Coppie gay: verranno riconosciute dalla Provincia di Gorizia

Il proposito è contenuto in "Diritti civili per tutti", un documento approvato oggi. Vi potranno accedere gratuitamente tutti i residenti nella Comunità europea. Le domande potranno essere inviate anche via mail

Enrico Gherghetta, presidente della Provincia di Gorizia

La Provincia di Gorizia è intenzionata a riconoscere il legame affettivo delle coppie formate da persone dello stesso sesso. Lo farà attraverso un’affermazione scritta – priva di qualsiasi valore legale – da consegnare alle coppie che lo richiedano. Un riconoscimento che avverrà durante un incontro tra la coppia richiedente e il presidente o un suo delegato, i quali poi lo sottoscriveranno.

È uno dei passaggi chiave di “Diritti civili per tutti”, una serie di azioni positive approvate oggi - mercoledì 13 -, con una deliberazione, dalla Giunta provinciale di Gorizia, un atto dall’oggetto piuttosto esplicito: “Contrasto alla discriminazione basata su orientamento sessuale e identità di genere”.

Non solo. Nello stesso documento dell’esecutivo goriziano si sollecita il Parlamento italiano ad approvare “senza ulteriore indugio” una norma che estenda il diritto di sposarsi alle coppie di persone dello stesso sesso, equiparandole “in modo inequivocabile” alle coppie di persone coniugate e “riconoscendo alle stesse uguali diritti e doveri”.

Un atto coraggioso, dunque, quello della Giunta provinciale goriziana, ma soprattutto una dimostrazione di grande sensibilità su questo tema da parte di una pubblica amministrazione che intende rompere il muro di omofobia che spesso ha caratterizzato la cronaca del nostro Paese.

La cosiddetta “affermazione” rilasciata dalla Provincia di Gorizia sarà gratuita, vi potranno accedere tutti i residenti della Comunità Europea maggiorenni e le domande potranno essere inviate anche via email.

Nello stesso documento, l’esecutivo guidato da Gherghetta aderisce alla Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti-discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, e si impegna a promuovere, a sostegno delle famiglie, politiche e iniziative che non producano effetti discriminatori nei confronti di chi non può o non voglia contrarre matrimonio e, tuttavia, “conviva per vincolo affettivo”.



 

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