Al via l'Osservatorio Turismo e Territorio territorio dell’Università di Udine

La presentazione oggi nell'ambito di Cantiere Friuli. Obiettivo fornire linee guida per la conoscenza dei fenomeni turistici. Il rettore De Toni: “Osservatori sono la nuova frontiera di animazione degli ambiti economici”

tavolo relatori da sinistra Mason Bini De Toni Morandini Zannini

Presentato oggi il nuovissimo “Osservatorio Turismo e Territorio” (OssTTe) dell’Università di Udine. «Pronti a partire subito», ha spiegato il rettore dell’ateneo friulano, Alberto De Toni, rispondendo durante la conferenza alla sollecitazione del partner principale di questa iniziativa, la Fondazione Friuli. «Siamo in grado di farlo con la nostra sensibilità maturata in questo campo – ha proseguito il rettore -: il Politecnico di Milano ne ha attivato almeno una dozzina, in diversi settori, tirando in ballo i più grandi player nazionali e internazionali sul tema, con un monte di attività di una dozzina di milioni euro. Gli osservatori non sono più uffici di statistica in seno alla camera di commercio – ha evidenziato De Toni -, ma una piattaforma attorno a cui girano ricercatori, esperti, e divengono un autentico luogo di concentrazione di politiche che poi ovviamente gli enti territoriali fanno proprie e sviluppano. Vedo questa azione con grande attenzione – ha commentato ancora il rettore -, perché gli osservatori sono una nuova frontiera di animazione degli ambiti economici. È il nostro primo, speriamo non sia l’ultimo».

Il nuovo Osservatorio dell’Università di Udine nasce con l’obiettivo di sviluppare nuove ricerche, progetti e studi sul turismo, in particolare sul turismo culturale, naturalistico, enogastronomico e sportivo, puntando a rappresentare il punto di collegamento tra l’Università di Udine ed enti, istituzioni, realtà imprenditoriali turistiche. «Costituirà un centro di ricerca in grado di fornire supporto, con report dedicati, alla programmazione e alla progettazione turistica», ha illustrato Michela Cesarina Mason, docente di Economia e gestione delle imprese al DIES, Dipartimento di Scienze di scienze economiche e statistiche e delegato del Rettore al Turismo. «Inoltre, avrà il compito di individuare nuove modalità e soluzioni di sviluppo e promozione dell’offerta turistica – ha continuato la docente -, e di fornire approfondimenti e indicazioni per la conoscenza generale dell’evoluzione dei fenomeni turistici». Tra i diversi settori del turismo in Friuli Venezia Giulia, l’ateneo intende partire dall’analisi del “cicloturismo”, «perché – ha anticipato Mason -, c’è già un interesse conclamato nei confronti di un fenomeno che coinvolge moltissimo la nostra regione, anche per le sue peculiarità. Pensiamo alla salita dello Zoncolan – ha sottolineato –, diventata un territorio conosciuto in tutto il mondo grazie alla tappa del Giro d’Italia».

Sergio Emidio Bini, neo assessore regionale alle Attività produttive, annunciando che la Regione sta preparando il nuovo piano strategico per il turismo, ha sottolineato che «questo settore rappresenta un valore aggiunto per la nostra regione. E con questo osservatorio – ha proseguito -, abbiamo una grande occasione per poter approfondire e capire come meglio attrarre ospiti nella nostra regione: abbiamo tutti gli ingredienti, si tratta di mettere tutto a fattore comune e di rilanciare davvero il nostro turismo, che negli ultimi due anni ha registrato una crescita del 5,3%, ma si può fare di più. Il primo handicap da risolvere – ha precisato - è la poca conoscenza in giro per il mondo del Friuli Venezia Giulia. Dobbiamo promuoverci nei mercati importanti, e quando il turista arriva dobbiamo essere in grado di accoglierlo in modo adeguato. In tutto questo, il ruolo dell’Università di Udine è fondamentale – ha concluso -, come quello di tutto il sistema delle università della regione».

Andrea Zannini, direttore del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale, ha salutato l’Osservatorio Turismo e Territorio come «un nuovo laboratorio, che fungerà da centro di analisi e di raccolta, per la regione, ma anche per committenti nazionali e internazionali, su un turismo che sta cambiando volto di giorno in giorno, e dunque c’è bisogno – ha concluso - di raccogliere informazioni raffinate e dedicate, per esempio sul turismo culturale, che è una delle grandi vocazioni di questa regione».

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