Rifiuti, accuse e minacce tra Sindaco e Amministratori di condominio

Lettera aperta da parte di ANACI (associazione nazionale amministratori di condominio) al sindaco Pietro Fontanini il quale, secondo i firmatari della lettera, avrebbe accusato tramite mail alcuni amministratori di star volontariamente sabotando l'entrata in vigore del protocollo porta a porta. E ANACI minaccia azioni legali

Immagine d'archivio

Lettera aperta dal Comitato ANACI (associazione nazionale amministratori di condominio – sezione Udine) al sindaco Fontanini.

A far discutere è ancora il “porta a porta” che, è proprio il caso di dirlo con un gioco di parole, è letteralmente “alle porte”.

La lettera nasce con l'intento di fare chiarezza su alcune dichiarazioni esposte in una mail precedente dallo stesso sindaco Fontanini, il quale “accusava” alcuni amministratori di condominio, di star volontariamente ostacolando la messa a sistema e l’inizio ufficiale della procedura PAP per scopi "politici".

Premessa

Abbiamo potuto leggere la mail da Lei inviata in data 21 novembre 2019 al Comitato dei Rizzi, ad alcuni assessori, al presidente della Commissione Ambiente e ai capigruppo in Consiglio Comunale - scrive ANACI - in risposta alla richiesta di rinvio del PAP (raccolta porta a porta) fino alla risoluzione di tutte le criticità che stanno emergendo, e che noi segnaliamo da lungo tempo. Abbiamo così appreso con sgomento che ci sono stati, da parte di alcuni amministratori condominiali, atti passibili anche di azione penale, in base a quanto da lei dichiarato"

Le dichiarazioni del Sindaco Fontanini

Nella medesima lettera ANACI riporta quindi anche quanto scritto dallo stesso Sindaco in una precedente mail.

È infatti evidente che alcuni amministratori – riporta la mail citata da ANACI e inviata dal Sindaco Fontanini - che sono gli unici a poter decidere, sentiti i condòmini, sulle soluzioni da adottare - hanno cercato e stanno cercando di sabotare l’introduzione del nuovo sistema, creando ad arte situazioni di disagio, paure infondate e motivi di malcontento. Non so se questo atteggiamento sia dettato da una mancanza di iniziativa o da una malizia che definirei “politica”. Quello che è certo è che a pagare il prezzo di tutto ciò sono le persone per bene cui noi, come Amministrazione, sentiamo il dovere di offrire un servizio migliore e uno strumento per arginare l’altrimenti inevitabile aumento dei costi per lo smaltimento dei rifiuti.”

La risposta di ANACI

La risposta di ANACI alle pesanti accuse mosse dal Primo cittadino non si è fatta attendere.

 “Poiché ci riteniamo persone per bene alla stessa Sua stregua e alla stregua dei cittadini (e cittadini lo siamo anche noi), abbiamo il dovere di tutelare l’immagine della nostra professionalità in tutte le sedi opportune, pertanto Le chiediamo ufficialmente di fornire i nominativi dei “sabotatori”, in modo da poter dare ai residenti le necessarie informazioni anche sui professionisti ai quali fanno riferimento e agire di conseguenza a nostra tutela.

Per quanto concerne le richieste di rinvio dell'inizio della procedura, ANACI chiede apertamente al Sindaco di esibire le comunicazioni e gli indirizzi delle mail informative sulla raccolta porta a porta, avvenute nei mesi di agosto e settembre 2018, secondo quanto dichiarato dal Primo cittadino. Questo perchè la mancanza di comunicazione e chiarezza sulla vicenda ha creato e sta creando non pochi disagi.

Lo stesso Sindaco Fontanini infatti, a fronte di alcune richieste inerenti la posticipazione dell'inizio della raccolta porta a porta, aveva risposto con un secco no.

"Per quanto riguarda la Sua richiesta di posticipare l’avvio del sistema “casa per casa” - scriveva Fontanini in risposta ad alcuni Amministratori di condominio, purtroppo non posso risponderLe positivamente, sia perché non vedo cosa possa cambiare con la concessione di un mese in più a fronte di quindici già trascorsi dai primi contatti con gli amministratori, sia perché questo significherebbe fermare una macchina già avviata e quasi giunta a destinazione.”

ANACI inoltre ricorda che è di esclusiva facoltà del Comune la scelta sul tipo di cassonetti da consegnare ai residenti e che, di conseguenza, è il Comune a doversi assumere questa responsabilità.

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Le azioni legali

Alla luce di tutto ciò, per evitare ulteriori fraintendimenti e il proliferare di accuse infondate, riteniamo opportuno chiarirLe una volta per tutte che gli amministratori non hanno alcuna facoltà decisionale in merito alla scelta della tipologia dei contenitori da consegnare, e che se dovessero nuovamente comparire sulla stampa o altrove notizie lesive della nostra dignità professionale, provvederemo ad agire con i mezzi che la legge ci mette a disposizione”.

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