Il Fvg Pride torna in regione, in primavera la grande parata a Trieste

Dopo la partecipata manifestazione del 2017 a Udine, il Comitato organizzativo ha scelto il capoluogo regionale

Dopo la storica manifestazione del 2017, che ha trovato la sua massima espressione nella parata del 10 giugno a Udine, il Fvg Pride torna in regione, questa volta a Trieste. I dettagli saranno svelati nella conferenza stampa che si svolgerà mercoledì 23 gennaio alle 11
all'Antico Caffè e Libreria San Marco di Via Battisti a Trieste e alla quale interverranno Antonella Nicosia, Presidente Arcigay Arcobaleno Trieste/Gorizia, Nacho Quintana Vergara Presidente Arcigay Friuli, Angela Cattaneo Presidente Lune – Alfi e Yuuki Gaudiuso Presidente Associazione Universitaria Iris. La data dell’evento dovrebbe essere tra fine maggio e i primi di giugno.

Ostilità istituzionale

Mai come ora, però, la Regione Fvg è schierata su posizioni nette di contrasto contro i movimenti Lgbt, dopo anni di impegno per i diritti civili e per la parità delle opportunità. La scelta del comitato organizzatore di riportare l’evento in Friuli Venezia Giulia, dopo una tornata elettorale che ha spostato di molto l’asse politica verso posizioni critiche nei confronti delle istanze Lgbt, è quindi di forte coerenza rispetto alle necessità dichiarate in occasione della presentazione della manifestazione del 2017 «per riaffermare l’impegno a lottare contro ogni forma di violenza e di discriminazione agita non solo nei confronti delle persone LGBTI, ma anche delle donne e delle persone di diversa provenienza etnica», a prescindere dal colore politico di chi amministra la città che ospita la parata.

Il no di Dipiazza

Come già successo in passato, infatti, è già arrivato il “no” del Sindaco Dipiazza all’eventualità di concedere il patrocinio alla manifestazione che, nel 2017, trovò invece pieno appoggio dalla Giunta udinese di Furio Honsell, oltre che da parte di tutta l’amministrazione regionale del Fvg.

Le posizioni della Regione Fvg

Queste furono infatti le parole dell’allora assessore regionale al lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia Loredana Panariti: «La condivisione del percorso è una scelta fatta a livello regionale perché crediamo fortemente che confermare i diritti di alcuni non li toglie al resto della cittadinanza. Il percorso intrapreso dal Friuli Venezia Giulia è quello della discussione aperta, per mettersi nei panni degli altri e riuscire a comprenderci». Ben diverse le posizioni dell’attuale Giunta che, appena insediata, ha immediatamente dichiarato attraverso le parole del governatore Massimiliano Fedriga di voler mettere la “famiglia naturale” al centro dei suoi programma «in considerazione del fatto che l’unione fra uomo e donna è cardine della società». Dichiarazione a cui seguì la delibera di uscita della Regione Fvg dalla rete Re.a.dy., Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.

Le prime opposizioni

È facile immaginare, dunque, che il comitato organizzatore troverà sulla sua strada ancora più detrattori rispetto al passato. I primi ad alzare la voce sono stati i militanti di Forza Nuova Trieste, che sui social hanno risposto così alla notizia dello svolgersi della manifestazione nel capoluogo giuliano. «Appresa la notizia dell'intenzione da parte di alcune associazioni di organizzare un Gay pride a Trieste per la primavera ventura, annunciamo da subito la nostra intenzione a contromanifestare. Esibizioni del genere non devono trovare accettazione sociale, e faremo il possibile per impedirle. All'imbellettata confusione si opporranno le camicie bianche forzanoviste!».

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