"Coprifuoco" in Borgo Stazione, la disperazione di un gestore: «Ho pensato al suicidio»

Il titolare del locale notturno "House of Pizza e Kebab" di via Ciconi chiede un incontro al sindaco Fontanini: «Rischio il fallimento, chiedo una deroga o la modifica dell'ordinanza»

Hayat Irfan, titolare della "House of Pizza e Kebab" di via Ciconi in mezzo a due suoi dipendenti

«Non ho dormito tutta la notte, ho anche fatto brutti pensieri. Sì, non le nascondo di aver pensato al suicidio». A parlare è il 36enne Hayat Irfan, titolare dell'attività "House of Pizza e Kebab" di via Teobaldo Ciconi, uno dei tanti locali del quartiere delle Magnolie che da lunedì prossimo sarà colpito dall'ordinanza del Comune di Udine che impone una stretta sugli orari di apertura delle attività commerciali della zona (dalle 6 alle 23 di domenica, lunedì, martedì, mercoledì e giovedì; dalle 6 alle 24 di venerdì e sabato).

E' dalla lettura della notizia, avvenuta ieri sera, che Hayat non si dà pace. E' estremamente preoccupato per le sorti della sua attività, rilevata ad aprile 2014, e per quella dei suoi dipendenti, tutti assunti con contratto part-time a tempo indeterminato, cinque dei quali con famiglia e figli a carico. L'House of Pizza e Kebab è infatti uno dei pochi locali di Borgo Stazione a rimanere aperto fino a notte inoltrata e ad aver fatto di quell'orario — così difficile per molti lavoratori — il suo business. Con l'ordinanza, insomma, ora rischia seriamente una perdita d'incasso pari a circa il 70% del suo volume totale d'affari, oltre a ritrovarsi personale in esubero per un'attività che troverà già molta concorrenza nella fascia serale “normalizzata”.

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Pizza e kebab, punto di riferimento

«Sono molto preoccupato per le sorti del mio locale e dei miei dipendenti. Rischio il fallimento», spiega Hayat Irfan, cresciuto in un piccolo paese in provincia di Modena e proprietario di altri due punti vendita, uno proprio a Modena e uno a Cividale del Friuli, in via Borgo di Ponte. «Tutto il mio personale è stato regolarmente assunto proprio per coprire le tante ore di apertura che locale effettua — precisa il gestore di origini pakistane con un forte accento emiliano —. Sottolineo che nella mia attività non si sono mai verificati episodi strani, né schiamazzi, né spaccio o altro. L' House of Pizza e Kebab è un punto di riferimento per chi lavora o fa tardi di notte, è una luce accesa in una via buia, è un posto caldo dove venire a mangiare in velocità qualcosa, ma soprattutto chiarisce a più riprese il titolare  non vende alcolici come invece fa qualcun altro. Tutto quello che vi dico lo possono testimoniare benissimo le forze dell'ordine e gli agenti della municipale, tutti spesso sono nostri clienti o vengono a fare controlli. Non abbiamo mai avuto problemi con nessuno, mai creato disagio alcuno e non capisco perché noi dobbiamo rimetterci con questa ordinanza, noi che siamo anche abbastanza lontani dalla stazione dei treni e dalla zona al centro delle proteste dei residenti».

L'apprensione e l'appello

«I nostri maggiori introiti prosegue Hayat — da sempre si registrano proprio a novembre e dicembre, quando inizia il periodo più freddo. Chi mi ripagherà dei mancati incassi? Cosa posso fare? Chi mi pagherà tutte le spese e gli stipendi? Cosa ne farò dei miei dipendenti? Sto diventando pazzo. Io non posso rimetterci a causa di cittadini indisciplinati. Non so cosa fare, valuterò se fare un'azione legale. Per adesso — conclude il titolare — l'unica cosa che posso fare è chiedere un incontro con Fontanini e l'assessore Ciani. Devo spiegare le mie motivazioni e chiedere una deroga o una modifica all'ordinanza».

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