Fontanini strappa l'accordo con Rfi, «anche i treni passeggeri fuori dalla città»

Dopo l'annuncio dello spostamento dei convogli dedicati alle merci il primo cittadino, d'intesa con l'assessore regionale Pizzimenti, vuole farla finita con in passaggi a livello nel territorio urbano

Il sindaco e lo strappo del documento

Niente treni in città, nemmeno quelli passeggeri. Tutti i convogli dovranno passare esternamente. Sono queste le intenzioni del sindaco Pietro Fontanini che ha presentato il progetto assieme ai colleghi di partito Graziano Pizzimenti, assessore regionale alle infrastrutture, e Mario Pittoni, consigliere comunale e senatore. Questa è la volontà di Comune e Regione quindi, ma no si conosce ancora  quella di Rfi, la controparte.

Fontanini

«Giovedì sono state approvate in consiglio due mozioni in cui si  chiedeva il ritiro della firma dal protocollo d’intesa con Rete ferroviaria italiana sui passaggi a livello che tagliano in due la città, per chiedere all’assessore regionale alle infrastrutture Pizzimenti di fare altrettanto. In quattro giorni abbiamo avuto la disponibilità dell’assessore, dando compimento alle nostre intenzioni. Così c’impegnano a revocare il protocollo, firmato dal mio predecessore Furio Honsell e da Maria Grazia Santoro come assessore competente in Regione. Strappiamo l’accordo e daremo comunicazione a Rfi che Comune e Regione hanno un’altra idea. Vogliamo fare con i passeggeri quanto fatto con le merci. Pittoni interloquirà per noi a Roma. È una soluzione che i cittadini della città chiedono da tanti anni».

Pizzimenti

«Mi sembrava una cosa talmente ovvia — ha detto il componente della giunta Fedriga — e non capivo perché non si facesse essendoci l’alternativa, rappresentata dalla tratta esterna. Parlando con Pittoni e il sindaco mi pare che sia una cosa che dev’essere fatta nel più breve tempo possibile. Da questo punto di vista siamo in sintonia perfetta. È doveroso andare in questa direzione».

Pittoni

«Dobbiamo dismettere la tratta cittadina — ha chiosato il senatore —. Qualche decennio fa il ministro Santuz trovò i finanziamenti per una tratta a doppio binario che bypassa la città e non si capisce perché non si debba usare. I pendolari sono spaventati dall’allungamento della tratta e dei tempi di percorrenza — sono 4 chilometri in più — e da un possibile aumento dei costi. Quello che va detto è che con questa soluzione si cancelleranno i costi della manutenzione per la tratta interna (che ammontano a un milione all’anno), e quindi il costo del biglietto casomai potrà diminuire, non certo aumentare».
 

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