Gli oltranzisti cattolici di Militia Christi ricordano Eluana "a 10 anni dall'uccisione"

A parlare è Fabrizio Lastei, presidente del movimento che ha manifestato fuori da La Quiete nel giorno dell'anniversario della morte della donna

Un'ora davanti alla clinica "La Quiete", per "ricordare Eluana Englaro a 10 anni dall’uccisione per eutanasia". Questo l'obiettivo del presidio messo in scena ieri sera da Militia Christi, organizzazione che per voce del suo presidente Fabrizio Lastei si definisce "movimento politico cattolico". 

Lastei, presente sul posto assieme ad alcuni militanti, ha ricordato "il significato tragico avuto dalla vicenda di Eluana, vittima di una politica incapace di fermare il delitto in atto e uno staff medico che ha accettato di far morire per inedia una persona". Lastei ha letto la cronaca che la giornalista Lucia Bellaspiga di Avvenire sugli ultimi momenti di quella vicenda a cui sono seguiti, alle 19:35 (ora esatta del decesso di Eluana Englaro) due minuti di silenzio.  Sul posto è stata lasciata un’immagine di Eulana insieme ad una candela con la scritta: “Per Eluana... Mai più eutanasia.” 

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Commenti (14)

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    g.calo

    QUANTI SI SONO RISVEGLIATI DAL COMA VEGETATIVO? TANTI..E LI VOLEVANO MORTI..Jenny si sveglia dal coma: "Ho sentito tutto, volevano staccarmi la spina" La donna era stata colpita da una rara malattia nervosa, nota come sindrome di Guillain-Barre. Ora è guarita e ha denunciato l'ospedale che la voleva “deceduta” Redazione 20 marzo 2015 12:56 Jenny Bone è una donna di 40 anni finita in coma per una malattia del sistema nervoso, detta sindrome di Guillain-Barre, che l’aveva paralizzata. La donna non rispondeva agli stimoli, ma era cosciente e poteva sentire tutto. E ha sentito anche quando i medici, che non avevano riconosciuto bene i sintomi della sua malattia paralizzante, l’hanno prima messa in coma farmacologico e poi hanno chiesto al marito John di staccarle la spina. E’ allora che Jenny si è svegliata. Jenny è originaria di Leighton Buzzard, a nord di Londra, e più volte aveva detto al marito che se fosse entrata in coma avrebbe voluto che la spina fosse staccata. John però ha detto no. Dopo una decina di giorni la sua Jenny ha dato segni di ripresa: i medici avevano sbagliato, non era morta. Tutto questo accadeva nel marzo dello scorso anno. Dopo due mesi di cure Jenny è tornata a casa, ha ripreso a lavorare come geometra e recentemente ha partecipato a una corsa di cinque km di beneficenza. La donna era stata colpita da una rara malattia nervosa che la portò alla paralisi. L’incubo cominciò nel marzo dello scorso anno, quando si ritrovò all’improvviso seduta a terra senza riuscire a rialzarsi, con dei formicolii che salivano dai piedi fino alle ginocchia. Il suo medico la mandò immediatamente al Luton e Dunstable Hospital, dove la situazione precipitò. Solo dopo aver evitato per un pelo, e solo grazie al marito, che le staccassero la spina, le fu diagnosticata la sindrome di Guillain-Barre. John racconta: E’ stato un fulmine a ciel sereno sentirmi chiedere se volevo spegnere il supporto vitale. Per me era troppo presto per prendere in considerazione una cosa del genere. Un paio di giorni dopo mi hanno ripetuto la domanda mentre ero seduto al capezzale di Jenny tenendole la mano. Non avrebbero dovuto parlarne davanti a lei: quando in seguito ho saputo che lei aveva sentito tutto, per me è stato semplicemente agghiacciante. Lei ricordava tutto, parola per parola Oggi la donna sta bene e riesce a camminare. Ha denunciato l’ospedale che ha rischiato di ucciderla prima di diagnosticare il vero problema.

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    g.calo

    CARO FABO, SE TI AVESSI CONOSCIUTO PRIMA, FORSE NON AVRESTI INVOCATO LA MORTE. TI ABBRACCIO»ma se hai conosciuto solo persone vicino ad invocare la morte posso anche capirti..ma non accettare. 26/02/2017  Fabiano Antoniani, 39 anni, meglio conosciuto come Dj Fabo, è cieco e tetraplegico in seguito a un incidente. Giorni fa si era rivolto a presidente Mattarella chiedendo di lasciarlo morire. Oggi è arrivato in una clinica svizzera dove si sta sottoponendo alle visite mediche previste dai protocolli per l'eutanasia. Tuttavia potrebbe ancora cambiare idea. Don Vinicio Albanesi, fondatore della Comunità di Capodarco, che ha accompagnato tanti ragazzi sino alla morte naturale, gli rivolge un messaggio dal sito di Famiglia Cristiana. Caro Fabo, non ti conosco personalmente ma ti sono vicino in questo momento. Da tanti anni vivo insieme a persone con disabilità gravi. Nella Comunità di Capodarco (Fermo) abbiamo avuto esperienza di ragazzi e ragazze, giovani come te o più di te, che andavano verso la morte e l’esperienza dice che la cosa più brutta in queste fasi è la solitudine.   Se la persona è circondata di affetti e presenza, chiede di essere accompagnata fino alla fine, con tutte le cure possibili, ma in modo naturale, perché comunque ama la vita. Quando questa spinta viene meno, è per il senso di solitudine, inutilità, vuoto che si sperimenta, anche se si ha vicino l’affetto di familiari e di persone care.   Se sei arrivato alla decisione di andare in Svizzera per mettere fine alla tua vita, ti senti solo. Sarebbe stato necessario un gruppo più consistente accanto a te, un’esperienza di vita intensa anche con la disabilità che hai acquisito a causa dell’incidente.   Se il calore della vita viene meno, la morte sta bussando alla tua porta, ma la morte ha comunque una sua dignità quando arriva naturalmente. Occorre un’infinità di compassione e comprensione in questi momenti.   Mi dispiace molto che tu abbia scelto di lasciarti andare, anche se ancora non lo hai deciso definitivamente, ma capisco che quando uno si sente inutile e allo stremo delle forze possa vedere la morte come una liberazione.  

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    g.calo

    NO ALL'EUTANASIA...MAIIIII...Madre teresa risponde bene ( vedi sotto le sue parole ad un giornalista)..NO ALL'EUTANASIA IN QUALSIASI FORMA UMANA VOGLIA ESSERE FATTA FINE VITA MORTE DOLCE ELIMINAZIONE TOGLIERE LA SOFFERENZA UCCIDENDO.....CHI LA CONDIVIDE PIU' IN ALTO E' NELLA SFERA SOCIALE E PIU' AVRA' IL GIUDIZIO DI FRONTE A DIO..SENZA GIUSTIFICAZIONE ALCUNA...NON UCCIDERE E BASTA...E NON SI DICA PIU' IL BENE ED IL MALE SONO COSE PERSONALI...( INTERVISTA EUGENIO SCALFARI AL PAPA).QUESTA E' UN'AUTOCONDANNA PERSONALE..MA ANCHE QUESTO E' LIBBBERO ARBITRIO..CARO PAPA FRANCESCO. Mi risuonano nella mente le parole di Madre Teresa. Durante una lunga intervista il giornalista le ha chiesto cosa pensasse dell'eutanasia. Lei ha risposto che l'aborto è una piaga sociale e iniziato a spiegare tutto quello che stava facendo per combatterlo. Il giornalista, dolcemente, le fa notare che la sua domanda era sull'eutanasia, e la Madre, sgranando i suoi occhi da bambina, chiede con candore cosa fosse. Le spiegano che alcune persone molto malate chiedono di porre fine alle loro sofferenze. Madre Teresa è stata un attimo in silenzio, poi ha risposto che le Missionarie della Carità assistono ogni giorno malati terminali ma nessuno ha mai espresso il desiderio di anticipare la sua morte, e questo perché si sentono amati. Nessuno se si sente amato desidera morire. Mi dispiace, non riesco ad essere obiettivo come l'intenzione dei 5 stelle e del pd ed anarchici , il mio intento e' elencare una serie di punti di vista per rendere più completa la riflessione sull'eutanasia ma vedo che si capisce apertamente la mia posizione e l'assurdita' di un'iniziativa proclamata uno che dovrebbe salvaguardare la vita e non la morte o per lo meno di non fare leggi per la morte.. Ho avuto la fortuna di conoscere una persona nelle sue stesse condizioni DI MOLTI IN STATO VEGETATIVO-E LA cosidetta MORTE CEREBRALE definita cosi' solo erpche' glis trumenti sono troppo poco sensibili a dire che c'e' ancora vita,.,..CHE DOPO ANNI SI SONO SVEGLIATI ED ERANO DEFINITI IN STATO VEGETATo O IN  MORTE CEREBRALE.., e la mia impressione è che un certo livello di coscienza comunque ci sia VITA SE NO NON TORNEREBBERO DI QUA,.,, la persona che ho conosciuto percepiva chiaramente quando entravo nella sua stanza, si notava da piccole cose come un minimo movimento degli occhi o dall'accelerazione del battito cardiaco ed altro.. Quandio infatti molti di loro tornano da questo lungo tunnel dicono semrpe di aver sentito tutto e che molti di essi gridavano senza essere ascoltati non staccate la spina anche se i medici o i familiari chiedevano questo... Le ipotesi sono due: se chi è in stato vegetativo permanente sa di essere vivo l'eutanasia è perlomeno ingiusta. Se non si rende conto di essere in vita, a cosa gioverebbe invece la sua morte? E poi nemmeno i neonati riescono ad elaborare pensieri complessi, ma a nessuno viene in mente che la loro vita sia priva di senso. In molti sostengono che una vita come quella non ha dignità, ma a togliere la dignità alla vita non è stata la malattia, ma la completa mancanza di assistenza da parte dello stato, che lascia tutto sulle spalle delle famiglie, e ti assicuro che è un compito davvero gravoso decidere al posto di altri quando dio le assiste ancora.

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    g.calo

    2009LE ACCUSE DI CRISAFULLI A PAPÀ ENGLARO Posted in attualità, cronaca, Eluana Englaro, eutanasia, Legge tagged Beppino Englaro, Eluana Englaro, eutanasia, Pietro Crisafulli, Salvatore Crisafulli, testamento biologico a 9:23 pm di marisamoles Speravamo che sulla triste vicenda di Eluana Englaro calasse il silenzio e invece è stata pubblicata oggi sul sito di tgcom una lettera shock. L’autore è Pietro Crisafulli, fratello di Salvatore che nel 2005 si risvegliò dopo due anni di stato vegetativo. L’accusa a Beppino Englaro è grave: avrebbe mentito sostenendo che Eluana aveva spesso detto che non avrebbe voluto continuare a vivere se mai fosse caduta in uno stato di coma vegetativo. Dure parole, come macigni. Gesto meschino di chi avrebbe potuto parlare prima ma ha aspettato il momento giusto. Gesto ignobile di chi ha la consapevolezza di aggiungere dolore al dolore. Gesto inutile per Eluana che è, ancora una volta, la vittima inconsapevole della malignità gratuita. Lei non saprà mai che suo padre è stato accusato di essere un bugiardo; anche questa notizia non cambierà il suo stato ma forse prolungherà la sua attesa o forse le negherà per sempre quella che il padre chiama la sua “liberazione”. Pubblico questa lettera senza commenti e aspettando quelli di chi mi legge, anche se non la pensa come me. “Le bugie del padre Beppino“ In questi giorni di passione e sofferenza, nei quali stiamo seguendo con trepidazione il “viaggio della morte” di Eluana Englaro, non posso restare in silenzio di fronte a un evento così drammatico. Era il maggio del 2005 quando per la prima volta ho conosciuto Beppino Englaro. Eravamo entrambi invitati alla trasmissione “Porta a Porta”. Da quel giorno siamo rimasti in contatto ed amici, ci siamo scambiati anche i numeri di telefono, per sentirci, parlare, condividere opinioni. Nel marzo del 2006 andai in Lombardia, a casa di Englaro, in compagnia di un conoscente. Dopo l’appello a Welby da parte di Salvatore, Beppino capì che noi eravamo per la vita. Da quel momento le strade si divisero. All’epoca anch’io ero favorevole all’eutanasia. Facemmo anche diverse foto insieme, e visitai la città di Lecco. Nella circostanza Beppino Englaro mi fece diverse confidenze, tra le quali che i rappresentanti nazionali del Partito Radicali erano suoi amici. Ma soprattutto, mentre eravamo a cena in un ristorante, in una piazza di Lecco, ammise una triste e drammatica verità. Beppino Englaro si confidò a tal punto da confessarmi, in presenza di altre persone, che ‘non era vero niente che sua figlia avrebbe detto che, nel caso si fosse ridotta un vegetale, avrebbe voluto morire’. In effetti, Beppino, nella sua lunga confessione mi disse che alla fine, si era inventato tutto perché non ce la faceva più a vederla ridotta in quelle condizioni. Che non era più in grado di sopportare la sofferenza e che in tutti questi anni non aveva mai visto miglioramenti. Entrò anche nel dettaglio spiegandomi che i danni celebrali erano gravissimi e che l’unica soluzione ERA FARLA MORIRE e che proprio per il suo caso, voleva combattere fino in fondo in modo che fosse fatta una legge, proprio inerente al testamento biologico. In quella circostanza anch’io ero favorevole all’eutanasia e gli risposi che l’unica soluzione poteva essere quella di portarla all’estero per farla morire, in Italia era impossibile in quanto avevamo il Vaticano che si opponeva fermamente. Ma lui sembrava deciso, ostinato e insisteva per arrivare alla soluzione del testamento biologico, perché era convinto che con l’aiuto del partito dei Radicali ce l’avrebbe fatta. (…) Questa è pura verità. Tutta la verità. Sono fatti reali che ho tenuto nascosto tutti questi anni nei quali comunque io e i miei familiari, vivendo giorno dopo giorno accanto a Salvatore, abbiamo fatto un percorso interiore e spirituale. Anni in cui abbiamo perso la voce a combattere, insieme a Salvatore, a cercare di dare una speranza a chi invece vuol vivere, vuol sperare e ha diritto a un’assistenza e cure adeguate. E non ci siamo mai fermati nonostante le immense difficoltà e momenti nei quali si perde tutto, anche le speranze. E non ho mai reso pubbliche queste confidenze, anche perché dopo aver scritto personalmente a Beppino Englaro, a nome di tutta la mia famiglia, per chiedere in ginocchio di non far morire Eluana, di concedere a lei la grazia, fermare questa sua battaglia per la morte, pensavo che si fermasse, pensavo che la sua coscienza gli facesse cambiare idea. Ma invece no. Lui era troppo interessato a quella legge, a quell’epilogo drammatico. La conferma arriva, quando invece di rispondermi Beppino Englaro, rispose il Radicale Marco Cappato, offendendo il Cardinale Barragan, ma in particolare tutta la mia famiglia. Troverete tutto nel sito internet http://www.salvatorecrisafulli.it Noi tutti siamo senza parole e crediamo che il caso di Eluana Englaro sia l’inizio di un periodo disastroso per chi come noi, ogni giorno, combatte per la vita, per la speranza. Per poter smuovere lo stato positivamente in modo che si attivi concretamente per far vivere l’individuo, non per ucciderlo. Vorrei anche precisare che dopo quegli incontri e totalmente dal Giugno del 2006, fino a oggi, io e Beppino Englaro non ci siamo più sentiti nemmeno per telefono, nonostante ci siamo incontrati varie volte in altri programmi televisivi” Pietro Crisafulli Preciso che sono in possesso anche di fotografie che attestano i nostri vari incontri. Catania, 04 Febbraio 2009

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    g.calo

    IL CASO DI ELUANA ENGLARO. UCCIDETE LE VOSTRE ANIME..QUESTA SAREBBE AMORE E GIUSTIZIA...MA UCCIDETEVI VOI CHE LA VOLETE TANTO..VOI SENZA ANIMA E COSCIENZA E SOPRATUTTO SENZA ALCUNA MORALE.. Vogliono la morte per fame e per sete di una donna ancora viva. Ma voglio soprattutto togliere all’umanità il tempo del pentimento e della conversione. Ecco perché lo fanno.   l'abolizione delle sofferenze e della morte come tempo di conversione Vogliono provocare la morte di Eluana sostenendo che la ragazza é ormai ridotta a un vegetale, che non capisce nulla e non avverte ciò che le accade. Vi sono molti dubbi che le cose stiano davvero così. Ma concediamolo per un momento. Se così fosse, allora non sarebbe Eluana ad avere bisogno urgente di essere uccisa. Chi infatti è incosciente non desidera nulla, né in bene, né in male. Sono quelli che le stanno intorno che vedono, pensano, soffrono, piangono. Ecco emergere una verità terribile: i pazienti come Eluana devono essere eliminati perché costituiscono uno scandalo insopportabile per quelli che stanno bene, per i familiari, per il personale medico, per la società intera. La modernità ha convinto milioni di uomini che si può vivere benissimo senza Dio, senza Chiesa, senza giudizio, inferno e paradiso. L'impostura regge fintantoché le cose vanno bene: il portafoglio è pieno, la giovinezza regala vigore, gli affari vanno bene. Quando però il vento della sorte gira, l'uomo scopre tutta la sua solitudine e la sua debolezza. La malattia e la morte rappresentano il culmine di questa drammatica presa di coscienza. Per questo motivo, il capezzale di un malato, e ancor più di un moribondo, sono il luogo dove da secoli molte anime si riconciliano con Dio, chiedono di confessarsi, ricevono il viatico. Testamento biologico ed eutanasia sono due potentissimi antidoti alle grazie che la sofferenza porta con sé. Bisogna convincere l'uomo moderno a "scegliere" la morte prima che egli possa fare i conti con la sua coscienza.

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    g.calo

    Englaro aveva anche assicurato che non avrebbe usato politicamente la sua vicenda. Tuttavia durante l’anno gira l’Italia (fin dentro le scuole), accompagnato dai radicali, chiedendo alla politica la creazione dei registri comunali sul testamento biologico. Lui stesso, a proposito di disinteresse politico, ha offerto la«massima disponibilità» a guidare il Partito Democratico in Lombardia. Dopo la morte di sua figlia, lo hanno perfino fatto presidente onorario della Consulta di Bioetica Laica, guidata da Maurizio Mori, i cui responsabili (con l’appoggio di Mori stesso), sono divenuti noti al mondo pochi mesi fa per aver teorizzato la giustificazione dell’infanticidio, e ancor più recentemente per il tentativo di eliminare la libertà di coscienza dei medici, definendo “cattivi medici” gli obiettori di coscienza (l’85% dei medici italiani).  

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    g.calo

    L'EUTANASIA NON E' AMORE VERSO IL PROSSIMO MA UNA VILE REALTA' CONTRO LA VITA ED UN'ESALTAZIONE DELLA MORTE...SOLO .PERCHE' NON SI CONOSCECOSA SIGNIFICA VIVERE E ALLA RPIAM DIFFICOLTA' SI DICE E' BENE ELIMINARLI...NON LOTTARE ELIMINARLI..UNA VERGOGNA DEL GENERE UMANO..A DISCAPITO DI CHI SOFFRE E GRIDA AIUTO NEL SILENZIO  CHIEDENDO  DI NON FARLO. ....…Il senatore Gaetano Quagliarello, il 3 marzo 2017 così commentava sull’Occidentale: «Eluana non è morta, Eluana è stata ammazzata. Perché da ex radicale, dato biografico che certamente non rinnego, credo profondamente nella libertà della persona e chiamo le cose con il loro nome. E, se si mette da parte l’ipocrisia, la storia della morte di Eluana Englaro non è certamente una storia di libertà». Eluana, in realtà, nonostante fosse in stato “vegetativo” o più precisamente di “minima coscienza”, era pienamente “vitale”, nel senso che i suoi processi biologici funzionavano alla perfezione e le era persino tornato un regolare ciclo mestruale. Tale è stato l’accanimento del padre nel porre termine all’esistenza della figlia, che ha sempre impedito che venissero mostrate foto non solo di Eluana, ma neppure della stanza dov’era ricoverata, della documentazione, che avrebbe confutato inequivocabilmente le menzogne che circolavano su certa stampa progressista e che verranno smentite solo dopo la relazione dell’autopsia sul corpo della giovane. Allo stesso modo si è rifiutato categoricamente di sottoporre la figlia alle terapie più all’avanguardia nel trattamento dei pazienti in stato vegetativo, nonostante gli venissero raccomandate dai medici. Il senatore Gaetano Quagliarello, il 3 marzo 2017 così commentava sull’Occidentale: «Eluana non è morta, Eluana è stata ammazzata. Perché da ex radicale, dato biografico che certamente non rinnego, credo profondamente nella libertà della persona e chiamo le cose con il loro nome. E, se si mette da parte l’ipocrisia, la storia della morte di Eluana Englaro non è certamente una storia di libertà». L’ostinazione con cui è stata condotta questa vicenda, l’insistenza con cui si è cercato di far morire Eluana in una struttura pubblica va ben oltre la battaglia personale di suo padre (che poteva benissimo portare la figlia a casa per attuare il suo piano). Questa estenuante campagna mediatica e giudiziaria è stata un’azione ideologica volta a sdoganare nel nostro Paese una mentalità e soprattutto una legislazione eutanasica, aggirando il consenso popolare e con la complicità di giudici, che non dovrebbero legiferare, ma limitarsi a garantire il rispetto delle leggi. Si è arrivati in questo modo al dicembre del 2017, anno in cui è stata varata la legge sul fine -vita: n. 219 sulle Disposizioni Anticipate di trattamento (Dat), che ha un contenuto sostanzialmente eutanasico, stravolge, modifica, minaccia la professione medica e lede alla base il rapporto di fiducia tra medico e paziente. Crea inoltre le premesse per l’introduzione di un’eutanasia non consensuale, dove gli handicappati, gli anziani ammalati, le persone in stato di incoscienza, i neonati prematuri a rischio di disabilità sono considerati un peso per la famiglia e la società e sono quindi meritevoli di soppressione. Nel best interest di tutti. Le storie di Charlie Gard, Isaiah Haastrup, Alfie Evans sono solo alcuni tragici esempi di questa deriva ideologica. La voce del buon senso Eluana Englaro è stata dunque condannata a morte legalmente con l’autorizzazione dei giudici, in quanto, secondo i sostenitori dell’eutanasia, in seguito agli irreversibili danni fisici subiti nell’incidente stradale, rispecchiava appieno la condizione di vita “indegna di essere vissuta“; si è voluto affermare un principio contrario alla nostra civiltà e al bene comune: l’esistenza di vite non meritevoli di essere vissute. Una prospettiva, questa, evidentemente ideologica e pericolosa se pensiamo che in passato era legale la schiavitù o la deportazione degli ebrei, rendendo evidente che non sempre legalità è sinonimo di giustizia, come ciò che è legale non sempre è anche moralmente etico. Il grande bioeticista Mario Palmaro ci metteva in guardia sottolineando l’ambiguità e la falsità di una concezione basata sulla qualità della vita, che avrebbe potuto in futuro ridurre, se non addirittura eliminare, il dovere di curare un malato incosciente, «per cui non solo le persone in stato vegetativo, ma anche pazienti in coma, con danni cerebrali gravi, malati di mente, neonati, potranno essere assimilati al caso di Eluana, e “lasciati morire”». Eluana Englaro in Italia, così come, in precedenza, Terri Schiavo negli Stati Uniti e oggi Vincent Lambert in Francia vengono utilizzati, loro malgrado, come simboli, vittime sacrificali di un’ideologia di morte e a favore della legalizzazione dell’eutanasia, bandiere ideologiche da contrapporre a chi si batte per la Vita. Come ultima beffa, la Regione Lombardia è stata costretta dalla Corte d’Appello di Milano a risarcire Beppino Englaro con l’enorme somma di 164mila e 453 euro per aver impedito in tutto il territorio lombardo il distacco del sondino, che alimentava e idratava la figlia, ovvero per non aver accettato di ammazzarla. In questa triste vicenda, è stato il prezzo che siamo stati costretti a pagare per restare umani. In tale scenario desolante, in un’Europa dominata dalla cultura della morte, diventa fondamentale rievocare le parole di Papa Benedetto XVI: «L’eutanasia è una falsa soluzione al dramma della sofferenza, una soluzione non degna dell’uomo, la vera risposta non può essere infatti dare la morte, per quanto “dolce”, ma testimoniare l’amore che aiuta ad affrontare il dolore e l’agonia in modo umano. Siamone certi: nessuna lacrima, né di chi soffre, né di chi gli sta vicino, va perduta davanti a Dio». Giorgio Celsi e Wanda Massa

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    g.calo

    NO EUTANSIA .Ricordiamo Eluana Englaro  a10 anni dalla sua morte Uccisa da una montagna  di bugie e di ipocrisia...Una morte di Stato creata ad arte da e per una diseducazione giornalistica anarchica amorale che l’ha condannata a morte. Per queste persone che desiderano l'autodeterminazione della morte altrui dio e' proprio morto..Chiedersi perche' nessuna foto del suo vero stato non fu mai stata pubblicata...avrebbe fatto vedere che lei era viva e con gli occhi aperti in uno stato di semi e non di totale incoscenza..e voleva vivere..ossia non l'avrebbero uccisa..invece ci fu da parte dei genitori che la volevano morta sin dal suo incidente ossia da subito con lì'obbligo di non pubblicare le foto reali ma solo quelle piu' belle con la scusa della privacy..questo e' e rimane un'omicidio...Sì sono d'accordo: eutanasia  a tutti quelli che la votano e la vivono gia’ sin d’ ora ma non si tocchi mai piu’  la dignita’della persona che non possa parlare ed esprimere i primi valori e giudizi se non della  vita stessa che c’e’ ancora ,anche se non sara’ piu’ lo stereotipo di prima ...ma sempre vita e’ con i suoi valori e le sue difficolta’e  con i suoi limiti... Agli uomini di buona volonta’ che credono nell’anima questo puo’ bastare. 10 anni fa il 9 febbraio del 2009 nella clinica di Udine venne sospesa l'alimentazione e l'idratazione ad eluana englaro. I radicali esultano e vogliono applicare la legge liberticida  a tutti ( parenti amici differenti per cause di vita che secondo i risvegli possono invece prima o poi alzarsi e camminare contro la scienza moderna che non accetta che dio abbia dato la vita a ciascuno di noi e che solo lui la possa togliere, quando sia venuto il momento ..infatti ..quanti si sono risvegliati quando non c’era nulla da fare? Tanti..eppure nessuno ne parla per mantenere questo clima di sottomissione alla morte certa  che chiamo senza mezzi termini il fumo di satana..e dei suoi compiaciuti servitori ...) In belgio olanda basta un testimone che affermi questa o quella frase.. ed e’ fatta….qui e’ successo lo stesso..dal padre...e .tu non esisti piu’..La dottoressa Antonella, che ha curato Eluana, testimonia con queste parole l'uccisione di eluana englaro “Lei capiva tutto ciò che le succedeva intorno ma non riusciva a comunicare con il mondo esterno”, la poverina reagiva con forza quando sentiva e capiva che era destinata a morte. nonostante i suoi lunghi anni in un letto, Amava la vita, e non voleva morire. lo ha dimostrato!” si fece passare per morte naturale una morte come quella di eluana englaro per sete e per mancanza di nutrimento, che è tutto fuorché naturale. Sì da’ così la possibilità ad un tutore di non tutelare la tua vita  .I radicali gridarono VITTORIA dopo la morte di eluana englaro Vittoria dello stato di diritto ?. Mi chiedo quale diritto sia uccidere una persona. La volevano morta compreso il papà . Alla sua morte infatti nessuno dei due genitori fu presente e assistente al decesso quindi l’ hanno lasciata sola, sola anche nell'ultimo passaggio di questa vita assurda. NO EUTANASIA..PAPA BENEDETTO XVI COSI’ SCRISSE: “Ogni singolo paziente, anche quello inguaribile, porta con sé un valore incondizionato, una dignità da ammirare, che costituisce il fondamento ineludibile di ogni agire medico. Il rispetto della dignità umana, infatti, esige il rispetto incondizionato di ogni singolo essere umano, nato o non nato, sano  o malato, in qualunque condizione esso si trova. In questa prospettiva, acquista rilevanza primaria la relazione di mutua fiducia che si instaura tra medico e paziente. grazie a tale rapporto di fiducia Il medico, “ascoltando” il paziente, può ricostruire la sua storia clinica e capire come egli vive la sua malattia. è ancora nel contesto di questa relazione che, sulla base della stima reciproca e della condivisione degli obiettivi realistici da perseguire, può essere definito il piano terapeutico: un piano che  può portare ad Arditi interventi di salvavita oppure alla decisione di accontentarsi dei mezzi ordinari che la medicina offre”. L'effetto valanga che i fautori delle energie speravano nel territorio nazionale non ha ottenuto conferma quindi vuol dire che la cultura della morte non ha ancora attecchito Ma la politica ancora insiste: a morte a morte...VOI PROPRIO NON SAPETE COSA STATE FACENDO E NE’ CHE MENTALITA’ STATE CREANDO.

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    g.calo

    PER FAR CONTENTA L'OPINIONE PUBBLICA E TUTTI I GIORNALI CONTRO LA VITA DATA DA DIO ELUANA DOVEVA MORIRE...ED E' MORTA..PAZZESCO..Beppino Englaro, ricorda ancora Agnoli, si è battuto quasi 17 anni, cioè sin dal principio della disgrazia, per ottenere di poter lasciar morire sua figlia; 17 anni in cui Eluana è stata servita e accudita con amore, non da lui, ma dalle suore misericordine; in quei 17 anni, Eluana non ha sofferto affatto, mentre è morta sola e sofferente «in una lenta agonia che ha devastato l’organismo», come scrissero 25 tra i massimi neurologi italiani, contrari all’esecuzione. Ma a nessuno interessa più, giustizia è fatta: Eluana doveva morire ed è morta.  

  • Tutta la mia solidarietà al padre di Eluana❤️❤️❤️ a questi che protestano dico solo che :”SIETE SENZA RISPETTO! Vergognatevi!

  • me li ricordo, tutti non friulani, accenti foresti, statevene a casa vostra

  • Eluana non è stata uccisa è stata sollevata dalla sofferenza, è molto diverso..........

  • vorrei aggiungere altro ma non sarebbe educato per chi legge ,il mio più totale disprezzo per questo "movimento" militia christi.V E R G O G N A T E V I ! ! !

  • sign.Lastei,vorrei vedere te al posto del padre di Eliana ,ma perché parlate sempre, sempre con il cu*o e non con il cuore ,buffone

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