, stessa terribile violenza.

La serie tv ambientata a Udine

Il mostro di Udine è la prima mini-serie true crime in quattro episodi di un’ora ciascuno a ripercorrere questa serie di omicidi irrisolti, tutti accaduti “nell’isola felice” di Udine partire dal 1971. Le vittime furono tutte donne che si aggiravano per le strade di notte, da sole: alcune si prostituivano, altre si drogavano, altre ancora avevano problemi di alcolismo. Oltre alla Bernardo e alla Bellone, la docu-serie ricostruisce la tragica fine di Marina Lepre, Luana Gianporcaro, Aurelia Januschewitz, Irene Belletti, Jacqueline Brechbuhler, Maria Bucovaz e, Stojanka Joksimovic. "Il Mostro di Udine" è una produzione Ascent per A+E Networks Italia. La serie, creata da Matteo Lena e Francesco Agostini, è scritta da Matteo Lena, Francesco Agostini e Carlo Altinier. Il regista è lo stesso Matteo Lena.

Mistero irrisolto

Dietro questa sanguinosa serie di omicidi potrebbero nascondersi uno o due serial killer, la cui identità non è mai stata rivelata. Il “mostro di Udine” ancora oggi, infatti, non ha un nome, non ha un volto, eppure potrebbe essere ancora vivo. Il documentario si mette sulle tracce dell’assassino, analizza attraverso le nuove tecnologie i reperti ancora disponibili, va a caccia di nuove testimonianze e indizi mai raccolti. Incontra  i figli delle vittime e i conoscenti che non hanno mai parlato prima d’ora davanti alle telecamere. Ricostruisce i casi da un nuovo punto di vista: intervista i poliziotti, carabinieri, magistrati e giornalisti che si occuparono delle vicende, e ricorre alla collaborazione di  scienziati forensi che, approcciandosi per la prima volta alle indagini, consentono di illuminare i punti oscuri delle diverse storie.

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