Gemona, per i comitati la riforma sanitaria taglia 22 posti letto all'ospedale

Lo annuncia un comunicato del gruppo a difesa del San Michele

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Dopo mesi di chiacchiere e promesse, la Presidente Serracchiani ha tolto la maschera sul destino del San Michele. Con la Delibera Giuntale n° 2062 del 7 Novembre, hanno deciso l’iniquo  destino del nosocomio gemonese. Numeri e funzioni, che come ipotizzava il Coordinamento dei Comitati, sono quelli di un semplice poliambulatorio/cronicario e non più quelli di un Ospedale per Acuti. 

L’iniqua riforma sanitaria trova così il suo atto conclusivo, in base alla subdola volontà politica del CentroSinistra che governa la Regione, di chiusura di fatto dell’ospedale San Michele. Una Presidente , che ha la delega alla Montagna, chiude i suoi Ospedali, ( Maniago, Gemona e Cividale ), lasciando a nord di Udine, solo quello di Tolmezzo e ben 15 a sud. Scompaiono così a Gemona la ventina di posti letto della Chirurgia, che oggi è prevalentemente in day hospital e week surgery, dal lunedì al venerdì. Dal 2015 diventerà solo ambulatoriale. Con buona pace dell’attuale apprezzato dipartimento di Urologia.  Verranno inoltre soppressi ben 22 posti letto di Medicina, ( oggi in totale sono 50 ), in un Reparto che attualmente presenta una occupazione dei posti letto del 98%. E’ evidente che i degenti non più ospitabili a Gemona, verranno spartiti fra Tolmezzo e San Daniele, con tutti i problemi per loro e per le famiglie. Ma una politica sorda ai reali problemi di un territorio prevalentemente montano ha deciso così, senza confrontarsi con il territorio e la gente che lo abita.  Sparirà il Pronto Soccorso e l’indispensabile Area di Emergenza, che verranno sostituiti da un punto di Primo Intervento sulle 12/24 ore. Va sottolineato che questo punto, dove sarà presente un medico di base, su base volontaria, potrà dare risposte solo ai codici bianchi e verdi. Per quelli gialli e rossi si verrà portati altrove, con notevole dilatazione dei tempi di intervento e con i prevedibili effetti collaterali per il paziente. Tra l’altro, chi deciderà l’orario  di questo punto non c’è scritto.

Viene però prevista, bontà loro, la possibilità di far salire un medico a bordo dell’ambulanza. Ma sarà un medico abilitato all’Emergenza o un medico di base? Anche questo aspetto fondamentale, rimane nel limbo e non è cosa irrilevante. Infine, in mancanza del PS/Area di Emergenza, dovrà trasferirsi a Udine, il Reparto di Neurologia della Clinica Universitaria, con i suoi 8 posti letto, attualmente presente a Gemona da molti anni. Ulteriore perdita per il territorio. Ma, conclude il Coordinamento, l’affollata Assemblea popolare al Glemonensis del 10 novembre ha dimostrato che la nostra  gente, come anche in altre parti della Regione, si sta rendendo conto della profonda iniquità della riforma ed è disposta a lottare per vedersi riconosciuto il legittimo diritto alla salute uguale per tutti i cittadini della Regione.

Coordinamento dei Comitati a difesa del San Michele

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