"Il mondo è cambiato dagli esempi, non dalle opinioni". Tremila giovani in piazza contro i cambiamenti climatici

Tantissimi studenti, ma anche genitori e insegnanti, hanno scioperato a Udine aderendo alla manifestazione mondiale per salvare il pianeta

Lo striscione degli studenti appeso sotto la Loggia del Lionello

Agli adulti o "leoni da tastiera" - come li definiscono loro - che li accusano di cercare ogni pretesto per saltare scuola, gli studenti scesi in piazza per porre l'attenzione sui cambiamenti climatici rispondono «che se hanno qualche critica da avanzare li aspettiamo al nostro fianco durante alla manifestazione, oggi noi abbiamo fatto una parte di storia mettendoci la faccia». Erano tanti, più del previsto, oggi in piazza ad alzare la voce contro i cambiamenti climatici che stanno logorando il pianeta. La stima della Questura parla di più di 3mila persone che hanno raggiunto Piazza Libertà, al termine del corteo partito intorno alle 8.30 di mattina da Piazzale Cavedalis.

Il corteo

Ormai il quartier generale delle proteste cittadine è diventato il centro studi. Sono gli studenti, infatti, a trascinare la cittadinanza verso un'apertura di coscienza nei confronti dei problemi del pianeta. L'appuntamento per quanti hanno sentito l'emergenza dei cambiamenti climatici è stato fissato alle 8.30 di questa mattina in piazzale Cavedalis e, una volta "radunate le truppe", il serpentone si è mosso verso il centro città. Striscioni, cartelli, slogan gridati a pieni polmoni e canzoni: il corteo, ancora una volta, si è dimostrato pacifico e ordinato muovendosi senza creare disordini per le vie cittadine.

I manifestanti

Dopo il 22 febbraio, quando gli studenti friulani sono scesi in piazza contro le riforme dell'esame di maturità, la magia si è ripetuta. «In tutta Italia ci sono state 109 manifestazione e Udine è stata una di queste. La nostra città - ha commentato David Galimi del Marinelli, uno dei promotori della manifestazione di febbraio - ha dato un grande segnale, un segnale di cambiamento dal basso, dove la parte viva della società sono gli studenti e i ragazzini». Dopo lo sciopero del 22 febbraio contro riforma maturità, gli stessi giovani avevano dichiarato di essere convinti che il movimento non dovesse essere circoscritto all'occasione, e così è stato. «Il movimento studentesco ha risposto alla grande ed è un fatto evidente a tutti: ci stiamo allargando in tematiche ancora più impellenti e globali, oggi siamo in 3mila e vogliamo sempre di più dire la nostra».

Il messaggio dei giovani

Non solo clima e non solo istruzione, quello che i giovani stanno cercando di lanciare è un messaggio generale. «Vogliamo lanciare un messaggio importante: viviamo in un contesto sociale dove ci sono troppa arroganza e divisione e questo noi studenti lo sentiamo e lo subiamo, perché parte spesso, se non sempre, da voi adulti». Il dito è puntato senza spocchia ma con decisione. «Siete voi adulti che scrivete sui social "andate a lavorare" o "è solo una scusa per saltare scuola", ma noi ci stiamo facendo carico della causa e stiamo dando un segnale di comunità e rispetto». Tanti i discorsi dal "pulpito" allestito in cima ai gradini che portano alla Loggia del Lionello. Discorsi che hanno avuto una matrice comune, incentrata su quanto ogni singolo possa fare ogni giorno. Usare di più i mezzi pubblici o la bicicletta al posto dell'auto, imparare a differenziare e a non abbandonare in strada i rifiuti e consumare di meno e meglio. Prodotti a km zero e con meno imballaggi possibile. Tutte gocce che fanno parte dell'oceano del rispetto per l'ambiente, nell'attesa che i cambiamenti arrivino anche dall'alto.

Marianna, la leader

Se a guidare la manifestazione del 22 febbraio c'era David, ad addossarsi la responsabilità di trascinare i suoi colleghi nella marcia per il clima di oggi è stata Marianna Tonelli, 18enne di Sevegliano all'ultimo anno del liceo artistico Sello di Udine. «È andato tutto così bene che la polizia, oltre a farci i complimenti per l'organizzazione, ci ha chiesto di accelerare il passo al fine di non intralciare oltre il tempo consentito le strade perché non era previsto fossimo così in tanti!». Eppure, se da una parte sono arrivati gli elogi delle forze dell'ordine, dall'altra non sono mancate le critiche di chi ha pensato che questa manifestazione sia stata solo una scusa per saltare scuola. «Noi staremo qui fino a sera e continueremo in ogni occasione possibile a far sentire la nostra voce, non me ne faccio niente di chi non è qui a criticarmi in faccia, perché il mondo è cambiato dagli esempi non dalle opinioni».

I complimenti

Oltre alle forze dell'ordine che, ancora una volta, si sono congratulate per l'organizzazione, a elogiare i 3mila giovani scesi in piazza è stato anche Michele Pavan presidente regionale Coldiretti Fvg. «Siamo orgogliosi dei nostri giovani, in piazza per dare un segnale forte rispetto alle problematiche connesse ai cambiamenti del clima. L’agricoltura – osserva Pavan – è l’attività economica che più di tutte vive le conseguenze quotidiane del clima, ne conosce bene le modifiche degli ultimi decenni ed è impegnata a contrastarle».

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Commenti (3)

  • Come sarebbe stato più credibile, più opportuno, più apolitico aver MANIFESTATO IN UN GIORNO FESTIVO ! Sciopero ? Che sciopero ?

  • ... é sempre stata una scusa per saltare scuola. E I peti dei bovini bucano l'ozono

    • Trovo triste che abbia da ridire perfino su una manifestazione in favore dell'ambiente. Che poi, supposto che alcuni fossero lí per saltare scuola, non hanno comunque contribuito a fare numero? Lo scopo della protesta non era guarire il pianeta del climate change ma mostrare alla classe politica che ci sono argomenti più importanti di qualche zero virgola percentuale sul PIL. E non faccia umorismo spicciolo banalizzando un problema come l'allevamento intensivo. Magari studiare prima di pigiare tasti sulla tastiera non è poi una così brutta idea...

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