Treni in ritardo fino a 70' per un guasto, «carenza di informazioni» per i Pendolari

Il Comitato Alto Friuli denuncia la situazione di stamane, originatasi per un guasto a Lancenigo

Il tabellone della stazione di Pordenone stamattina (foto Comitato Pendolari Alto Friuli)

Mattinata di disagi per il servizio ferroviario regionale, con numerosi ritardi lungo la Udine-Venezia, causati da un’anormalità alla circolazione determinata da un guasto ad un treno merci in località Lancenigo, in provincia di Treviso. La denuncia arriva dal Comitato Pendolari Alto Friuli.

I treni

Tanti i treni coinvolti, sia in partenza che in arrivo da Udine, che a cascata hanno interessato anche la linea Uine-Trieste, con ritardi che hanno superato anche i 70 minuti. Ecco alcuni dei treni colpiti: R11002 Ve-UD - TS.: ritardo 73 minuti; R6013 Tarvisio-UD- TS: ritardo 26 minuti; RV2800 VE-UD-TS: ritardo 37 minuti; R 11007 UD-VE: ritardo 19 minuti; R2441 UD-VE: ritardo 17 minuti; R11008 VE-UD: ritardo 38 minuti; R2802 VE-UD: ritardo 61 minuti.

L'origine

In questo caso i disagi non sono imputabili direttamente a Trenitalia, né a Rfi, gestore dell’infrastruttura ferroviaria, tuttavia  — fanno sapere dal comitato  «riteniamo necessaria una seria e puntuale analisi della situazione, visto che un semplice guasto a un treno merci ha di fatto mandato nel caos l’intera rete nella fascia di punta». Sotto accusa i tempi di reazione delle sale operative di Rfi e Trenitalia e le loro scelte o meno.

Informazioni mancanti

«Ancora una volta il sistema informativo è risultato carente — denunciano i pendolari  —, sia in stazione che a bordo treno: le informazioni vengono fornite all’utente in maniera intempestiva, spesso i ritardi indicati dai tabelloni nelle stazioni non rispecchiano infatti la realtà. A bordo convoglio invece i capitreno sono quasi sempre all’oscuro di quello che sta succedendo lungo la rete, e loro malgrado, impossibilitati a fornire informazioni utili all’utenza. Una lentezza funzionale legata a protocolli “borbonici” in ossequio ad un’ossessiva esigenza di sicurezza che pare giustifichi ogni tipo di carenza decisionale da parte dei preposti di Rfi e Trenitalia. Ciò evidentemente determina che nei casi di anomalie alla circolazione, come quella di oggi, anziché assumere rapidamente decisioni che limitino i disagi, si ottiene esattamente il risultato opposto. Non solo, pare che la mera comunicazione del ritardo sui tabelloni (vero o presunto), sia sufficiente per i Gestori Fs a mettersi la coscienza a posto, esaurendo così il loro dovere d’informazione, fermo restando che nelle stazioni ogni utente è di fatto abbandonato a se stesso. In queste situazioni tutto è lasciato alla “regola aurea dell’arrangiarsi”, dove ogni pendolare in tempo zero e a proprio rischio deve optare se aspettare il treno in ritardo, sperando che non aumenti ulteriormente, ovvero optare per altre soluzioni di viaggio, dall’utilizzo dell’auto o del bus, se presente».

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 La protesta

«Sono limitati e sporadici i casi in cui Trenitalia o Rfi offrono all’utente delle alternative di viaggio finalizzate a limitare il disagio.
Per questi motivi
— spiegano i pendolari  — abbiamo indirizzato oggi al Direttore regionale Fvg Trenitalia, Elisa Nannetti e alla Direzione Mobilità della Regione, committente del servizio, una nota, evidenziando queste problematiche, sensibilizzando il Gestore ad assumere quei correttivi necessari per garantire un’informazione non solo tempestiva e corretta, ma soprattutto utile all’utenza. Siamo nel 2018, ormai quasi nel 2019 a quasi 50 anni dallo sbarco sulla luna e riteniamo pertanto che la tecnologia sia sufficiente per fornire quasi in tempo reale queste informazioni. Probabilmente manca la buona volontà o l’organizzazione gestionale per farlo».

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