Torna il lupo in regione, ma gli allevatori chiedono responsabilità da parte di tutti

Gli allevatori carnici gioiscono per la presenza dell'animale selvatico, ma pretendono il rispetto da parte di regione e turisti

Dopo gli avvistamenti e l’incidente avvenuto in questi giorni, sono gli allevatori della Carnia a lanciare un appello che riguarda la presenza del lupo in regione.

L'appello parte da malga Varmòst

A farsi portavoce è Ivan Moroccutti, di malga Varmòst. «I recenti avvistamenti testimoniano ufficialmente la presenza del lupo nelle nostre montagne, e questa è un’ottima notizia per tutti. Per questo noi allevatori vogliamo lanciare un serio appello alla Regione Fvg affinché gestisca in maniera veramente appropriata la presenza di questo predatore».

Il lupo è prezioso

«Bisogna capire che la presenza del lupo in montagna è un bene prezioso che va tutelato, perché altrimenti può diventare dannoso se mal gestito». Il problema sorge nel momento in cui viene a mancare la corretta tutela di chi vive la montagna come residente e lavoratore, proprio come i malgari.

Un regolamento da cambiare

«Il problema principale sono le complicazioni burocratiche nel momento della richiesta dei risarcimenti in casi di predazione da animale selvatico». L’attuale regolamento regionale stabilisce infatti che un allevatore che si accorga che un proprio capo di bestiame è stato predato da un lupo (o da altro animale selvatico come lince, orso e sciacallo dorato), ha tre giorni di tempo per espletare le incombenze burocratiche (recupero carcassa e verbale della guardia forestale che non sempre è in immediata disposizione) e mandare la documentazione in regione.

Responsabilità condivise

«Quello che chiediamo è che ognuno faccia la sua parte, la regione con uno snellimento burocratico perché non possono pretendere di avere l’esame del dna dell’animale e tre giorni per chi vive in montagna a certe condizioni sono davvero pochi, gli allevatori con l’onere di premunirsi di recinzioni elettriche e cani da guardia e i turisti della montagna con dei comportamenti responsabili». A detta di Morocutti è necessario creare un equilibrio dove la convivenza sia basata sul rispetto di tutti gli abitanti che la popolano, dagli animali a chi ci vive e passando per tutti i visitatori occasionali.

Il ruolo della Regione

Il lupo ppartiene alla fauna selvatica e, continua Morocutti, «se come dice la legge è un patrimonio indisponibile di proprietà dello stato, è l'istituzione che deve farsi carico di tutelare i suoi cittadini quando vengono danneggiati da un animale selvatico, come nel caso delle predazioni di capi di bestiame da parte dei lupi». Un vitello giovane ha un valore che varia tra i 300 e i 600 euro e, come dicono gli allevatori, una volta che loro metteno in atto tutte le misure preventive, poi a loro tutela deve intervenire l'istituzione.

Le predazioni

L'appello dagli allevatori non è casuale, ma deriva da alcuni casi di predazioni avvenuti negli ultimi mesi e che non hanno trovato riscontro nell'indennizzo regionale. Ancora una volta è Morocutti a paralre a titolo esemplificativo. «Ho subito due predazioni di vitelli iscrivibili al lupo, risalenti a quest'estate, delle quali non sono stato risarcito perché la regione ha detto che non c’erano elementi sufficienti. Di recente ci sono stati anche altri casi di altri allevatori che hanno addirittura rinunciato a fare denuncia proprio per la difficoltà del regolamento».

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