Riapre la bruschetteria "Ribolla Gialla", i titolari di nuovo dietro al bancone perché "nessuno è all'altezza"

Da quando Sandro e Ida hanno chiuso, a ottobre scorso, nessuna della trentina di proposte ricevute per rilevare il locale gli è sembrata seria e così hanno riaperto le porte del locale

La bruschetteria di via Trento

Era lo scorso ottobre, quando gli udinesi ricevettoro l’infausta notizia. La bruschetteria “Ribolla Gialla“, posizionata di fronte al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, annunciava di chiudere i battenti, facendo così finire l’era dei mitici Sandro e Ida dietro al bancone. Da qualche giorno, però, le porte di uno dei locali più affascinanti di Udine si sono riaperte e a servire le inimitabili bruschette sono, ancora, gli stessi Sandro e Ida.

Cosa è accaduto

I frequentatori del Teatro Nuovo Giovanni da Udine sanno bene di cosa stiamo parlando, chiunque si apprestasse a entrare a teatro per uno spettacolo non poteva saltare la tappa quasi obbligata da loro. Ma cos’è che ha fatto loro, a 80 e 73 anni, cambiare idea e rimettersi al lavoro dopo sette mesi di inattività? «Abbiamo avuto una trentina di proposte, in questi mesi, ma nessuna di queste era adeguata». Occhio a pensare a una questione di soldi. Per Sandro, all’anagrafe Alessandro Crisci, è una questione di competenze. «Qui bisogna saper fare il mestiere… non è mica uno scherzo. Noi ci teniamo che le cose vengano fatte nel modo giusto, per bene, non tanto per farle. Nessuna della persone che si è presentata ci ha dato l’impressione di saperci fare e quando mi sono proposto di affiancare, almeno per i primi mesi, quelli che mi sembravano i più seri, l’idea non è stata presa in considerazione». Ecco allora che gli spettatori del Giovanni da Udine potranno ritrovare il calore di un posto così speciale, dove sono passti tanti udinesi, ma anche tanti attori. Dove le bruschette sono sempre calde e dove l'orologio continua ad essere spostato un quarto d’ora in avanti, così da non far entrare a teatro nessuno in ritardo.

Il futuro

Sandro e Ida però non hanno intenzione di rimanere per sempre dietro al bancone. «Piuttosto che vedere il locale chiuso, abbiamo deciso di riaprirlo noi... Io, veramente, lo avrei riaperto anche prima, ma oltre all'età abbiamo anche i nostri acciacchi fisici e quindi abbiamo aspettato finora. Ma siamo certi - ci confida Sandro aspirando dalla sua immancabile sigaretta -  che la persona giusta per rilevarlo arriverà presto e noi potremmo goderci il meritato riposo»

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