Dal Friuli a Trieste in 400 per protestare contro la Riforma Sanitaria

Quattrocento persone e una ventina di sindaci presenti alla manifestazione contro la riforma sanitaria. Più di 7000 le firme della petizione a difesa degli ospedali di Gemona e Cividale

Stamattina, erano più di quattrocento le persone della montagna friulana che si sono riunite di fronte al Consiglio regionale per rivendicare il diritto alla salute uguale per tutti, principio negato, secondo i partecipanti, dalla riforma sanitaria Serracchiani – Telesca.

Partiti da Gemona con 7 corriere prima dell'alba, i manifestanti provenienti dal gemonese sono stati raggiunti in piazza Oberdan da un nutrito gruppo del cividalese e dei comuni delle Valli del Natisone. Con loro, diciannove sindaci che, indossando la fascia tricolore, hanno voluto testimoniare la loro contrarietà al suddetto disegno di legge. La mattinata è iniziata verso le ore 9, in concomitanza dell'arrivo dei consiglieri regionali, impegnati in settimana nella discussione e nella votazione del ddl 59. Di fronte alla folla, che brandiva striscioni con slogan contro la riforma e cartelli raffuguranti i volti dei consiglieri regionali per richiamarli a un atto di responsabilità, si sono susseguiti gli interventi dei rappresentanti dei comitati del  coordinamento contro la riforma e degli amministratori, sindaci e consiglieri regionali.

io voglio l'ospedale di gemona trieste-2A essere evidenziata, l'iniquità della riforma, che priverà i territori a nord di Udine, dalla montagna pordenonese a quella cividalese, degli ospedali di Maniago, Gemona e Cividale, lasciando come unico presidio ospedaliero quello di Tolmezzo. "Noi non vogliamo diventare cittadini di serie B, paghiamo le tasse come a Udine e Trieste e rivendichiamo il mantenimento della attuali strutture sanitarie esistenti. Queste, seppur depauperate in questi anni di alcune funzioni e servizi, rimangono un baluardo indispensabile per le nostre comunità e non devono essere ulteriormente ridotte". Particolarmente sentito e applaudito l'intervento di Alessia Cargnelutti, sindaco dei ragazzi di Gemona. É seguita un'audizione dei rappresentanti dei comitati con il presidente del consiglio regionale Franco Iacop e i capigruppo consiliari, a cui hanno partecipato i sindaci presenti. In questa occasione è stato chiesto di applicare il patto per la salute emanato dal ministro Lorenzin, che prevede la tutela degli ospedali delle zone economicamente e socialmente svantaggiate. "Si tratta di una decisione meramente politica che spetta al governo regionale e alla maggioranza di centro sinistra che lo sostiene" sottolineano dal coordinamento. Sempre al presidente Iacop, nel primo pomeriggio i comitati hanno consegnato una petizione popolare di più di 7000 firme per chiedere il mantenimento di ospedali per acuti a Gemona e Cividale.

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