Gemona, i comitati a difesa dell'ospedale contro il ruolo dell' 'infermiere pendolare'

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

A partire dalle 22 fino alle 7 di mattina, nel caso non vi siano pazienti ricoverati in Medicina d'urgenza e ve ne siano meno di tre al pronto soccorso, un infermiere dovrà trasferirsi al reparto di Medicina e supportarne il personale. Se dovessero intervenire modifiche però, l'infermiere dovrà tornare al Pronto soccorso.

La figura dell'infermiere "pendolare" ha scatenato le ire dei comitati a difesa dell'ospedale San Michele, dopo che il segretario del Nursind Udine Afrim Caslli era intervenuto sulla stampa contro il provvedimento. 

Avevamo ragione noi: la riforma non è stata ancora pubblicata che già è partita. Ecco quello che noi paventavamo, rei, secondo qualcuno, di creare allarmismi: il governatore aveva "generosamente" concesso, a parole, un anno di proroga e la gradualità di transizione al punto di primo intervento sulle 24h, da rivalutare in base ai dati di accesso. Ed ecco che il servizio viene già reso monco, l'ennesima penalizzazione che creerà un disservizio. Come da copione, si tratta dell'ennesima sperimentazione sul personale del Ps e area di emergenza di Gemona costretto già a fare i salti mortali (tra attività di ps, uscite in ambulanze e interventi in emergenza), senza una spiegazione logica, se non quella riconducibile a una politica subdola e strisciante che porta forzatamente alla diminuzione dei numeri esistenti e mette in dubbio l'effettiva sicurezza del servizio.

I comitati sono pronti a tutte le azioni legali del caso, per tutelare il diritto dei cittadini fino all'ultimo giorno prima dell'entrata in vigore di questa assurda e iniqua riforma, in primis presentando un esposto che verifichi un eventuale interruzione di pubblico servizio. Diffidiamo l'Ass 3 e il direttore Lattuada che ha emanato la circolare, dal generare provvedimenti non il linea con l'assetto garantito dalla normativa attuale.

La riforma entra in vigore dal 1 gennaio 2015 e fino al 31 dicembre il pronto soccorso è un pronto soccorso e non un punto di primo intervento. Invitiamo l'assessore Telesca a intervenire per ristabilire il servizio a norma di legge, in caso contrario la riterremo ugualmente responsabile, ricordando che la Suprema Corte di Cassazione ha stabilito che assegnare personale numericamente non adeguato alla cura dei malati, configura il reato di cui all'art. 591 Codice Penale; per la configurazione del reato è sufficiente il pericolo potenziale di danno e non il pericolo effettivo.

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