Ritrovate le gemelle scomparse a Stella di Tarcento

Si erano perse nel bosco lungo il sentiero che porta al vicino comune di Montenars

Una fase delle ricerche

Le due gemelle scomparse nella prima serata di ieri da Stella di Tarcento sono state ritrovate nel corso della notte, all'una e mezza. Le piccole, E. e A., erano in buone condizioni assieme al loro pitbull, in compagnia del quale si erano allontanate. Si trovavano nei dintorni del sentiero che porta a Montenars - il paese vicino che dista, percorrendo la strada asfaltata, quasi nove chilometri -. Dopo essersi perse nel bosco hanno camminato a lungo, sbagliando più volte la strada per ritornare verso casa. 

Il racconto dei soccorsi da parte del gruppo che ha ritrovato le piccole

Il sollievo

Un'intera comunità, che si era attivata per la loro ricefca, ha gioito, unitamente alla famiglia delle bambine. La macchina organizzativa delle ricerche è stata impeccabile, partendo dei volontari della Protezione civile, passando per i semplici cittadini e arrivando a Vigili del fuoco e  forze dell'ordine.

La videointervista al papà delle gemelle e ai soccorritori

Il coordinamento

Trattandosi di ricerca in ambiente impervio le operazioni sono state gestite e coordinata dal soccorso alpino. Sono stati settanta i tecnici intervenuti prontamente da tutte le stazioni presenti sul territorio da Pordenone, Maniago, Valcellina, Trieste, Udine, Cave del Predil, Moggio Udinese, Forni Avoltri e Forni di Sopra a partire dalla prima chiamata, giunta alla stazione di Udine intorno alle 19. Dopo soli quindici minuti i primi uomini erano già sul luogo delle ricerche, nei pressi della abitazione delle bambine, una casa ubicata mezzo ai boschi e circondata da dirupi a venti minuti di strada da Tarcento. Nel giro di un’ora gran parte delle forze erano sul posto e già operative in ricerca. Tra queste i tecnici speleologi chiamati per effettuare sopralluoghi nelle cavità naturali presenti in zona, sei medici e tre infermieri che lavorano tutti nelle aree di emergenza, quattro unità cinofile da ricerca in superficie, due unità cinofile molecolari (delle quali una arrivata da Cortina d’Ampezzo e una in arrivo da Bergamo, poi fermata a intervento concluso) e due unità cinofile della Guardia di Finanza. Sul posto è arrivato per una ricognizione notturna anche l’elicottero AB129 Mangusta dell’Aviazione leggera dell’Esercito di Casarsa (Rigel). Nella zona la copertura telefonica era assente e anche le comunicazioni via radio difficoltose e questo ha comportato evidenti complicazioni nel coordinamento delle operazioni, che vengono eseguite con uno speciale software cartografico di ultima generazione ad esclusivo uso del Cnsas. Le operazioni sul campo si sono concluse intorno alle quattro del mattino.

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