Parco naturale delle Prealpi Giulie: stabiliti i confini esatti

Dopo 10 anni al via l'iter per la definizione precisa della zona. L'operazione permetterà di accedere ai finanziamenti europei previsti per lo sviluppo delle aree protette

Delimitare geograficamente e visivamente l’area del Parco Naturale Regionale delle Prealpi Giulie. È la procedura, non poco complessa, che ha avviato il direttivo dell’Ente gestore l’area protetta. Un iter delicato e importante, che vede la fattiva collaborazione delle realtà Municipali il cui territorio in ricade, in parti diverse, nella zona tutelata: quindi i comuni di Moggio Udinese, Venzone, Resia, Resiutta, Chiusaforte e Lusevera (100 km quadrati di superficie).
 
In cosa consiste la delimitazione del parco? Nella sua perimetrazione, nello stabilire, ufficialmente, dove comincia e dove termina quest’area di incomparabile bellezza.
 
Il parco naturale, nato nel 1996, non gode ancora oggi di una linea di demarcazione precisa, né sul fronte documentale né su quello fisico: non si sa esattamente - sebbene li si intuisca nella pratica - quali siano i territori protetti e facenti parte del parco, e quali no. Un problema di non poco conto, al di là delle apparenze, poiché l’area tutelata è sottoposta a precise norme che vigono in questo speciale spicchio di verde immacolato friulano.
 
Come si delimiterà il parco? Laddove possibile, tramite sentieri, crinali, corsi d’acqua, evidenze orografiche che saltano all’occhio. Ove, invece, non esiste una linea di demarcazione naturale, l’Ente provvederà a posizionare dei paletti di indicazione, installati   a distanza l’uno dall’altro in modo da non lasciare spazio a dubbi. Il fruitore, quindi, che non percorre il sentiero dell’escursionista ma più spesso la macchia boscosa, saprà bene dove'è il Parco.
 
Il “confinamento” della zona tutelata era previsto tra i punti principali dello statuto di costituzione del Parco già nel 1996 ma non è stato mai realizzato. La ricaduta negativa? Impossibilità di chiedere finanziamenti di tipo europeo per lo sviluppo di questo territorio unico, quindi un rallentamento dalla sua valorizzazione. Il nuovo direttivo del Parco intende portare a termine l’importante iter nei tempi più brevi. Non appena sarà pronta la progettazione e il documento avvallato da ogni singola amministrazione, seguirà l’iter previsto dalla legge regionale 42/96, fino all’approvazione da parte della giunta regionale. Un passo decisivo e fondamentale.


 

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