Pd in difficoltà a Udine: via due sedi, si punterà sui social e sull'ascolto

Dopo la débâcle alle elezioni comunali, regionali e nazionali, il Partito Democratico vive uno dei momenti più difficili della sua storia. Oltre alla perdita della sede provinciale di via Joppi, non sarà rinnovato l'affitto della sede di via Maniago. Spitaleri: "La sede è solamente un luogo organizzativo, non un totem" -

La sede di via Maniago

Tempi duri per gli iscritti e i simpatizzanti del Pd. Saranno presto ammainate le bandiere del Partito Democratico in ben due sedi della città: in via Maniago, base operativa del Circolo Udine 7, e in via Joppi, residenza logistica, amministrativa e di rappresentanza del partito a livello provinciale.

Quello che fino al 2014 era il più grande partito d'Italia, a soli quattro anni di distanza, nonostante la seconda posizione, è costretto a fare i conti con il vento politico definito del "cambiamento" e l'ondata di preferenze che ha sommerso i due schieramenti giallo-verdi. Come ci ha confermato la tesoriera regionale, Anna Maria Zuccolo, il Pd in Regione, nonostante tutto, ha retto l'urto, registrando nel biennio 2016/2017 un numero stabile di tesserati dem: circa 4.800 in tutto il Friuli Venezia Giulia, di cui 2.000 nella sola provincia di Udine. I dati inerenti alle sottoscrizioni del 2018, invece, si avranno solamente a fine autunno, ovvero quando si terrà il nuovo congresso regionale che quest'anno, a causa delle elezioni, è stato posticipato.

Addio a due delle tre sedi 

Un partito che vive non tanto di tessere, quanto delle libere erogazioni dei politici, è costretto a razionalizzare i suoi costi. E' quindi logico che alla riduzione dei parlamentari e dei consiglieri eletti a Roma e a Trieste, si assista ad un taglio anche delle sedi di rappresentanza. L'addio più doloroso senza dubbio sarà rappresentata dalla perdita della sede storica di via Joppi, immobile di proprietà dal 1991 della Fondazione Ds. Lo stabile, distribuito su tre piani, ospita attualmente gli uffici, una sala con 200 sedute e uno scantinato utilizzato spesso come sala prove. Dopo 27 anni gloriosi, sarà abbandonato a metà settembre. In questi giorni si terrà infatti la seconda asta giudiziaria che aggiudicherà il bene ai suoi nuovi acquirenti. Storia recente, invece, quella che coinvolge la giovane sede di via Maniago al civico 4. Fu inaugurata il 18 aprile 2015 dal Circolo 7 (Chiavris, Paderno, Godia Beivars, Planis, Borgo nuovo) e, grazie alla sua ampia sala interna, ha ospitato diverse riunioni dell'unione comunale dei 7 circoli cittadini. Visti gli alti costi da sostenere, il Circolo ha deciso di non rinnovare il contratto di affitto che scadrà a fine novembre. Esattamente fra 5 mesi, dunque, il Pd a Udine potrà dunque fare riferimento alla sola sede che le rimarrà in dote, ovvero a quella piccolina e di proprietà presente ai Rizzi in via Mantova.

Una sede per tutti

Inutile piangersi addosso. Come spiegato dal segretario regionale Salvatore Spitaleri, forse è diventato anacronistico pensare alla "sede di partito" come unico luogo d'incontro e di dibattito. Se è vero, come ha tuonato qualche ex parlamentare, che "i circoli del Pd non sopravvivono senza sede", è anche corretto affrontare il nodo delle piazze virtuali, luoghi dove ora si affrontano i maggiori dibattiti e confronti. «La sede è solamente un luogo organizzativo, non un totem», precisa il segretario regionale reggente. «Oggi un partito deve anche porsi la domanda di quale sia il luogo ideale per incontrare i propri elettori e i potenziali simpatizzanti, quale sia la piazza dove è possibile incontrare e convincere l'elettorato. Bisogna indirizzare al meglio le poche risorse che abbiamo in questo momento storico - prosegue Spitaleri -. Piuttosto che radunarli nelle sedi, operazione sempre più difficile e dispendiosa, è giunto il momento di puntare di più sulla rete. Come dimostrato ampiamente dalla storia recente - precisa -, i social sono la via più economica e mirata per incontrare i cittadini. Questo tema sarà comunque affrontato durante le prossime assemblee regionali, ma posso garantire che l'obiettivo del Pd per il 2023 sarà quello di aumentare l'affluenza degli elettori alle urne visto che lo scorso 29 aprile solo un cittadino su due si è recato a votare».

Il futuro Pd

Partirà venerdì prossimo il lungo percorso che vedrà il partito giungere al congresso di metà novembre e alle elezione delle assemblee regionali, provinciali e cittadine, dei segretari e dei direttivi dei circoli. Su questo tema sono state diverse le anticipazioni del segretario regionale. «Lo scenario è molto cambiato. Attraverso le assemblee e il congresso dobbiamo riuscire a dare un nuovo mandato al Pd, che deve diventare un pilastro di una proposta che parli non solo ai cittadini ma anche a quegli schieramenti civici e autonomisti che rischiano di essere privi di forza. Il Pd vuole deve essere un elemento catalizzatore per riportare al centro i temi della solidarietà e dell'Europa contro le parole chiave della destra populista, con cui il Movimento ha voluto redigere un contratto di governo. Inoltre - aggiunge il segretario -, dovremo avere una capacità di ascolto che i cittadini ci hanno segnalato essere carente. Per questo motivo abbiamo deciso di passare da una prima fase di ascolto e di incontro, ad una seconda fase più caratterizzate, che rilanci i circoli nel territorio. Terzo e ultimo step sarà l'elezione degli organismi. Abbiamo bisogno di ricostruire un'alternativa credibile seguendo i tempi e gli scenari inediti che ci aspettano».

Partito Democratico alla ricerca di se stesso anche in Fvg

La sede provinciale di via Joppi

Sede Pd via Joppi-2

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